Mi Sono Innamorata Dopo i Sessant’Anni. E Mia Figlia Dice Che Si Sente Imbarazzata da Me.

Mamma, sei impazzita! gridò la mia figlia Maddalena, fissandomi come se fossi una pazza. Ti sei innamorata? A questetà?!

Ero in cucina, con una tazzina di tè tra le mani, e non riuscivo a credere a quello che sentivo. Non per lo stupore, ma per lacuta aggressività del suo tono.

Non capisco cominciai a parlare con calma. Sei unadulta, hai un marito, dei figli. Pensavo ti saresti fatta contenta di non essere più sola.

Contenta?! sbuffò. Vuoi uscire a fare appuntamenti, tenerti per mano per strada, forse anche andare a letto con un uomo?! Mamma, sei una nonna! Non una ragazzina di TikTok!

Sentii un dolore più forte di quanto avessi immaginato.

Non mi immaginavo una chiacchierata così. Avevo pensato di invitarla a prendere un tè, sedersi come due donne mature e raccontarle che da qualche mese frequentavo Edoardo, un vedovo gentile e caloroso, con cui andiamo al cinema, facciamo passeggiate e, a volte, semplicemente beviamo un caffè chiacchierando di tutto.

Ma al posto del sostegno ho udito solo vergogna. E una sentenza.

I nipoti si chiedono perché la nonna si comporti così. Gli amici chiedono che cosa ti succeda.

O forse ho appena iniziato a vivere? chiesi, senza riconoscere la mia voce.

A questetà?! sibilò. Controllati!

E pensai a una sola cosa: merito davvero questa vergogna solo perché ho avuto il coraggio di amare di nuovo?

Per giorni mi muovevo per casa come unombra. Apparentemente tutto era normale: innaffiavo i fiori, preparavo la minestra, leggevo un libro. Ma niente aveva più lo stesso sapore. Le parole di Maddalena riecheggiavano: Una nonna non dovrebbe innamorarsi. È imbarazzante.

Eppure non avevo fatto nulla di male. Non avevo rubato spazio a nessuno, non avevo dimenticato i miei nipoti, non avevo abbandonato i miei doveri. Semplicemente, per la prima volta dopo anni, sentivo di essere vista. Non più solo la signora Maria del piano terra, ma una donna di carne e ossa.

Avevo incontrato Edoardo per caso, in biblioteca, quando ha raccolto il libro che avevo lasciato cadere. Ha sorriso e ha detto: A volte il destino è più preciso di Amazon. Mi ha fatto ridere. Da lì è partita una chiacchierata sui libri, terminata con un caffè in una pasticceria di Trastevere.

Non è stato un colpo di fulmine. Prima cè stata la curiosità, poi il calore, e infine quel brivido strano che non provavo da anni, come se avessi di nuovo qualcosa per cui vale la pena lottare, come se avessi di nuovo una ragione per uscire di casa.

Maddalena sosteneva che ero diventata una sciocca. Che dovevo occuparmi dei nipoti, allacciare il crochet o coltivare il giardino. Ma davvero essere nonna deve significare rinunciare a sé stessi, alle emozioni, al contatto, al tocco?

Edoardo non ha mai forzato nulla. Quando gli ho raccontato della discussione con la figlia, ha stretto la mia mano e ha detto:
Non voglio intromettermi tra te e la tua famiglia. Ma se preferisci sparire, lo capirò.

Guardai le sue rughe, i suoi occhi sereni, e mi chiesi: perché il mondo non ci permette di amare quando finalmente sappiamo che cosè lamore?

Non gli ho risposto subito. Ho chiesto qualche giorno di riflessione, per mettere le cose a fuoco. Ma ogni giorno cresceva dentro di me un sentimento nuovo: non era nostalgia, né rabbia, ma orgoglio. Orgoglio di poter amare ancora, nonostante la morte del marito, gli anni solitari e le aspettative di tutti.

Amo i miei nipoti. Amo la mia figlia. Ma non ho vissuto i sessantasette anni solo per chiudermi tra quattro mura ad aspettare il permesso di sentire.

Questa è la mia vita. E non mi scuserò più.

Domenica ho invitato Maddalena a pranzo. È arrivata con i suoi figli, puntuale comè solita, ma con una tensione sul volto e una voce glaciale. Da quella discussione in cucina non ci eravamo più parlate. I nipoti correvano per lappartamento, noi due eravamo sedute al tavolo, silenziose, ciascuna immersa nel proprio piatto.

Solo al dolce ho detto, tranquilla:
Sto ancora uscendo con Edoardo. E non ho intenzione di nasconderlo.

Maddalena mi ha guardata incredula.
Allora continui a portare avanti tutto questo?

Sì, ho risposto. Per la prima volta da molto tempo mi sento felice.

E la gente? Amici, vicini, i bambini?

Forse penseranno quello che penso io, vedendo una madre che ha smesso di temere la vita.

Sè fatta silenziosa. Non si aspettava una risposta così certa.

Mi vergogno di te, mamma, ha sussurrato. Non mi immaginavo così nella vecchiaia.

E io non mi immaginavo una vecchiaia in cui non si possa amare, ho ribattuto.

È partita prima del solito, senza litigi, senza lacrime, con lo stesso freddo con cui era arrivata.

La sera ho fatto una passeggiata con Edoardo. Mi teneva la mano. Passavamo davanti ai vicini: qualcuno ci ha guardati, qualcuno ha sorriso, altri hanno voltato lo sguardo altrove. Per la prima volta nella mia vita non mi importava più.

Se lamore arriva dopo i sessanta, non è per essere nascosto, ma per essere finalmente apprezzato.

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