Mi sono sposata a cinquantanni pensando davvero di aver trovato finalmente la felicità ma nemmeno mi immaginavo quello che mi aspettava!
Vedi, sono una di quelle donne che s-au messo lanello al dito un po tardi. E purtroppo, la mia relazione iniziata già da matura si è chiusa in scampanate.
Tutti da anni mi chiamavano la secchiona, mi piaceva sempre studiare! Mi sono laureata alla magistrale e poi ho trovato lavoro in biblioteca. Una mia amica mi ha presentato quello che sarebbe diventato mio marito. Luciano aveva 59 anni, ma non aveva perso il cuore e cercava ancora la sua dolce metà. Io invece avevo nove anni di meno. Appena lho conosciuto, Luciano mi si è infilato subito nel cuore. Un uomo colto, rispettoso, con una passione per la poesia e la letteratura. Abbiamo iniziato a sentirci, e dopo qualche mese mi ha chiesto di sposarlo.
Ho accettato subito, non vedevo lora di avere una famiglia tutta mia. Dopo il matrimonio, abbiamo iniziato a vivere a casa mia, dato che sua figlia e la sua famiglia abitavano nella sua. Ti dico la verità, non avevo idea di cosa mi aspettasse. Avevo sempre vissuto da sola, e tutto era diverso ora ed ero spesso nervosa. La macchia sulla tovaglia, il copriletto tutto stropicciato, i calzini sparsi ovunque e mille piccolezze che non erano proprio nel mio programma Davvero, ogni cosa mi irritava. Sembrava che lui fosse in un albergo e io la governante! Anche i soldi erano un grattacapo. Ho perso la pazienza quando, invece di aggiustare il rubinetto, lo ha rotto ancora di più e solo dopo ha chiamato lidraulico! Che fatica.
Proprio quel giorno ho capito che non volevo più essere paziente e soffrire in silenzio ormai siamo adulti e ci portiamo dietro abitudini troppo diverse. Poco dopo abbiamo fatto una chiacchierata e ho scoperto che lui stava benissimo così. Io sono una persona tranquilla, non amo i litigi, però davvero non siamo riusciti a trovare un compromesso: la figlia di Luciano aveva già sistemato la sua vita nellappartamento del padre, convinta che lui avrebbe vissuto per sempre con me. Solo dopo tre mesi ha accettato di separarsi. E ha voluto indietro persino i regali che mi aveva fatto. Restituire il cestino della spazzatura e quella catena non mi è costato nulla.
Tutta questa storia mi ha lasciata a chiedermi: ma sarà davvero possibile costruire una famiglia felice dopo i cinquantanni? Non so, cara, ancora mi ci arrovelloEppure, mentre ripiego da sola la tovaglia e metto in ordine le varie cose rimaste, mi accorgo che la mia idea di felicità è cambiata. Non è più una casa condivisa, non è una tavolata della domenica con parenti rumorosi, non è un uomo che mi completa. Forse, dopotutto, la mia vera felicità coincide con la pace che trovo dentro di me mentre mi preparo il tè alla menta tra i miei libri preferiti, sfogliando pagine che conosco a memoria.
Ho scoperto che dopo i cinquantanni si può ancora amare, anche se si inciampa, anche se si rimane delusi: si può amare la propria libertà, la propria casa e il proprio tempo. Luciano ha incrociato il mio cammino e mi ha mostrato che sono ancora capace di rischiare, anche di sbagliare, anche di cambiare idea. E questo coraggio non ha età.
La sera, quando spengo la luce e sento la quiete finalmente tornata, sorrido: nessun matrimonio, nessuna separazione mi restituisce la serenità che provo ora, sapendo che posso ricominciare da me stessa ogni giorno che voglio. E questa sì che è una grande felicità.






