«Mi sono stancata di fare da mamma al tuo figliolo» – sbotta la nuora e parte per una vacanza al mar…

Non ce la faccio più a fare da babysitter a tuo figlio, ha sbottato mia nuora e se nè andata al mare.

Guarda, ti racconto: cè la signora Valentina Rossi, che ha questo figlio, Simone. Un bravo ragazzo, lavora, si dà da fare. Lui sì, ma la moglie, Claudia, guarda che tipo! Non le piaceva cucinare, neppure pulire voleva. Ultimamente proprio era fuori di testa.

Ieri, tanto per cambiare, ha fatto una scenata.

Simone, ha detto a suo marito io non ce la faccio più! Sei adulto, e ti comporti come un bambino!

Lui, Simone, era confuso. Non aveva chiesto niente di strano! Solo che Claudia gli prendesse i calzini giusti. Gli stirasse una camicia. Gli ricordasse della ricetta del dottore.

Ma, mamma mi ha sempre aiutato, ha mormorato.

Allora vai da tua mamma! sbottata Claudia.

Il giorno dopo ha fatto la valigia.

Simone, gli ha detto calma parto per Rimini. Sto via un mese. Forse anche di più.

Come, di più?!

Così. Sono esausta di fare da tata a un adulto.

Simone, poverino, ha provato a protestare, ma Claudia neanche lo ascoltava. Ha preso il telefono, ha chiamato Valentina:

Signora Valentina? Sono Claudia. Se lui va in tilt senza babysitter, magari venga da noi. Le chiavi di riserva sono sotto lo zerbino.

Ed è partita.

Simone si è trovato solo in casa. Frigorifero vuoto. Calzini sporchi dappertutto. Un mare di piatti nel lavandino.

Dopo un paio di giorni, ha chiamato sua mamma:

Mamma, Claudia è impazzita! È sparita! E ora che faccio?

Valentina ha sospirato. Problemi con la nuora, di nuovo.

Arrivo subito, Simone. Sistemiamo tutto.

Dopo neanche unora arriva, con la sporta piena di cibo e quello spirito materno che dice qui ci penso io.

Ma appena apre la porta Resta senza parole.

Disastro ovunque. In camera una montagna di vestiti. In cucina unammasso di piatti sporchi. In bagno il bucato dimenticato.

E lì Valentina capisce: suo figlio trentenne, davvero, non sa vivere da solo.

Ha sempre fatto tutto lei. Gli ha cresciuto addosso un adulto bamboccione.

Mamma, si lamenta Simone Cosa cè per cena? E le mie camicie? Quando torna Claudia?

Valentina comincia pulire senza fiatare. Ma nella testa le gira solo: Che ho combinato?

Ha sempre protetto il suo figliolo dalle fatiche della vita. Dai problemi. Da tutto.

E ora, senza una donna, sembra che non abbia le mani.

Claudia? Lei è semplicemente fuggita da questo bambinone.

Capibile, ti dirò.

Tre giorni Valentina vive dal figlio.

Ogni giorno sente di più: ha cresciuto un grande bambino.

La mattina Simone si sveglia, subito si lamenta:

Ma, cosa cè a colazione? Dove la camicia? Ci sono calzini puliti?

Valentina tace, stira, cucina, pulisce. E osserva.

Pensa: Simone, trentanni e non sa neanche accendere la lavatrice! Non sa quanto costa una pagnotta! Perfino il tè lo fa male o si scotta, o rovescia lo zucchero.

Mamma, si lamenta la sera Claudia è diventata proprio antipatica! Prima sembrava lo facesse almeno per finta ora è fredda come il ghiaccio!

E tu come ti comporti? gli chiede piano Valentina.

Io uguale Non chiedo mica cose assurde. Vorrei solo una moglie che faccia la moglie, non una isterica!

Lei lo guarda. Santo cielo, non capisce nulla!

Simone, tu aiuti mai Claudia?

Come? si stupisce Io lavoro! Porto i soldi a casa! Non basta?

E in casa?

Eh? In casa no, sono stanco quando torno! Voglio rilassarmi. Lei sempre a chiedere qualcosa lavare i piatti, fare la spesa. Ma son cose da donne!

E sai la cosa più buffa? Valentina si sente ripetere le frasi che gli ha detto da piccolo:

Lascia stare, Simone, ci pensa mamma! Non andare tu a fare la spesa, mamma va più veloce! Tu sei un uomo, hai altre cose da fare!

Aveva creato un mostro.

Più guarda, più si spaventa.

Simone entra, si butta sul divano. Aspetta la cena. Aspetta che gli raccontino le novità. Aspetta che lo intrattengano.

E quando la cena non compare da sola, ecco i capricci:

Mamma, quando si cena? Ho fame!

Un bambino.

Peggio, quando parla di Claudia.

Ora che nervosa, si lamenta sempre arrabbiata. Magari ha problemi del ciclo, chissà?

O forse semplicemente è stanca? suggerisce Valentina.

Stanca di che? Lavoriamo entrambi. Ma comunque la casa è una cosa da donne.

Da donne?! scatta Valentina Chi lha deciso, scusa?

Simone ci rimane male. Mai vista la mamma urlare.

Al quarto giorno, Valentina non regge più.

Lui sul divano, col telefono in mano, si lamentava che si annoiava senza la moglie. In cucina, montagne di piatti. I calzini a terra. In camera, il letto disfatto.

Mamma strascica Che cè per cena?

Valentina girava il sugo, come sempre, come da trentanni.

Quando si ferma, capisce: basta così.

Simone, spegne il gas dobbiamo parlare.

Dimmi pure, dice senza alzare gli occhi dal telefono.

Mettilo via quel coso. Guardami.

Un tono serio, che Simone ascolta.

Figlio mio, capisci perché Claudia se ne è andata?

Si è solo stressata, è così donne troppo emotive, riposa un po e torna.

Non torna.

Come non torna?!

Non torna perché si è stufata di fare da mamma a un adulto.

Simone salta su:

Ma, che dici? Che bambino? Io lavoro, porto i soldi!

E allora?! Valentina si fa dritta E a casa? Mica sei paralizzato! Hai mica perso la vista?

Simone sbianca.

Come puoi dirlo? Sono tuo figlio!

Proprio perché sei mio figlio! Valentina si butta su una sedia, le mani tremano.

Ma, stai male? chiede spaventato.

Sono malata, sì ride amaramente Malata damore. Damore cieco da mamma. Ho pensato di proteggerti, e invece ho cresciuto un egoista! Un uomo che senza una donna non sa fare nulla! Che pensa che tutto gli sia dovuto!

Ma

Ma niente! lo interrompe Pensi davvero che Claudia debba essere una seconda mamma? Stirare, cucinare, pulire? E per quale motivo?

Io lavoro

Anche lei lavora! E gestisce pure la casa! E tu? Poltrisci sul divano e aspetti che ti servano!

Gli occhi di Simone si riempiono di lacrime.

Ma, ma tutti fanno così.

Non è vero! urla Valentina Un uomo vero aiuta la moglie! Lava i piatti, cucina, cresce i figli! E tu? Non sai nemmeno dove si trova il detersivo!

Simone si nasconde il viso tra le mani.

Claudia ha ragione, dice piano Valentina Si è stancata di fare la mamma. E pure io.

Come, pure tu?

Così. Va in ingresso, prende la borsa Me ne torno a casa. Tu resta qui. Da solo. Prova a fare ladulto.

Ma, ma che dici?! Da solo?! E chi cucina? E chi sistema?

Tu! grida lei Tu! Come fanno tutti i grandi!

Ma non so farlo!

Imparerai! O resterai uno sfigato infantile!

Valentina si mette il cappotto.

Non andare! piange Simone Ma che devo fare da solo?

Quello che dovevi imparare ventanni fa: vivere.

E se ne va.

Simone resta solo in casa, sporca. Per la prima volta in vita sua, davvero solo.

Faccia a faccia con la realtà.

Si piazza sul divano fino a mezzanotte.

Lo stomaco brontola. I piatti puzzano. I calzini dappertutto.

Cavolo, mormora, e per la prima volta in trentanni si mette a lavare i piatti.

Risultato così così. Le stoviglie scivolano, il sapone brucia le mani. Ma ce la fa.

Poi prova a fare una frittata. Brucia tutto. Riprova: commestibile.

La mattina dopo capisce: mamma aveva ragione.

Passa una settimana.

Simone, ogni giorno, impara. Lava, cucina, pulisce, fa la spesa e impara quanto costa ogni cosa. Organizza la giornata.

Scopre che è dura.

E capisce cosa ha vissuto Claudia.

Sabato la chiama.

Claudia? voce incerta.

Dimmi, lei, fredda.

Hai ragione, attacca lui subito Mi sono comportato come un bambino.

Claudia tace.

Sto vivendo solo da una settimana. Ho capito quanto è faticoso. Ti chiedo scusa.

Lei resta in silenzio a lungo.

Sai, dice poi tua mamma mi ha chiamata ieri. Mi ha chiesto perdono. Per come ti ha cresciuto.

Claudia torna dopo un mese.

Quando si apre la porta, trova casa pulita, il marito in grembiule che porta in tavola la cena e i fiori.

Bentornata a casa, le sorride.

E Valentina chiama una volta a settimana, si informa da lontano, ma non si invita.

E una sera, mentre Simone lava i piatti e Claudia prepara il tè, lei gli dice:

Mi piace questa nuova vita.

Anche a me, risponde lui, asciugandosi le mani. Peccato averci messo così tanto.

Ma almeno ci siamo arrivati, sorride Claudia.

Ed è proprio vero.

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