Mia cognata era in vacanza in una località turistica mentre noi ristrutturavamo casa, e ora pretende di vivere in condizioni confortevoli

Mia cognata è andata in vacanza in una località balneare mentre noi eravamo coperti di polvere e cemento a rifare la casa, e adesso pretende pure di vivere in tutto comfort che caso mai!

Le avevo proposto, molto simpaticamente, di dividere le spese per la ristrutturazione della vecchia casa ereditata, io e lei, ma mi aveva liquidata subito con un no, grazie, non mi serve. Adesso invece pretende che la ospitiamo perché la sua metà di casa sembra linterno di una grotta preistorica. E quindi, scusate, di chi sarebbe la colpa?

Questa splendida casa, patrimonio della nonna di mio marito, era stata lasciata sia a lui, Marcello, che a sua sorella, Lucia. Era già piuttosto malmessa, ma noi abbiamo visto un potenziale (e anche tante crepe nei muri). La casa aveva due ingressi separati: perfetto per due famiglie che non si vogliono vedere troppo spesso. Il cortile e il giardino erano condivisi, così come il numero delle stanze.

La divisione delleredità è avvenuta quando eravamo già sposati. Nessun dramma. Mia suocera, la signora Rosa, si è subito tirata fuori: lei, una donna di città, allergica alla campagna, neanche morta avrebbe accettato di vivere lì. Fate voi, come volete, ci ha detto con aria stanca.

Per prime, io e Marcello, insieme a Giovanni, il marito di Lucia (un uomo che non alza la voce neanche se gli sposti tutta la casa), ci siamo rimboccati le maniche e con i nostri risparmi abbiamo sistemato il tetto e rinforzato le fondamenta. Da lì volevamo andare avanti, ma Lucia con la delicatezza di un treno in corsa ci ha fatto sapere che lei soldi lì non ce li metteva. Non intendo buttare via euro in una casetta coi piedi di gallina! E Giovanni, paziente, ha abbassato la testa tanto, discutere con Lucia non serve.

Io e Marcello vedevamo già la nostra vita lì. Il paese non era lontano da Firenze, avevamo la macchina, i pendolari non ci spaventavano. E soprattutto, sinceramente, non ne potevamo più dellappartamento monolocale! Sognavamo di avere finalmente uno spazio nostro, e ricostruire una casa da zero, si sa, è roba per milionari (e noi milionari non lo siamo ancora).

Lucia, invece, considerava quella casa come la casa delle vacanze: grigliate estive, pisolino allombra della vite, e via! Ma ci ha messo in guardia non fate troppo affidamento su di me.

Quattro anni. In quattro anni, abbiamo sistemato la nostra metà completamente. Sì, abbiamo fatto un mutuo ma il peggio non era quello, era lenorme fatica! Bagno nuovo, riscaldamento, impianto elettrico, infissi e pure la loggia fresca fresca. Io avevo la cazzuola sotto il cuscino. Ma alla fine il risultato valeva ogni minuto.

Lucia, intanto, era sempre in qualche posto esotico. Ibiza, Grecia, Ischia. Niente la interessava di noi o della casa sua. La sorella di mio marito viveva la sua dolce vita senza pensieri. Poi, boom, ha avuto una bambina e ha preso il congedo di maternità.

Addio Maldive, addio viaggi. E con pochi soldi, far finta che il suo pezzo di casa non esistesse non era più un’opzione. Stare chiusa in 50 metri quadri con una neonata? Una tragedia! E lì cera spazio perché la figlia scorazzasse in giardino.

Noi, nel frattempo, ci eravamo trasferiti nella casetta nuova e lappartamento lavevamo dato in affitto. Non avevamo toccato la parte di Lucia, ma in quegli anni la sua metà era marcita per davvero. Non so come pensasse di sopravvivere lì senza riscaldamento: è arrivata con una valigia e dopo due giorni ha iniziato a supplicare di stare da noi almeno una settimana. Mi sono anche intenerita, lo ammetto.

Sua figlia è vivacissima. Così come la mamma, che fa come le pare e piace. Zero riguardo per gli altri. Io, che lavoro in smart working, a un certo punto non ce lho fatta più e sono scappata a casa di unamica (che almeno aveva silenzio e un po di caffè decente). Lucia non si è lamentata, anzi, le ho tenuto pure casa.

Le cose sono precipitate subito dopo. Dopo quasi un mese, fra ospedali (mia madre si è ammalata) e confusione, quasi mi ero dimenticata di Lucia. Ma quando sono tornata a casa sorpresa! La cognata faceva ormai parte degli arredamenti. Ho chiesto, con tutta la gentilezza del mondo, quando pensava di sloggiare.

Ma dove vuoi che vada? Sto bene qui, la bambina anche mi ha risposto, senza battere ciglio.
Domani ti accompagniamo a Firenze, forza.
Ma io non voglio andare a Firenze!
Guarda, se non hai nemmeno fatto le pulizie almeno una volta in tutto questo tempo, allora questa non è un albergo. Vai nella tua metà!
Ma come ti permetti di cacciarmi? Questa casa è anche mia!
Appunto: la tua metà è dietro quella parete. Stattene lì.

Ha provato a mettere Giovanni contro di me, ma lui stavolta si è schierato: Lucia, sei stata già troppo tempo qua! Offesa, ha fatto la valigia. Poche ore dopo la suocera, Rosa, ha iniziato a chiamare furiosa:
Non potevi buttarla fuori, anche quella è casa sua!
Poteva rimanere nella sua parte: lì ne è la padrona ha tagliato corto Marcello.
Ma come fai a vivere lì con una bambina? Zero riscaldamento, il bagno è fuori. Potevate almeno aiutarla!

Marcello è sbottato e ha rivelato tutta la verità: Avevamo proposto di ristrutturare insieme. Sarebbe costato meno a tutti Lei ha detto di no. E adesso perché sembra sempre colpa nostra?

Abbiamo suggerito allora a Lucia di vendere la sua metà a mia mamma, ma ha sparato un prezzo da Viareggio in pieno agosto: unesagerazione, con quei soldi ci compravamo una villa pronta a Forte dei Marmi.

Risultato: adesso ci becchiamo insulti a giorni alterni da Rosa, Lucia quando viene rompe, fa feste e lascia tutto sottosopra, e rovina pure mezzo prato.

Abbiamo iniziato a costruire un bel bel cancello separatore, alto e massiccio, stile fortezza medievale: ognuno a casa sua, definitivamente. La pace in famiglia? Forse con la prossima generazione!

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