Mia nipote ha chiesto in regalo un passeggino e, dopo aver rifiutato, ha messo la famiglia contro di me.

Mia nipote, Fiorenza Bianchi, desiderava un passeggino come dono, e quando si rifiutò di accettarlo, portò lintera famiglia a opporsi a me.

I bambini crescono in un lampo, e non mi accorsi che il mio piccolo già scalciava e correva per incontrare il padre. Cercavamo sempre il meglio per il primogenito, a volte sacrificando i nostri desideri più intimi.

Acquistammo un passeggino costoso, compatto, che si infilava perfettamente nel bagagliaio di una Fiat 500. Lo curammo con devozione, sapendo fin dal principio che lo avremmo rivenduto.

Così, poco dopo che il figlio era cresciuto oltre le sue dimensioni, lo elencammo su un portale di compravendita. Mio marito suggerì uno sconto del trenta per cento, ma io, consapevole dei tempi difficili e della scarsità di denaro, decisi di venderlo a metà prezzo, convinta che così si avrebbe spostato più velocemente e che avremmo fatto una buona azione.

Ore dopo aver pubblicato lannuncio, ricevetti una telefonata da una ragazza gentile e affascinante, che si offrì di incontrarmi per vedere il passeggino di persona. Accettai e, mezzora più tardi, sentii il campanello suonare.

Aprii la porta e rimasi senza parole: sulla soglia cera Fiorenza, la nipote con cui non parlavamo da due anni a causa di vecchie discussioni sui ragazzi. Il cuore si riempì di gioia; cercavo da tempo una scusa per ristabilire il legame.

Mentre sorseggiavamo un tè, mi raccontò che lei e il suo compagno avevano un piccolo figlio e che il reddito era ristretto.

Dopo una chiacchierata sincera, andammo a vedere il passeggino; a Fiorenza piacque subito, e le offrii di cederglielo a un prezzo ancora più basso rispetto allannuncio.

Il giorno seguente, con entusiasmo, preparai larrivo degli ospiti, cucinai un cenone tipico di risotto alla milanese e parmigiana, e ci sedemmo tutti intorno al tavolo a rimuginare sui ricordi di un tempo passato, godendo del dolce ritrovo.

Quando fu il momento di concludere la vendita, Fiorenza, intuendo la mia apertura, mi propose di regalare a suo figlio il passeggino per il suo compleanno.

Io, non pronta a fare un dono così costoso, rifiutai apertamente. Lei si offese, mi accusò di avarizia e uscì urlando dalla casa. Poi riferì alla sua famiglia che era dispiaciuta per il bambino, e loro la sostennero, provocando la rottura anche dei contatti con i Bianchi.

In quel sogno, compresi che non è possibile accontentare tutti; da quel giorno decisi di non fare più affari con i parenti.

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