Mia Sorella di Mio Marito Ha Passato le Vacanze in Un Villaggio Turistico Mentre Noi Ristrutturavamo la Casa, e Ora Vuole Vivere Comodamente Senza Aver Contribuito Abbiamo proposto a mia cognata di dividere le spese per la ristrutturazione della casa di famiglia, ma lei ha detto che non le interessava. Adesso chiede di vivere con noi perché la sua metà non ha comfort: ma è stata una sua scelta!

La cognata passava le vacanze in qualche lussuoso agriturismo in Toscana, mentre noi ci spaccavamo la schiena a ristrutturare la casa, e ora vuole comodità!

Quando abbiamo proposto a mia cognata di mettere insieme qualche euro per sistemare la casa di famiglia, lei ha detto che non ne sentiva il bisogno. Ma oggi, eccola qui, chiedendo di vivere con noi perché la sua metà sembra più una stalla che una casa. E di chi sarebbe la colpa, secondo voi?

La casa, una vecchia cascina nei dintorni di Modena, era della nonna di mio marito. Dopo che la nonna ha salutato questo mondo, è finita a lui e a sua sorella. La casa cadeva a pezzi, ma noi abbiamo avuto lilluminazione di restaurarla e trasferirci lì. Due ingressi, così da vivere da buoni vicini, ognuno nella propria metà, senza invadere il territorio altrui. Il cortile? Quello sì, era in comune, e pure il retro, ma che vuoi farci. Le stanze erano distribuite in modo equo, nessuna lamentela.

La spartizione delleredità è avvenuta dopo il nostro matrimonio, tutto sotto silenzio e senza una vera e propria discussione. La suocera aveva già chiarito: lei la campagna la vedeva solo in cartolina, quindi la casa ai figliche facciano pure quello che vogliono, basta lasciarla in pace in città.

Mio marito, insieme al marito della cognata (che a chiamarlo uomo di casa ci vuole coraggio), si è rimboccato le maniche: rifacimento del tetto, fondamenta rinforzate, insomma, i lavori seri. Qui volevamo andare avanti, ma mia cognata è diventata furiosa. Lei, disse, non investirà mai in quella catapecchia che cade a pezzi. Il suo povero marito preferiva annuire e uscire in silenzio piuttosto che discutere.

Lobiettivo era trasferirci lì, nel verde, a due passi dalla città e con la macchina a disposizione: niente più traffico, niente più monolocale per due persone e mille litigi. Era un sogno che costava meno di costruire tutto da zero.

Per la cognata, invece, la casa in campagna era poco più che una residenza estiva: qualche grigliata con amici o, nella peggiore delle ipotesi, un rifugio dalla suocera. E ci disse chiaro e tondo: Non contate su di me.

In quattro anni abbiamo ricostruito da capo a piedi la nostra metà. Certo, un mutuo sulla testa, un po di ansia, ma non era quello a spaventarci. Bagno nuovo, riscaldamento, impianto elettrico, infissi, vetrata in veranda praticamente il Grand Hotel di provincia! Lavoravamo giorno e notteneanche la maratona di Firenze è così faticosama il sogno ci motivava.

La cognata? Sempre in viaggio: Ibiza qui, Salento lì, evidentemente un volo col low-cost costava meno di una pennellata di vernice. Mentre noi arrotondavamo i mutui, lei accumulava timbri sul passaporto. Poi ha messo al mondo un bambino ed è arrivato il congedo di maternità.

Fine delle ferie. I soldi hanno cominciato a scarseggiare e, improvvisamente, si è ricordata della sua metà della casa. In un bilocale a Modena ci si sente presto in trappola, specie con un bambino che vuole solo correre e gridare. In campagna invece, spazio quanto vuoi!

Intanto noi ci eravamo già trasferiti e avevamo affittato il nostro vecchio appartamentino. Non avevamo mai toccato la sua metà di casa, che ormai aveva la stessa freschezza di una grotta preistorica. Senza riscaldamento, finestre rotte, qualche ragnatela artistica: ecco il regno della cognata, che però ha pensato bene di venire da noi, kili di valigie alla mano, e un bimbo instancabile. Solo una settimana, ha detto. Che vuoi fare, le ho aperto la porta.

Avete presente quei bambini che sembrano unorchestra di pentole? E la madre? Come una tempesta tropicale. Io che lavoro da casa, cho messo poco a perdere la pazienza. Fortuna che una mia amica partiva per Milano e avevo una scusa per badare al suo appartamento. Meglio il traffico lombardo che la jungla emiliana in soggiorno.

Alla fine, sono tornata quasi dopo un mese. Prima ospite da unamica, poi mia madre si ammala e dovevo seguirla. La cognata? Convinta che fosse tornata al suo pezzo di casa, nemmeno mi ricordavo che era ancora lì.

E invece, rientro e me la trovo regina incontrastata del territorio, con figlio al seguito. Chiedo, cauta, se avesse pensato di boh, tornare di là, ogni tanto.

E dove dovrei andare? Ho il bambino piccolo, qui sto benerisponde con la calma di chi non paga le bollette.

Bene, domani ti accompagniamo in cittàla informo, fischiettando.

Non ci penso nemmeno, ribatte lei.

Allora, siccome non ti sei neanche degnata di passare la scopa, magari ti ricordi che questa non è una pensione a tre stelle.

Ma che diritto hai di cacciarmi via? È anche casa mia!

Sì, solo che la tua metà sta dietro quel muro. Fai pure!

Ha provato a mettere mio marito contro di me, ma anche lui ha messo le cose in chiaro. Lei, offesa come solo una vera italiana sa esserlo, ha fatto i bagagli e se nè andata. Ma dopo poche ore, ecco la suocera al telefono:

Non avevi nessun diritto di cacciarla! Quella casa è pure sua

Mamma, poteva stare dalla sua parte. Sono fatti suoi, ha tagliato corto mio marito.

E come ci vive una donna sola, col bambino, senza riscaldamento e il bagno fuori? Non potevi pensarci tu a sistemarla?

Basta. Mio marito esplode e racconta tutto alla madre, di come avessimo proposto una ristrutturazione comune: sarebbe costato meno a tutti. Ma la cognata non ha voluto. Quindi ora, perché venire a farci la morale?

Pensavamo pure di comprarle la sua quota, così almeno la piantavamo lì, ma il prezzo che ha sparato ci compravi un castello alle porte di Parma con servitù e piscina. Una trattativa finita in farsa.

Morale: ora litighiamo spesso, la suocera fa la permalosa cronica, e la cognata, cioè Serena, è sempre pronta a metter zizzania. Arrivano raramente, ma ogni volta è una sagra: musica alta, pasticci nel cortile e i nani che devastano tutto.

Stiamo costruendo una bella recinzione: si sa, tra parenti italiani ci vuole più un buon muro che una buona parola. Niente più compromessi, e se lei voleva la garanzia, ora la avrà in formato cancellata!

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Mia Sorella di Mio Marito Ha Passato le Vacanze in Un Villaggio Turistico Mentre Noi Ristrutturavamo la Casa, e Ora Vuole Vivere Comodamente Senza Aver Contribuito Abbiamo proposto a mia cognata di dividere le spese per la ristrutturazione della casa di famiglia, ma lei ha detto che non le interessava. Adesso chiede di vivere con noi perché la sua metà non ha comfort: ma è stata una sua scelta!