Mio figlio, Luca, e sua moglie, Giulia, mi hanno consegnato le chiavi di un appartamento proprio il giorno in cui ho messo le mani sulla pensione. Entrarono nella mia casa di Napoli con un sorriso di chi ha appena firmato al notaio, e mi porsero il mazzo di chiavi con un gesto quasi teatrale. Sono talmente emozionata che le parole mi si bloccano in gola e riesco a bisbigliare solo:
Perché mi fate regali così costosi? Non ho bisogno di nulla!
È una premiazione per la pensione, nonna, così potrai ospitare degli inquilini mi risponde Luca, con la voce di chi vuole rassicurare, ma senza capire che io non ho ancora neanche fatto il primo passo verso lINPS.
Appena ho appeso il mio badge da dipendente, mi hanno già messo in ordine tutti i conti, senza chiedermi un permesso. Ho iniziato a rifiutare, loro mi hanno detto di non fare scenate. Con la nuora non è sempre stato tutto liscio: a volte tutto tranquillo, poi allimprovviso una tempesta scoppiava dal nulla. Io e lei eravamo entrambe responsabili del turbine, e per anni abbiamo dovuto imparare a non picchiare, a non litigare. Ora, grazie al Signore, viviamo in una calma quasi impossibile da descrivere.
Quando la cognata, Silvia, ha saputo del regalo, ha subito squillato il telefono e ha iniziato a congratularsi, per poi vantarsi: Ho cresciuto una brava figlia, non si è opposta a un dono così generoso! Poi ha aggiunto, con tono fiero, che lei stessa non accetterebbe mai un simile favore e lo rinuncerebbe per il bene del nipote.
A mezzanotte ho riflettuto se potessi bastare con una sola pensione, perché non avevo molti bisogni. Allalba ho chiamato il mio nipote, Marco, ed ho delicatamente chiesto se gli dispiacerebbe che gli regalassi un appartamento. Marco sta per compiere sedici anni, si prepara alluniversità, ha una ragazza e non può portarla a casa dei genitori.
Non ti preoccupare, nonna! Voglio guadagnarmi da vivere! mi risponde con la determinazione di chi vuole dimostrare di essere adulto.
Nessuno ha voluto accettare lappartamento. Lho proposto a Giulia, a Marco, anche a Luca. Ho ricordato un episodio della mia sorella maggiore, Maria: la cognata aveva perso la casa e si era rifugiata in un monolocale di edilizia popolare, aggrappandosi a quella stanza come a una canna di bambù inondata.
Il nostro zio Carlo non si vede da quindici anni; i suoi eredi ancora litigano per dividersi leredità, incapaci di trovare un accordo senza rissa. Una volta ho visto in televisione che i miei genitori, Antonio e Luisa, avevano lasciato la loro casa a Luca, che li ha sfrattati e ha venduto limmobile, lasciandoli a dormire per strada.
Ho pianto, non so se per gratitudine o per orgoglio dei miei figli. Dopo una visita allufficio pensione ho scoperto che la mia pensione è di duemila euro al mese, e Luca ha affittato il mio nuovo appartamento per tremila euro al mese. In quel momento ho compreso il valore del loro dono: era davvero regale.






