Mio figlio ha portato a casa la sua fidanzata, sembrava sospetta: è quasi della mia età, ha una figl…

Qualche giorno fa mio figlio ha portato a casa la sua fidanzata. La scena, inspiegabilmente, sembrava galleggiare in uno spazio tra il reale e lassurdo: la ragazza aveva l’aria di non appartenere davvero alla nostra cucina, eppure era seduta lì, una presenza sospesa. Lei è poco più giovane di me forse quattro o cinque anni, ma è difficile dire, perché nel sogno gli anni sembravano confondersi come le ombre fra i vicoli di Venezia. Mio figlio è perdutamente innamorato di una donna della mia età e vuole sposarla; leco di questa notizia rimbalzava come le campane di San Marco allalba, lasciandomi stordita. Poi scopro una cosa ancora: ha anche una bambina piccola, dagli occhi spalancati e luminosi come le vetrine di Via Montenapoleone.

Li ho accolti con il mio migliore sorriso, anche se sentivo un disagio che si muoveva lento come la nebbia sulla Pianura Padana. Lunica cosa importante, mi dicevo, è la felicità di mio figlio. Ma dovevo parlarne con qualcuno: sentivo il bisogno di una voce amica. Così, appena se ne sono andati, ho telefonato a Loretta, la mia camomilla umana. Lei, qualunque tempesta arrivi, resta sempre il mio faro: ha consigli che sanno di salvia, risposte che rabbrividiscono di saggezza antica. Racconto tutto, le confido i miei pensieri, e le chiedo aiuto che fare?

Parliamo a lungo, e il tempo si allunga come i tramonti sullAppia Antica, fino a quando mio figlio non rientra, entrando nella stanza come un attore in una trama sconnessa. Mamma, vorrei che lei e la sua bambina venissero a vivere qui, con noi, mi dice, quasi con un tono melodioso, irreale. Mi sembra di ascoltare una melodia di Einaudi che si insinua fra le pareti.

Sto in silenzio, sospesa tra sogno e realtà, e mi sento colmare di un dubbio vischioso come la polenta troppo cotta: questa donna, può davvero amare mio figlio? Forse ha fiutato il nostro palazzo nel cuore di Firenze, i nostri cassetti pieni di euro, e ora si è aggrappata alla nostra famiglia come un turista alla fontana di Trevi?

Con questa paura mi addormento ed è lì che entra mio marito, quello che il tempo ha portato via con sé. Nel sogno mi sussurra in dialetto napoletano: Va tutto bene. Sento un profumo di basilico e il tintinnio di bicchieri di chiaro vino bianco. Mi sveglio con il sole che filtra tra le persiane verdi, e improvvisamente capisco: mio figlio non è ingenuo, vede il mondo con occhi aperti come chi guarda il mare di Capri. Se sbaglierà, saprà rimediare. Non resta che lasciarlo vivere la sua storia, sotto il cielo surreale della nostra Italia sognata.

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Mio figlio ha portato a casa la sua fidanzata, sembrava sospetta: è quasi della mia età, ha una figl…