Ti racconto questa che sembra proprio una scena da commedia italiana, ascolta qui. Mio figlio ha sempre avuto una memoria pazzesca. All’asilo conosceva tutte le battute delle recite natalizie a memoria, quindi fino allultimo nessuno capiva mai davvero quale personaggio dovesse interpretare, perché essendo sempre pronto a tutto, se un bimbo si ammalava, lui era lì che sapeva pure le sue battute e lo sostituiva.
Per la recita di Natale, al mio piccolo di cinque anni era toccato il ruolo del cetriolo. Quando lho saputo alla vigilia del mio turno in ospedale, mi sono data alla pazza gioia: ho comprato una maglietta verde, del cartoncino colorato, e tutta ispirata, mi sono messa quella notte a cucire degli shorts verdi da abbinare, mentre con il cartoncino incollavo una specie di cappellino color insalata, con un bel codino fatto di fil di ferro ricoperto di stoffa verde.
Il giorno dopo alla recita ci doveva andare suo papà. E qui, sinceramente, mi è venuta lansia, perché si sa, i papà italiani, con queste cose, insomma Così la mattina, faccio un discorso con tanto di istruzioni dettagliatissime su come vestire nostro figlio e come fissare il cappellino. Glielo ripeto tipo mantra prima che andasse al lavoro.
A metà della mia guardia, mi squilla il telefono: è la maestra, con la voce rotta, mi dice che il protagonista principale della recita si è ammalato, e da domani mio figlio sarà… la palla di ricotta della favola, il Rotolino. Io, presa dal panico, le chiedo se va bene un Rotolino… in costume da cetriolo. Lei, dallaltra parte, pause che durano uneternità.
Chiamo mio marito di corsa, spiegando la situazione emergenziale. E lui, ti giuro, tutto contento già lì dovevo preoccuparmi mi fa: Tranquilla! Vengo con due amici miei chirurghi. Tre chirurghi insieme, cosa vuoi che sia vestirlo da Rotolino? Noi ce la caviamo sempre!. Decidono quindi di venire tutti a casa nostra per trovare una soluzione (il mio istinto, mi sa, doveva essere in ferie quella sera!).
La sera, morta dalla fatica, alle nove finalmente chiamo casa. Mi risponde mio figlio tutto gasato: hanno comprato una maglietta bianca, il papà sta incollando cartone giallo, zio Vito cucina la pasta, e zio Claudio ride a crepapelle.
Dopo unora, mi richiama: sta per andare a dormire, zio Claudio sta ritagliando un cerchio di cartone giallo e ci disegna gli occhi; zio Vito apre un barattolo di carciofini, e papà… ride che quasi si strozza.
A mezzanotte, richiamo ancora: mio marito mi dice che i due zii sono crollati dal sonno dopo ore a fare il Rotolino e ora dormono e… ci sono delle sfumature. A quanto pare, zio Vito, oltretutto, ha incollato per sbaglio il cartone alla maglia bianca con la supercolla ma tutto storto. Quando allora zio Claudio ha cercato di staccarlo, la maglietta si è strappata. Così hanno cucito il cerchio giallo con il filo chirurgico direttamente sulla maglietta verde da cetriolo.
Però dice mio marito È bellissimo! E poi abbiamo fatto al Rotolino trenta denti, sorride con tutta la bocca! Solo che ci mancava un pezzetto di cartoncino bianco e quindi, vabbè, mancano due denti…. Io rido e gli dico: Ma sì, in mezzo a trenta denti, chi se ne accorgerà mai?
Quindi va, posso stare tranquilla, lavorare serena, che mio figlio avrà il costume più bello di tutti. E quello che sento russare? Ma è zio Claudio, sfinito dopo ore a ritagliare denti nel cartone, addormentato in poltrona.
Ti dico, quella notte ero tormentata dai dubbi. Alla fine, finita la guardia, ho chiesto in ginocchio al primario almeno unora libera per vedere la recita di mio figlio.
Arrivo tardi… Dalla sala si sentono risate pazzesche e qualcuno che si commuove. Apro piano la porta…
Vicino allalbero di Natale, mio figlio cerca di saltare vestito da Rotolino. Unenorme faccia gialla rotonda gli occupa tutta la parte davanti dalla gola alle ginocchia. Gli occhi di questo mostro guardano in direzioni diverse. Tre cuciture di filo chirurgico passano in orizzontale sopra gli occhi, sembrano proprio le rughe di chi ne ha già viste tante nella vita.
E i due denti mancanti? Sono proprio i due incisivi davanti!
Sembrava davvero un vecchio Rotolino un po malconcio, con la faccia da chi ha avuto una vita avventurosa e qualche bicchiere di troppo… Il tutto completato dal vivace cappellino di cartone verde da cetriolo con codino di stoffa.
In quel momento, mio figlio comincia a recitare la sua poesia: Dove mai troverete uno uguale a me?… (e la poesia continuava dicendo che solo nelle favole e nelle recite di Natale, ma ormai tutti erano troppo presi a ridere e piangere).
La maestra si lascia cadere sulla sedia sfinita, la sala esplode in risate e lacrime… Che scena indimenticabile!



