Mamma, che cosa hai detto a mia moglie? Era già pronta a fare le valigie.
Le ho solo detto la verità. Dai, capiscimi, lei non è quella giusta per te, una come Matilde sarebbe molto meglio per te.
Quale Matilde? Ma cosa ti stai inventando?
Ho sempre saputo che mio figlio era speciale. Era il mio primo bambino, lamore della mia vita. Quando è cresciuto e si è sposato, non sono mai riuscita ad accettarlo completamente. Era difficile credere che lui avesse trovato una donna capace di sostituirmi. Separarmi da lui è stato durissimo, ma alla fine lho affidato nelle mani di unaltra.
Mio figlio è la mia vita. Per lui farei qualsiasi cosa, da sempre. Ho cresciuto Lorenzo da sola, mio marito era sempre fuori per lavoro, missioni in Germania, trasferte lunghe E così a casa cero sempre solo io a fare da mamma e da papà. Ho imparato a cambiare le ruote della sua bicicletta, a giocare a calcio, a costruire fortini con i soldatini tutto per vedere Lorenzo felice. E so che lui lo sa, che mi è grato per ogni piccolo gesto. Vorrei solo che sia felice, che abbia successo, che abbia tutto il meglio dalla vita, perché lui è il bene più prezioso che io abbia mai avuto.
Ho sempre sentito che sua moglie non lo amava abbastanza. Non si prende cura di lui davvero, non cucina mai, lascia i piatti sporchi ovunque, sparge le sue cose in giro. Insomma, come donna di casa proprio non ci siamo.
Ma volevo comunque stargli accanto, come sempre. Continuavo a occuparmi di lui, almeno come potevo. Così ogni settimana andavo nel loro appartamento qui a Bologna, prendevo la roba sporca di Lorenzo e la portavo a casa mia per lavarla e stirarla. Avevo una copia delle chiavi lui me laveva lasciata lanno scorso e ci andavo di nascosto, quando erano fuori per lavoro. Raccoglievo tutto senza farmi vedere da quella donna e sistemavo ogni cosa.
Lo faccio perché Lorenzo studia e lavora tutto il giorno, e lei, dopo tre anni di matrimonio, ancora non ha imparato a lavare nemmeno i suoi calzini. Porto la sua roba a casa, la lavo col detersivo delicato perché lui è allergico, ci metto tantissimo ma mi conforta sapere che Lorenzo avrà sempre tutto pulito. Quando riporto la roba pulita la sistemo nei suoi cassetti, piano piano, senza disturbare nessuno.
Lei non capisce proprio perché faccio tutto questo. Dice che non è compito suo e che dovrei insegnare a mio figlio a essere indipendente. La verità? Se lascio tutto a lei, Lorenzo vivrebbe in mezzo allo sporco. Finché posso, mi occuperò di lui.
Anche mio marito mi rimprovera, dice che penso troppo a quel ragazzone adulto, che è ora che se la veda da solo, tanto si è scelto lui una donna così, ora si arrangiasse. Io però non riesco a dormire sapendo che mio figlio torna a casa e deve anche cucinare, lavare, stirare… mentre lei si sdraia sul divano a guardare la televisione.
Quellultima volta ho deciso: avrei lavato tutti i suoi vestiti per lultima volta, poi mi sarei fatta da parte. Di mattina presto, dopo che erano usciti, sono entrata in casa loro con la mia borsa bella grande. Ho raccolto pure un po di roba sporca della moglie chissà da quanto era lì e sono corsa subito a casa mia. Ho mandato mio marito da un suo amico, così potevo occuparmi di tutto in pace.
Ho lavato anche qualche coperta, oltre ai vestiti, tutto profumato e pulito. Quando ho finito avevo una borsa enorme. Per fortuna abitiamo quasi nello stesso quartiere qui a Bologna, ma Lorenzo vive al quarto piano e da anni soffro con le gambe. Di solito prendo lascensore, ma quella volta era rotto per la manutenzione. Così, piano dopo piano, mi sono trascinata la borsa pesantissima su per le scale.
Ci ho messo più di unora tra fiatone e piccoli pianti di nascosto. Pensavo a Lorenzo, a come avrebbe vissuto senza di me, a quanto desidero che abbia una donna che lo curi e lo faccia stare bene. Magari una come Matilde, dolce, premurosa, ordinata
Quando finalmente sono arrivata davanti alla porta, ho aperto con la mia chiave, in silenzio. Ho appoggiato la borsa e ho chiuso piano. La cagnolina del vicino, impiccione comè, avrebbe iniziato a guaire se avessi fatto troppo rumore. Appena entrata, però, ho visto delle scarpe sconosciute sparse allingresso. Strano, quando sono usciti quella mattina non cerano. Sarà stata di nuovo lei a lasciarle così, pensavo io, sempre disordinata.
Sono andata verso la camera, e allingresso della stanza trovo un paio di pantaloni da uomo per terra. Sarà che li ho lasciati cadere io prima, ho pensato. Li raccolgo, mi avvicino per stirarli, e proprio in quel momento dalla camera sento dei sospiri. Alzo gli occhi e vedo mio figlio a letto con una donna mora: non era la sua Giulia, lei è bionda! Mi sono paralizzata. In quel momento Lorenzo mi ha visto, è saltato su infuriato:
Mamma, fuori! Non mi lasci mai un attimo di respiro!
Vergognata, ho chiuso piano la porta della stanza e sono rimasta in corridoio.
Lorenzo, posso parlarti un attimo?
Dopo un po, lho visto arrivare in cucina con laccappatoio che io stessa gli avevo regalato.
Mamma, ma che ci fai qui? Hai ancora la chiave?
Tesoro, lanno scorso mi hai lasciato le chiavi, per quando dovevo portarti la lasagna la domenica…
Lui sospira:
Ma di solito si avvisa se si viene!
Sono solo venuta a portarti la roba pulita, ti avevo avvisato
Pensavo venissi domani sbotta lui, tutto seccato.
Dopo un momento di silenzio, provo timidamente:
Ma cosè, Giulia si è tinta i capelli?
No, mamma. Quella non era Giulia. Unaltra.
Cosa? Tradisci tua moglie?
Forse mi giudicherai, lo so…
Lorenzo, qualsiasi cosa tu faccia, io sarò sempre dalla tua parte.
Poi si lascia andare:
In verità, Matilde mi piace molto di più. Giulia pensa solo al lavoro, non cura la casa. Matilde invece è gentile, cucina, mette tutto in ordine… però preferisco restare con Giulia. Matilde mah, è stato solo un capriccio, credo.
Amore, io starò sempre con te, hai tutto il mio amore. Ecco la tua roba, lho lavata con il tuo detersivo delicato.
Sono uscita pensando che almeno finalmente Lorenzo aveva accanto una donna giusta, che forse la presenza di Matilde avrebbe portato ordine nella sua vita. Ho notato subito che la cucina era in ordine, il pavimento pulito, in pentola sobbolliva del brodo fresco: segno inequivocabile che quella ragazza aveva cura di lui. Mi sono convinta: Lorenzo avrebbe lasciato Giulia per una più adatta a lui, una che sapesse mantenere la casa e accudirlo.
Era passata una settimana. Dentro di me ero finalmente tranquilla, pensavo che lui fosse sereno e ben curato. Un giorno, andando al supermercato vicino casa per comprare il pane, ho incontrato Giulia. Era come sempre, sbrigativa e nervosa, e faceva la spesa con prodotti stranissimi e costosi. Avocado, pane senza glutine, grano saraceno e kefir. Ho sbirciato nel suo carrello:
Giulia, ma ti sei messa a dieta?
Buongiorno, signora Rosa sì, io e Lorenzo vogliamo metterci in forma per lestate, pensiamo di andare in vacanza a Ibiza e vogliamo apparire bene in foto… risponde in modo altezzoso.
Ma con Lorenzo? Ma vi siete lasciati, no?
Come sarebbe a dire? È stato lui a dirglielo?
Beh, cè Matilde ormai
Quale Matilde? Ma non esiste nessuna Matilde, io e Lorenzo non abbiamo litigato!
Eppure laltro giorno era con lei, dopo che hanno sistemato la casa insieme ho pensato volesse dirtelo, ti conviene trovare qualcun altro che ti accompagni a divorarti la quinoa.
Quale casa? Quale Matilde? Ma lei è impazzita? Prima mette mio marito contro di me, e ora anche questa storia Basta, ci lasci vivere in pace, vi siete proprio stufati tutti quanti!
Giulia ha lasciato il carrello e se nè andata infuriata. Non la credevo capace di tanto, ma mi ha stupito ancora di più sapere che Lorenzo aveva scelto Giulia lasciando Matilde, come se la confusione nella sua vita non finisse mai.
Dopo qualche giorno mi ha chiamato Lorenzo:
Pronto mamma? Che hai combinato con Giulia? Stava già per andarsene di casa!
Le ho detto la verità, tesoro. Devi capire che non è fatta per te. Una come Matilde sarebbe stata perfetta.
Ma chi è questa Matilde? Mamma, sei impazzita?
Ma io pensavo credevo che lavessi scelta tu, che tu e Giulia vi foste lasciati!
Ma quale lasciarsi, mamma! E poi non cè mai stata nessuna Matilde! Adesso basta, non chiamarmi più, e sappi che cambieremo la serratura. Dimenticati di me per me, da oggi, non esisti più.




