“Mio figlio non vuole più vedermi: una mamma italiana fra amore, intromissioni e incomprensioni fami…

Mamma, cosa hai detto a mia moglie? Era pronta a fare le valigie.
Le ho solo detto la verità. Ma capisci, lei non è quella giusta per te, una come Donatella sarebbe molto meglio.
Quale Donatella? Ma cosa ti sei inventata stavolta?

Sin da quando ho avuto mio figlio, ho sempre saputo che fosse speciale. È il mio primo figlio e lho sempre amato più di qualsiasi altra cosa al mondo. Quando è cresciuto e si è sposato, non sono riuscita ad accettarlo. Per me era impensabile che qualcuna potesse prendere il mio posto nel suo cuore. È difficile lasciare andare il proprio bambino, anche se ormai adulto, ma alla fine lho dato in custodia a unaltra donna.

Lui è tutta la mia vita. Per lui sarei disposta a fare qualsiasi cosa. Lho cresciuto praticamente da sola: mio marito era impiegato in trasferta, sempre fuori per lavoro, e toccava a me essere sia mamma che papà. Ho imparato a cambiare la camera alla bicicletta, giocare a calcio, schierare soldatini. Tutto quello che piaceva a lui, cercavo di impararlo pur di stargli vicino. E lui lo apprezza, ne sono sicura. Voglio solo vederlo felice, perché è il mio tesoro più grande.

La sua moglie, però, non credo che lo ami quanto lo amo io. Non si prende cura di lui, non cucina, lascia i piatti sporchi nel lavello, le sue cose sparse dappertutto: di vera massaia proprio non ne ha lindole.

Continuavo comunque a voler essere vicina a lui, magari solo per aiutarlo un po. Ogni settimana andavo nel loro appartamento a prendere il bucato sporco e lo portavo a casa mia per lavarlo e stirarlo bene. Ho ancora le chiavi che lui stesso mi ha dato quando si sono trasferiti, così apro la porta quando loro non ci sono, raccolgo le cose silenziosamente in modo che sua moglie non mi veda, e riordino tutto.

Non riesco a lasciar perdere, semplicemente non ci riesco. So che lavora e studia tanto, che non ha tempo nemmeno per respirare, quindi lo aiuto come posso. Sua moglie, dopo tre anni di matrimonio, ancora non sa lavare i suoi calzini o stirare i pantaloni.

Porto il bucato a casa mia e lo lavo con il detersivo per bambini, perché è allergico a quelli normali e lei, figurati, non lha mai capito. Lei butta tutto dentro la lavatrice senza separare nulla, poi li appende come capita. Persino il maglione che gli ho fatto io a ferri si è tutto sformato e pieno di pallini, perché lo ha messo a bollire e lha poi steso su un filo normale. Ho dovuto disfarlo e rifarlo da capo: meglio fare tutto io piuttosto che lasciare lei combinare pasticci.

Ma mia nuora non capisce il perché di questa mia dedizione. Dice che non è compito suo e che dovrei insegnare a mio figlio ad arrangiarsi. Ma io non riesco a lasciarlo con i panni sporchi, anche perché lei sembra vivere bene nel disordine. Io invece voglio solo che sia felice e in salute. Se lo posso aiutare, perché dovrei tirarmi indietro?

Mio marito mi rimproverava, diceva che ero troppo presente nella vita di nostro figlio, che ormai adulto poteva cavarsela come voleva e che la moglie se lera scelta lui. Ma io non riesco a dormire tranquilla sapendo che mio figlio deve cucinare, lavare, stirare mentre lei sta sul divano con il telefono in mano.

Così, un giorno ho deciso di lavargli tutto il bucato per lultima volta, sperando di poter tagliare finalmente il cordone ombelicale. Di mattina presto, approfittando del fatto che erano già usciti, sono andata a casa loro, ho raccolto tutti i vestiti da lavare, inclusi anche alcuni della moglie (che profumavano ormai di tutto tranne che di pulito), così da non rischiare che li mescolasse con quelli puliti di mio figlio. Ho detto a mio marito di andare a trovare un amico, così avevo casa libera per occuparmi delle faccende.

Ho lavato anche alcune coperte insieme ai vestiti, asciugato tutto e stirato perfettamente, sistemando ogni cosa in una grande borsa. Fortuna che mio figlio abita quasi accanto a me! Io però abito al secondo piano, lui al quarto, e proprio quel giorno lascensore era fuori servizio per manutenzione. Con le gambe doloranti, sono salita lentamente tutte quelle scale portando il sacco; mi ci è voluta più di unora, ho faticato molto ma mentre salivo pensavo a mio figlio, a come sarebbe stato triste vederlo vivere nel disordine. Ho pianto lungo tutte le scale. Avrei voluto davvero continuare a prendermi cura di lui, o che almeno trovasse una donna più attenta e affettuosa.

Muovendomi piano, sono entrata in casa sua senza bussare, come sempre. Ho lasciato la borsa con la roba pulita, cercando di fare il meno rumore possibile per non farmi sentire dal cane dei vicini, sempre pronto ad abbaiare se sente movimento sul pianerottolo. Mi sono subito accorta che per terra cerano paia di scarpe mai viste prima: pensavo che la moglie avesse lanciato tutto lì, come sempre.

Mi sono avvicinata alla camera da letto e ho visto uno dei suoi pantaloni sul pavimento. Ho pensato di prenderli per stirarli direttamente lì, così da fargli un piacere in più. Quando entro, però, sento dei rumori, dei sospiri: mi affaccio e trovo mio figlio a letto con unaltra donna. Sua moglie era bionda, ma questa ragazza era mora.

Sono rimasta senza parole, bloccata sulla porta, mentre mio figlio mi vede e urla:

Mamma, ma vattene! Non riesco più a respirare da quando ci sei! Ho chiuso la porta, imbarazzata, e gli ho detto piano:

Per favore, esci, dobbiamo parlare io e te. Alla fine, dopo qualche minuto, è uscito dalla camera con laccappatoio che gli avevo regalato io.

Mamma, ma che ci fai a casa nostra? Avevi le chiavi?

Certo, tesoro, me le hai date tu lanno scorso, per quando dovevo passare ogni tanto.

Sì, però di solito quando viene qualcuno lo si avvisa… mi ha risposto.

Sono solo venuta a lavarti il bucato, ti avevo detto che sarei passata.

Pensavo saresti venuta domani, non oggi… ha tagliato corto.

Scusa, ma la tua Silvia si è tinta di scuro? gli ho chiesto in tono cauto.

No, mamma, quella non è Silvia, è unaltra ragazza… mi ha risposto abbassando gli occhi.

Come? Stai tradendo tua moglie?

So che mi giudicherai, mamma…

Figlio mio, tutto ok, sei sempre tu a scegliere la tua strada.

Questa Donatella, in verità, mi piace molto di più. Silvia pensa solo al lavoro, lascia sempre disordine, Donatella invece è una ragazza in gamba: cucina, mette tutto a posto, mi sembra ci tenga davvero. Però credo che resterò comunque con Silvia, la storia con Donatella è stata solo uno sfizio. mi ha confidato.

Va bene amore, qualsiasi cosa deciderai, io sono dalla tua parte. Ti ho lavato tutto con il tuo detersivo preferito. Ecco qui, questa volta non ti disturberò più, se avrai una ragazza come Donatella che si occuperà di te. ho risposto, dirigendomi alluscita.

Ero contenta di vedere ordine in casa, la cucina pulita, il pavimento splendente, la pentola del sugo pronta. Capivo che Donatella avrebbe potuto davvero prendersi cura di lui, anche laspetto era quello di una brava ragazza. Non avevo dubbi che avrebbe lasciato Silvia; tanto mio figlio riconosce la differenza tra armonia e caos.

È passata una settimana da quellepisodio. Mi sentivo più serena sapendo mio figlio in buone mani. Un giorno, scendendo al supermercato sotto casa, ho incrociato Silvia che, come sempre, stava riempiendo il carrello di stranezze costose: avocado, qualche frutto verde sconosciuto, grano saraceno e kefir, e cracker senza sale. Mi sono avvicinata:

Oh, Silvia, sei a dieta adesso?

Buongiorno, signora Mariangela. Sì, io e suo figlio ci stiamo mettendo in forma per lestate. Vogliamo andare a Bali, dobbiamo essere fotogenici mi ha risposto, con quellaria snob che non reggo.

Ma come, con mio figlio? Pensavo vi foste lasciati.

Scusi? Chi le ha detto questa cosa?

Beh, lui mi ha detto che ora cè Donatella.

Quale Donatella? Ma è impossibile! Io e lui non abbiamo nemmeno litigato.

Eppure lho vista lì a casa, hanno fatto un bel casino, poi lei ha sistemato tutta la cucina… Ero sicura che ti avesse già raccontato tutto. Dai, su, adesso puoi trovare un altro uomo che gradisce la tua dieta.

Ma quale cucina? Quale Donatella? Ma è assurdo! Già basta che gli metti zizzania in testa, ora pure queste storie? Lasciateci vivere in pace! Davvero, non ce la faccio più con voi! Silvia ha buttato di stizza il cestello della spesa e se nè andata stizzita. Non sapevo fosse anche così polemica: pensare che mio figlio avesse preferito Donatella a Silvia ormai mi sembrava lunica via possibile.

Poco dopo, mi richiama mio figlio:

Pronto, amore, che succede? gli dico dolcemente come sempre.

Mamma, ma che hai detto a mia moglie? Ha fatto le valigie per andare via!

Le ho solo detto la verità! Capisci che non è la donna giusta per te, Donatella è molto meglio!

Ma quale Donatella? Ma cosa ti stai inventando?

Ma era la verità! Pensavo avessi scelto lei e che tu e Silvia vi foste lasciati!

Non ho lasciato nessuno! E Donatella non esiste nemmeno! Basta chiamarmi, cambieremo la serratura. Finiscila, per me sei come se non esistessi più!

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

7 + 8 =

“Mio figlio non vuole più vedermi: una mamma italiana fra amore, intromissioni e incomprensioni fami…