Mio marito, a 35 anni, è ancora un vero mammone.

Ho fatto tanti errori nella mia vita, ma il più grande ancora mi sta accanto e non so proprio come uscirne. Avevo 25 anni quando mi sono sposata con un ragazzo di nome Matteo, lui aveva due anni in più di me. Allepoca mi sembrava proprio come un principe azzurro.

Mi portava sempre fiori, mi riempiva di regali, si offriva di portare le borse pesanti, non litigavamo mai e riuscivamo sempre a risolvere qualsiasi problema parlandone tranquillamente. Non avevamo mai vissuto insieme prima del matrimonio. Né io né lui eravamo favorevoli alla convivenza, la vedevamo come una cosa frivola. Così ci siamo sposati senza pensarci troppo. I miei genitori ci hanno regalato dei soldi per il matrimonio, ma con quei euro non avremmo potuto comprare una casa. Non volevo nemmeno affittare, cioè, perché pagare il padrone e sentirlo sempre sindacare sulla nostra vita, se va bene o male? Insomma, la mamma di Matteo ci ha suggerito di vivere da lei. Aveva un appartamento con due camere, era spesso sola e cera spazio a sufficienza. Perché non provare?

Ho detto sì senza pensarci troppo. La mamma di Matteo mi sembrava una signora gentile, quindi non è stato difficile trovare un terreno comune con lei. Ma appena mi sono sposata con Matteo e ci siamo trasferiti a casa sua madre, ho scoperto molto di più su mio marito. Quanto poco sapessi! Sua mamma lo considerava ancora un bambino. E quando viveva con lei, lui non faceva assolutamente niente in casa. A tal punto che sua madre gli lavava gli slip e i calzini, nonostante fosse un uomo fatto e finito. Devi ammettere che non è proprio normale.

Matteo faceva solo il suo lavoro, usciva la mattina, tornava la sera, stop. Non è strano che, appena abbiamo iniziato a vivere insieme, tutte le responsabilità domestiche siano finite sulle mie spalle? Ora toccava a me cucinare per tutti, pulire, lavare, stirare Ma ne avevo davvero bisogno? Certo, mia suocera non si intrometteva mai, non metteva piede in cucina mentre preparavo, ma quel suo non voler mai aiutare mi dava la sensazione che fossi stata accolta nella loro famiglia solo per essere una serva.

E poi sono arrivate notizie ancora peggiori. Una volta una presa si è bruciata, ho spento il fuoco e ho chiesto a Matteo di togliere i resti e mettere una nuova presa. Per lui era come chiedergli di risolvere un problema di ingegneria spaziale. Ho scoperto che non sapeva nemmeno come si cambiano le prese. Quando abbiamo dovuto sostituire la lampadina in soggiorno, lui si è tirato indietro No, non lo faccio, non ci riesco! ho dovuto salire io sulla sedia e sistemare tutto. Insomma, ho capito che mio marito non sa fare nulla in casa. E va bene, ma nemmeno vuole imparare! A che pro? Meglio chiamare lelettricista e pagare! Peccato che Matteo non guadagnasse chissà che cifre per permettersi di delegare tutto agli altri.

La cosa che mi fa impazzire davvero è che mia suocera continua a trattarlo come se fosse un ragazzino di sette anni, e lui le risponde tutto timido, mamma.

-Matteo, ti sei messo i calzini? Hai cambiato gli slip? Matteo, ti sei lavato abbastanza? ogni volta che sentivo questi discorsi mi veniva la nausea. È un uomo adulto, e sua madre lo tratta come se avesse appena finito la scuola materna.

Insomma, sono davvero tentata di chiedere il divorzio. Ma poi che faccio? Non ho una casa mia, i soldi che mi avevano dato i miei li ho già finiti. Ma come potrei sopportare tutto questo ancora? Quanto posso resistere, davvero?

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Mio marito, a 35 anni, è ancora un vero mammone.