Mio marito non vuole cedere l’appartamento ereditato dalla zia a nostra figlia: discussione sulla sistemazione della casa tra la figlia universitaria e i due fratelli adolescenti, tra proposte di vendita e dubbi sulla convivenza familiare

La zia di mio marito gli ha lasciato in eredità un piccolo appartamento. Si trova proprio nel centro di Roma, tra una gelateria affollata a lato e un negozio di scarpe che od lat non ha cambiato vetrina. Noi, con mio marito, abbiamo tre figli: la maggiore, nostra figlia Bianca, ha diciannove anni e frequenta luniversità; poi cè il nostro ragazzo più grande, Andrea, dodici anni e già sognatore cronico; infine il piccolino, Filippo, appena cinque anni e già esperto di pasta asciutta.

Viviamo tutti in un appartamento spazioso con tre camere da letto, quindi la logistica familiare non è fonte di drammi per ora.

Ora, ecco il pomo della discordia: quello che fa discutere anche i coniugi più uniti come una mozzarella. Ho suggerito a mio marito che sarebbe bello lasciare lappartamento romano a Bianca, visto che è diventata una giovane donna (non convalidata dallanagrafe, ma dalla pila di libri sulla sua scrivania) e magari presto si sposerà. Ma lui insomma, il signor giustizia per tutti, sostiene che sarebbe uningiustizia per i nostri figli maschi. Propone quindi di vendere l’appartamento e dividere i soldi in modo equo in euro, ovviamente tra i tre amori della nostra vita.

Secondo lui, questa è la democrazia edilizia; secondo me, è come dividere una pizza in cinque: nessuno rimane sazio. Perché, onestamente, con quei soldi, i ragazzi non comprerebbero nano-appartamenti neanche in provincia. Se seguiamo il piano di mio marito, i soldi andrebbero a dormire nei conti bancari dei figli, tipo poltrona invernale, fino al compimento dei loro anni legali. Bianca potrebbe acquistare una Panda usata e Andrea forse si permetterebbe un motorino, ma nessuno realizzerebbe il sogno di cambiare residenza.

E io continuo a pensare che meglio un uovo oggi che una gallina domani. Meglio dare un tetto a Bianca ora, poi quando i ragazzi cresceranno, vediamo di inventarci qualcosaltro magari una soluzione alla napoletana, con un po di fantasia e qualche miracolo.

Mio marito, però, insiste: se diamo la casa a Bianca, i fratelli non la guarderanno più come la sorella, ma come lerede favorita e si rovineranno i rapporti per sempre. Io invece credo che i ragazzi, essendo ancora impegnati a litigarsi il telecomando e chi mangia lultimo biscotto, non sospettano niente di questa saga immobiliare familiare. Insomma, cè tempo per impacchettare astio.

Per il momento non abbiamo detto nulla a Bianca. Abbiamo deciso di rimuginare su tutto questo fra noi, perché lappartamento della zia ha bisogno di un restauro degno di Cè posta per te: muri scrostati, cucina che sembra uscita da una cartolina degli anni 70, bagno con la doccia che fa lo stesso rumore di un treno regionale. E le finanze per i lavori scarseggiano come le scale mobili funzionanti a Termini.

Insomma, guardando tutto questo, mi chiedo: chi di noi ha ragione, io o mio marito? Continuo a fare la Don Chisciotte della casa oppure mi metto il grembiule diplomatico e passo dalla sua parte? O magari qualcuno che legge trova la soluzione geniale che ancora ci sfugge, magari una di quelle tipiche idee italiane che nascono tra un caffè e un cornetto.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

three × two =

Mio marito non vuole cedere l’appartamento ereditato dalla zia a nostra figlia: discussione sulla sistemazione della casa tra la figlia universitaria e i due fratelli adolescenti, tra proposte di vendita e dubbi sulla convivenza familiare