Un miracolo alla vigilia di Capodanno
Marco, spiegami una cosa: come hai fatto a dimenticartene?! Te lho ripetuto più volte stamattina, e ti ho pure mandato un messaggio! Lucia guardava con rimprovero il marito.
Lui era fermo sulla soglia della cucina, con unaria colpevole, e non diceva altro che allargare le spalle.
Non lo so neanchio come è successo, Lucia Mi è proprio passato di mente, tutto qui cercava di giustificarsi Marco.
E il telefono?
Il telefono non lho tirato fuori dalla tasca, perciò non ho visto nemmeno il tuo messaggio
La pazienza di Lucia stava per finire.
Quindi la batteria nuova per la macchina te la sei ricordata, ma che dovevi prendere il regalo per nostra figlia da mettere sotto lalbero, lhai proprio dimenticato?
Sì Il negozio di ricambi chiudeva alle otto, mi sono affrettato e ho dimenticato tutto il resto. Scusami.
A volte penso che la tua vecchia Cinquecento, che si rompe ogni mese, ti sia più cara di Chiara disse Lucia, sedendosi sullo sgabello e sospirando guardando lorologio.
Lorologio segnava le undici meno cinque. Era tardi, ormai notte, e non cera modo di rimediare. Questo la faceva stare ancora peggio.
Lucia, dai, non dire queste sciocchezze! Sai benissimo quanto amo Chiara. È successo, tutto qui Può capitare, no?
Con me non capita, Marco! Lucia avrebbe voluto urlare, ma parlava a voce bassa, per evitare che la figlia ascoltasse la discussione.
Marco stava per abbracciare la moglie, nel tentativo di calmare la tensione, ma lei si scostò, gli diede le spalle e iniziò a mettere linsalata russa nella ciotola.
Ho passato mezza giornata per fare questa insalata, solo per far piacere a mio marito, e lui lui si è dimenticato il regalo per nostra figlia!.
Lo sapevo che dovevo fare tutto da sola continuava a borbottare Lucia. E invece mi sono fidata di te, Marco. Pensavo fossi un uomo responsabile.
Lucia, so di aver sbagliato, ma se ci pensi bene non è successo nulla di grave rispose Marco. Non ci sarà il regalo sotto lalbero, cosa vuoi farci? Diciamo a Chiara che
Che cosa, caro? Cosa le diciamo? Che suo padre ha perso la memoria a trentacinque anni? O che comprare la batteria era più importante?
Le diciamo che questanno Babbo Natale ha avuto troppo da fare, non è riuscito a passare. Domani mattina le compro il regalo e glielo do di persona. Come se venisse da Babbo Natale.
E dove lo compri? Domani quasi tutti i negozi sono chiusi. Solo lalimentari apre Eh, Marco
Il disagio di Lucia era comprensibile.
Da quando era nata Chiara, nella loro famiglia cera una bella tradizione: la notte tra il trentuno dicembre e il primo gennaio, subito dopo la mezzanotte, tutti insieme si avvicinavano allalbero e trovavano i regali.
Chiara adorava questa tradizione; come tanti bambini della sua età, credeva in Babbo Natale, nella magia e nei piccoli miracoli di Capodanno. Si emozionava davvero tanto quando trovava sotto lalbero proprio ciò che desiderava da tempo.
Stasera Chiara aveva già sbirciato più volte sotto lalbero (magari il regalo sarebbe comparso prima di mezzanotte) e raccontava alla mamma come non vedesse lora di scoprire cosa Babbo Natale le avrebbe portato.
Chissà cosa mi regalerà questanno Babbo Natale fantasticava la bambina. Mi piacerebbe avere una bici come quella di Alessandro del secondo piano. Ma anche i pattini a rotelle andrebbero bene.
Lucia guardava Chiara sorridendo. Aveva proprio chiesto a Marco di comprarle dei pattini a rotelle.
Di solito il regalo per Chiara lo sceglieva lei stessa, ma oggi avevano chiamato Marco allultimo momento al lavoro e Lucia aveva pensato: perché andare lei al negozio se tanto il marito poteva passarci tornando a casa?
Marco era rientrato dopo le otto, e solo due ore dopo, quando Lucia stava apparecchiando e, con tono complice, gli aveva chiesto del regalo, lui si era ricordato di non aver comprato nulla
Lucia, per favore, non roviniamoci la serata chiese Marco, cercando ancora di abbracciarla. Davvero, non lho fatto apposta. Se vuoi, parlo io con Chiara e le spiego tutto. Lei capirà.
Lucia non rispose.
Continuò ad apparecchiare con gli occhi pieni di lacrime. Ma come si fa a dimenticare il regalo per una figlia?!.
Fino allultimo, Lucia aveva sperato che Marco avesse nascosto il regalo da qualche parte in attesa del momento giusto per metterlo sotto lalbero. Ora però tutti i negozi erano chiusi, nessuna possibilità di rimediare
Serve una mano? chiese titubante Marco, mentre vedeva Lucia sistemare i piatti.
Grazie, hai già fatto abbastanza
In quel momento Chiara, tutta entusiasta dopo aver guardato mille cartoni di Natale, saltò in cucina:
Mamma, papà! Mancano meno di due ore al nuovo anno! Presto Babbo Natale porterà il mio regalo!
Lucia fissò Marco con rabbia, poi si girò in fretta. Non voleva rovinare la festa alla bambina.
Intanto aveva pensato a una soluzione: avrebbe messo una busta con dei soldi sotto lalbero, scrivendo sopra: Per i pattini di Chiara.
Certo, non era quello che la figlia si aspettava la notte di Capodanno, ma meglio di niente.
Chissà, magari sarebbe andata bene lo stesso.
*****
Alle undici, mentre la famiglia era già seduta davanti alle lasagne e agli antipasti, qualcuno bussò alla porta.
Marco, hai invitato qualcuno? chiese sorpresa Lucia. Perché io non ho chiamato nessuno.
Neanchio. Forse i vicini? Vado a vedere, intanto versate un po di succo nei bicchieri rispose Marco.
Aperta la porta, Marco si trovò davanti un uomo con la barba, la giacca rossa tutta sdrucita. Somigliava più a un senzatetto che a Babbo Natale, sia dal look che dallodore (di certo non era profumo).
Che vuole? Ha sbagliato appartamento, oppure è venuto a chiedere dei soldi? Le dico subito che non ne do, tanto li spende tutti in vino
Ma no, non volevo chiedere soldi. Non me la passo così male rispose allegro lo sconosciuto.
Non se la passa male?! Ma ci crede davvero? Marco trattenne a stento una risata.
Non aveva mai guardato con disprezzo i senzatetto, anzi provava pena, ma quella frase lo trovò assurda e buffa. Da come si vede, soldi non ne ha!
Allora che cosa vuole? Marco uscì sul pianerottolo e tirò la porta perché laroma non entrasse in casa.
Vede Ho trovato un gattino nellandrone, guardi che carino luomo tirò fuori un batuffolo di pelo. Volevo chiedere se per caso è suo? Magari lha perso qualcuno di voi?
Marco sorrise tra sé.
Capito, ora va in giro porta a porta cercando di rifilare il gattino, come fosse un oggetto, per chiedere qualche moneta
Scusi, non lho mai visto questo gatto. E in famiglia non abbiamo mai avuto animali.
Ma non vuole prenderlo? Se ha una bambina in casa, sicuramente lo adorerà.
Ecco, ci prova: mi vuole rifilare sto gattino pensò Marco scuotendo la testa.
No, non ci interessa. Grazie lo stesso.
Capito il barbone sembrava deluso. Beh, allora lo lascio vicino ai cassonetti.
Stava già per andarsene, quando Marco lo fermò per la spalla.
Aspetti Cosa vuol dire lasciarlo ai cassonetti? Che senso ha abbandonare un cucciolo? Tanto vale lasciarlo nellandrone!
Ma figurarsi, lo cacciano subito. Almeno vicino ai bidoni ci sono scatole di cartone dove rifugiarsi, e magari trova anche qualcosa da mangiare.
Marco non era mai stato un amante degli animali, ma in quel momento provò pena per il piccolo.
Se lo immaginò solo, di notte, al freddo e affamato
Se avesse avuto tempo di pensarci, forse ci avrebbe riflettuto Ma non cera tempo! In cucina lo aspettavano la moglie e la figlia, il tizio stava per andarsene
Lo dia a me! Marco prese il gattino tra le braccia. Non serve disfarsene.
Daccordo, sorrise luomo, salutando con gentilezza, e se ne andò giù per le scale.
*****
Quando Marco rientrò a casa, Lucia e Chiara si affacciarono dalla cucina:
Cosè successo? Perché ci hai messo tanto?
Niente, tutto a posto disse Marco sorridendo, tenendo il gattino nascosto dietro la schiena e pregando che non miagolasse.
Perché Lucia, se scopriva chi aveva portato in casa, rischiava di buttare fuori lui, e non solo il gatto.
Tanto lo avrebbe saputo di lì a poco, ma serviva un po di tempo per prepararla.
E bisognava anche trovare una giustificazione: perché riportare a casa un trovatello la sera di Capodanno, senza chiedere prima?
Chi era alla porta? chiese Lucia sospettosa. Non avrà mica qualche idea strana in testa?
Era il nostro vicino Antonio, quello del quinto piano. Doveva consultarsi su una batteria per la macchina.
Ah, ecco. Tu sei unautorità in materia Va bene, Marco, vai a lavarti le mani, vieni a tavola che il Capodanno è vicino.
Sì, arrivo subito!
Quando moglie e figlia rientrarono in cucina, Marco corse per tutta casa chiedendosi dove nascondere il gattino.
Sul balcone no, troppo freddo. In bagno rischioso, poteva entrare qualcuno. Camera da letto e cameretta, nemmeno. Restava il salotto
Marco, muoviti! Quanto dobbiamo aspettarti?
Arrivo, arrivo!
Senza pensarci troppo, Marco aprì larmadio, mise il gatto sulla mensola più bassa e lasciò appena socchiusa la porta, poi corse a tavola.
*****
Buon annoooo! esplodevano i cori dalla strada.
Anche Marco fece gli auguri a moglie e figlia, augurando salute e fortuna.
Mentre brindavano, Chiara posò il bicchiere e corse in salotto. Lucia, vedendolo, si ricordò dimprovviso di non aver messo la busta sotto lalbero e lanciò a Marco uno sguardo furibondo. Tutta colpa tua!.
Adesso devi tu consolare tua figlia!
Ma Chiara non era affatto triste, anzi, dopo qualche minuto urlò felice, tanto da coprire anche il baccano fuori.
Mamma, papà! Venite subito! Guardate cosa ha lasciato Babbo Natale sotto lalbero!
Marco e Lucia corsero in salotto, e si bloccarono sulla soglia. Accanto allalbero cera Chiara, che stringeva un piccolo gattino bianco.
È da tanto che sognavo di avere un gattino! Babbo Natale me lha regalato! quasi piangeva di gioia. Lo chiamerò Neve.
La bambina strinse forte la bestiola mentre Lucia trascinò Marco da parte.
Da dove viene? È opera tua?
Lucia, non arrabbiarti Ora ti spiego tutto iniziò a scusarsi Marco.
Arrabbiarmi? Ma di cosa parli?!
Lucia osservò la felicità della figlia.
Guarda quanto è felice Chiara. Però la prossima volta dillo che hai in mente una sorpresa, così so cosa aspettarmi e non ti sgrido aggiunse abbracciandolo e dandogli un bacio sulla guancia.
Marco, ancora incredulo, non poteva credere che fosse andata liscia così.
È proprio vero: a Capodanno accadono piccoli miracoli. La figlia è felice, la moglie è in pace.
Tutto per merito di un piccolo gattino bianco e
Allimprovviso si ricordò del senzatetto.
Senti, Lucia Ecco, ascolta
Marco le sussurrò qualcosa allorecchio e lei, stupita, annuì con un sorriso.
*****
Allora, Gianni il barbone dalla barba lunga batté una mano sulla spalla del compagno seduto accanto li abbiamo trovati tutti un posto, grazie al cielo. Possiamo anche tornare in cantina, prima che chiudano il portone.
E già, hai avuto una bella idea con la storia del bidone sorrise il secondo, Rocco.
Davvero? Avevo paura mi spingessero giù dalle scale!
Il rischio cera, ma solo una persona che tiene davvero al destino di un gattino se lo porta a casa, così.
Già
Quindi sono tutti finiti in buone mani. Ottima idea, davvero.
I senzatetto erano seduti su una panchina vicino al palazzo dove, quella sera, avevano trovato una sistemazione a quattro miciotti, scovati nel seminterrato dello stesso edificio.
Cera tanta gente per strada, nessuno li mandava via, anzi, qualcuno augurava buona fortuna e salute, e loro rispondevano con un sorriso.
Improvvisamente il portone si spalancò, e Marco uscì di corsa. Si guardò intorno, poi li vide sulla panchina, agitò la mano e corse verso di loro.
Che fa quello? Vuole ridarci il gattino? esclamò Gianni riconoscendo Marco, a cui aveva appena affidato lultimo cucciolo.
È proprio lui? Non me lo aspettavo
Buon anno, amici! salutò Marco, arrivando e porgendo loro una grande borsa. Io e mia moglie volevamo ringraziarvi e vi abbiamo preparato una cena di Capodanno.
Non ce laspettavamo, grazie risposero grati Gianni e Rocco.
E questo è da parte mia Marco diede a Gianni una bottiglia di spumante. Bisogna festeggiare, no?
Ecco, adesso sì che anche noi potremo brindare davvero. Che miracoli succedono, eh! esultò Rocco, sfregandosi le mani con soddisfazione.
Marco stava già per tornare a casa, poi si girò di nuovo verso di loro:
Dove pensate di festeggiare?
Noi la cantina sotto, è asciutta e calda, ci si può sdraiare sui cartoni.
Sentite, venite con me.
Cinque minuti dopo i tre uomini erano davanti al garage. Marco aprì il portone e li fece entrare.
Accomodatevi. Cè un divano, un termosifone, un tavolo con piatti e bicchieri. Penso che starete meglio qui che in cantina. Sposto la macchina fuori per fare posto.
Stiamo anche stretti, va bene volevano ribattere Gianni e Rocco.
Ma Marco non volle sentire ragioni.
Fuori va bene. Non le succede niente. E voi, mi raccomando, non esagerate con il vino.
Non siamo tipi da bere troppo. Solo un bicchiere per la festa assicurò Rocco.
Ottimo. Mi fido. Domani vengo a trovarvi. Raccontatemi di voi, magari posso aiutarvi a sistemarvi meglio.
Incredibile borbottò Gianni.
Veramente annuì Rocco.
Così passò la notte. Davvero un Capodanno da favola.



