Misteri e Meraviglie: Un Viaggio nell’Insolito e nell’Inspiegabile

Mi chiamo Luca Bianchi e vi racconto di quella strana notte che ha cambiato la vita di mia moglie, Lidia Rossi. La mattina successiva Lidia si svegliò ammalata. Il giorno prima era stata al cimitero di San Giovanni, dove io le avevo chiesto di sistemare la tomba di mia nonna. Mentre cercava la sepoltura, Vittoria, la sua amica, notò un gruppo di corvi posato su una staccionata arrugginita. Come se avesse sentito uno sguardo fisso, la donna si voltò verso il monumento in ferro. Su una foto in bianco e nero appariva una vecchia signora con il velo. Improvvisamente si udì una voce maschile, autoritaria, che ordinò:

Che cosa stai fissando? Muoviti!

Vittoria, senza capire il perché, si mise a pulire la tomba altrui. Ma le stranezze non finirono lì. Quando io trovai la lapide della nonna, mi sembrò che fosse stata sostituita da una nuova struttura di marmo. Anche la foto della vecchia era cambiata: al suo posto cera una giovane donna sorridente.

Non capisco nulla! balbettò Marco, il custode del cimitero Chi potrebbe aver fatto una cosa del genere? Non ci sono parenti rimasti, tutti sono sepolti qui.

Non ho idea di come sia potuto succedere rispose Lidia, accigliata.

Le mani di Vittoria cominciarono a farla male terribilmente. Ma più di tutto le preoccupava chi avesse sostituito la lapide della cara nonna di Luca.

Forse è solo unallucinazione o qualche sortilegio? chiese al marito.

Vai dal dottore consigliò Stefano, lamico di famiglia Io non capisco nulla di queste lapidi.

Al pronto soccorso, i medici prescrissero iniezioni articolari che Lidia rifiutò. La radiografia non mostrò nulla e le diedero una ricetta per una crema e antidolorifici. Il dolore alle mani si unì a una stanchezza profonda e a pressione bassa. Lidia sentiva che nel suo corpo non restasse più un solo organo sano. Passarono diversi giorni; i medici non trovavano nulla e la giovane donna iniziò a prepararsi alla morte. Una vicina del palazzo, Vera, entrò a chiedere sale e non riconobbe Lidia:

Tesoro, che cosa ti è successo? domandò Vera Sembri davvero in difficoltà.

Lidia raccontò della voce maschile che le aveva ordinato di pulire una tomba altrui e del monumento trasformato.

Una voce, dici? Il monumento e la foto sono cambiati? bisbigliò una vecchia signora È il custode del cimitero che ti ha fatto prendere la malattia di qualcun altro. Forse ha provato pietà, o forse ha chiesto un riscatto.

Come? singhiozzò Lidia.

Stregoneria nera! esclamò laltra Devi andare in chiesa.

La chiesa non la curò. Lidia soffrì di una misteriosa malattia per un anno intero, dovette lasciare il lavoro e si muoveva con difficoltà in casa. Dopo la Pasqua, nel giorno dei defunti, io le proposi di fare una visita ai nostri cari scomparsi:

Ce la farai?

Proverò rispose.

Tu sei il custode del cimitero! piangeva Lidia, disperata Accetta il mio dono! Non voglio morire! Ho figli, un marito! Restituisci le malattie agli altri!

Lidia piangeva a voce alta; sembrava che tutti i defunti fissassero la donna magra e infelice. Nei miei occhi, nella foto, apparve un lampo di compassione.

Prendi i soldi! sussurrò nella sua mente Vattene con Dio! Chi ti ha mandato qui riceverà una risposta.

Perché piangi sulla tomba di un altro? mi sentii chiedere da un uomo agitato Andiamo!

Il monumento della nonna tornò com’era. Nella foto la vecchia signora mostrava unespressione di cordoglio.

Accidenti! esclamò Marco, spaventato.

Voglio vivere! urlò di nuovo Vittoria Custode, proteggimi!

Il giorno seguente Lidia si svegliò completamente guarita. Nella testa giravano i ricordi di ieri. Capì chi tra i parenti aveva provocato il male: la sorella di mio fratello, che non laveva sopportata fin dal primo incontro, si ammalò gravemente e morì poco dopo. Non volevo credere a tutto quello che era accaduto, ma la verità era lì, come un eco nella notte.

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