Natalia, sono passati già cinque anni da quando te ne sei andata, non ti importa di come vivo né di cosa mi succede

Giulia, sono ormai cinque anni che sei sparita, chi lo sa come sto vivendo e cosa mi succede nella vita

Giulia e Matteo abitavano insieme da più di cinque anni. Lui, operaio, non guadagnava certo un patrimonio: il suo stipendio era modesto, il solito stipendio da fame come dicono le nonne al paese. Giulia, invece, sognava da sempre la dolce vita, meglio ancora se lussuosa, perciò non le sembrava vero quando incontrava uomini più benestanti del suo buon marito.

E un giorno, Giulia ebbe una fortuna sfacciata: fu notata da un imprenditore ricchissimo, che la riempì di promesse doro. Lei ci cascò con tutte le scarpe, e lasciò il povero marito per inseguire una nuova vita scintillante.

Matteo rimase senza terra sotto i piedi, completamente spiazzato dal gesto della moglie. Si buttò ai suoi piedi, implorando e giurando che tutto sarebbe cambiato: avrebbe trovato un lavoro meglio pagato, si sarebbe dato da fare, di giorno e di notte, pur di vederla felice.

Ma Giulia era ormai irremovibile: sognava di salire su uno yacht tutto bianco e di fare shopping nei negozi più esclusivi della Moda Italiana. Il povero Matteo, in confronto, non poteva offrirle nemmeno una gita in pedalò al lago, figuriamoci. Nessun giuramento damore o promessa di spostarti le montagne poté cambiarle idea.

Passano cinque anni. A trentadue anni suonati, il suo famoso imprenditore smise di trovare Giulia interessante: attorno a lui svolazzavano ormai troppe giovani sirene affamate di rolex e aperitivi chic. Le disse che era diventata troppo esigente e che ormai non gli andava più a genio.

Senza più una lira bucata pardon, un euro e senza labitudine di lavorare (Giulia non aveva mai lavorato un giorno in vita sua), decise di tornare dal marito. Pensava che, visto quel suo giuramento eterno (il mio cuore sarà sempre tuo!), lui stesse lì ad aspettarla con un bouquet in mano.

Quando Giulia stava ormai sulla soglia di quel vecchio appartamento, sentì dei rumori alla porta. Apre una donna sconosciuta, con in braccio una bambina paffuta.
Amore, quante volte ti ho detto di non aprire la porta da sola? ammonì la donna rivolgendosi alla figlia. Posso aiutarla? chiese poi a Giulia, osservandola con aria interrogativa.
Cerco Matteo, abita ancora qui? chiese Giulia smarrita.
Matteo! Cè una signora che ti cerca! Ma come ti chiami? La donna chiamò il marito e guardò la nuova arrivata curiosa.

Giulia! esclamò di sorpresa Matteo, per poi rivolgersi alla moglie. Amore, vai pure dentro, devo parlare un attimo.

Chi era quella donna? domandò Giulia, sgranando gli occhi sulla signora con bambina.
Lei è mia moglie Chiara, e questa qui disse sorridendo è nostra figlia Martina.
Ma quando hai fatto in tempo a sposarti, ad avere una figlia? Mi avevi giurato amore eterno! Dicevi che nessuna ti avrebbe mai fatto battere il cuore quanto me!

Giulia, sono passati anni! Allinizio ci stavo malissimo, poi però ho capito che la vita non finisce se una storia va male. Poi è arrivata Chiara, e mi ha cambiato la vita. Con lei sono felice. E ho anche una bellissima bimba.

E io?
Tu, Giulia non ti sei mai fatta viva in questi cinque anni, non ti sei preoccupata di me nemmeno una volta. Ti sei innamorata del portafoglio di qualcun altro, tutto qui. Magari non saremmo mai stati milionari, ma non è una scusa per quello che hai fatto. E adesso torni? Cosa credevi, che fossi rimasto qui a vegetare ad aspettarti come uno stoccafisso?

Sono stata una sciocca! Ti amo davvero!
Giulia, smettila con questa telenovela. Vai, davvero, non ce nè bisogno. Non ti voglio più, non voglio vederti. Il tuo miliardario ti ha dato il benservito e adesso torni qui? Per carità! Vai, vattene proprio!

Giulia scoppiò in lacrime, triste e sola come una mozzarella senza pizza. Matteo, invece, si sentiva finalmente libero, con un sorriso che sapeva di vendetta servita davvero fredda.

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