– Natasha! Ti prego, perdonami! Possiamo tornare insieme?

Mio marito Stefano ed io abbiamo vissuto insieme per più di ventanni. La nostra era una vita tranquilla e serena. Avevamo una casetta in campagna dove andavamo ogni fine settimana. Stefano si occupava delle pulizie di casa e io cucinavo. Pensavo che avremmo vissuto così fino a diventare vecchi insieme. Ma poi, un giorno, Stefano mi diede una notizia che non mi aspettavo:

Caterina, mi dispiace. Ti sto lasciando. Ho conosciuto unaltra donna e mi sono innamorato follemente!

Avevo trentotto anni allepoca e non ero certo ingenua. Avevo già notato che Stefano aveva unaltra donna. Cercavo però di non darci troppo peso, pensando che non mi avrebbe mai abbandonata. Non mancavano le gentili conoscenti che mi mandavano foto di Stefano con la sua nuova fiamma. Accettavo tutto in silenzio. Ma quando Stefano mi disse allimprovviso che mi lasciava, fui davvero spiazzata.

Per fortuna nostra figlia era al mare con le amiche proprio in quel periodo. Per non implodere nel dolore, confidai alle mie amiche che mio marito mi aveva lasciata.

Ci riunimmo tra donne. Unamica mi consigliò di perdere peso e trovare subito un altro uomo. Unaltra mi disse di andare dalla nonna a farmi aiutare a riportare Stefano a casa. Una terza suggerì di cercarmi un nuovo compagno immediatamente.

Ma Giulia disse: Ma vivi come hai sempre fatto! Vedrai che passerà! Ma io non ce la faccio! Ho il cuore spezzato! Devi resistere! Col tempo il dolore si attenua. Fidati di me. Ho divorziato tre volte. Tu pulisci casa, cucini, vai al lavoro, guardi un film e leggi un libro. Ma per chi dovrei cucinare? Per noi! Ogni sera veniamo a casa tua e mangiamo tutto quello che prepari!

Ringraziai le amiche per tutti i loro consigli, ma per giorni non seppi quale strada prendere.

Alla fine, decisi di seguire il consiglio della nonna. Andai da una vecchia cartomante in paese portando una foto di Stefano con la sua amante. La donna aprì le carte, pronunciò strane parole e mi disse che mio marito sarebbe tornato entro due settimane.

Le settimane però passarono senza che Stefano si facesse vedere, e nemmeno il mese dopo. Intanto, alla cartomante avevo lasciato metà del mio stipendio. Mi sentivo immensamente sola e triste. Cominciai così a comprare dolciumi e pasticcini ogni giorno. Dopo poco, mi pesai e capii che non potevo continuare così: in due settimane avevo preso sette chili!

Allora presi una decisione diversa. Feci una pulizia generale in casa, tutto luccicava, rinvasai le piante, cambiai posto ai mobili. Lappartamento sembrava un gioiellino! Mi iscrissi anche a un corso di ballo: dovevo smaltire i troppi dolci! Ogni giorno preparavo il minestrone che Stefano amava tanto. Poi arrivavano le mie amiche e finivano tutto. Finita la cena, mi godevo la serie Il Trono di Spade.

Stefano ed io ne avevamo sempre sentito parlare, ma non avevamo mai trovato il tempo per guardarla insieme. Mi piaceva perdermi nelle storie di quei personaggi la sera. E così una sera, allimprovviso, la porta si aprì. Entrò Stefano. Si guardò intorno, colpito da quanto la casa fosse pulita e ordinata, di come profumasse di minestrone. Io ero seduta sul divano, rilassata a guardare la serie.

Caterina, buonasera. Sono venuto a prendere le mie cose che sono rimaste qui lultima volta. Certo! Le ho già preparate. Hai una borsa? No. Nessun problema, te la do io.

Raccolsi i suoi vestiti e glieli consegnai.

Hai preparato il minestrone? Sì! Hai fame? Vuoi assaggiarlo? Stefano ci pensò un attimo, poi annuì.

Gli misi due piatti di minestrone e li divorò. Poi disse: Grazie, Caterina. Ora devo andare. Vai pure. Io devo finire la puntata! Che cosa guardi? Il Trono di Spade. Ricordi? Una volta volevamo vederlo insieme Ricordo bene! risposi.

Stefano se ne andò. Io piansi un po, poi guardai il resto della puntata e mi preparai per dormire. Due settimane dopo, Stefano si presentò a casa con tutte le sue cose. Lo guardai senza capire.

Caterina, perdonami! Ti amo ancora! Amo il tuo minestrone, la tua casa così accogliente. Scusami, scusami, sono stato uno sciocco a guardare altrove. Insomma, ti mancava il mio minestrone? Mi manca tutto! Ma soprattutto tu! Va bene, torna pure. Che vergogna con te e nostra figlia Non dirai nulla a lei, vero? Stai tranquillo, non dirò niente. Vuoi cenare? Molto volentieri. Grazie, Caterina.

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