Inutile dirlo, tutto questo è colpa mia! singhiozza Bianca, la sorella del mio fidanzato. Non avrei mai potuto immaginare che una cosa del genere potesse succedere! Adesso non so proprio come andare avanti. Nemmeno capisco come gestire tutto questo senza perdere la faccia.
Qualche anno fa, la sorella del mio fidanzato si è sposata.
Dopo il matrimonio, era stato deciso che i novelli sposi sarebbero andati a vivere con la madre di lui a Firenze. I genitori dello sposo avevano un grande appartamento con tre stanze e soltanto un figlio.
Io tengo una stanza per me, il resto è tutto vostro! aveva detto la suocera, Maria. Siamo tutti persone educate, sono certa che andremo daccordo.
Se dovesse andare male, possiamo sempre trasferirci altrove! aveva rassicurato il marito, Riccardo, alla moglie. Non cè nulla di male a provarci. Se non riusciamo a convivere, prenderemo un appartamento in affitto
E così hanno fatto. Ma stare sotto lo stesso tetto si è rivelato molto complicato. Sia la nuora che la suocera ci hanno messo del loro, ma giorno dopo giorno tutto peggiorava. Il malcontento serpeggiava, e i litigi diventavano sempre più frequenti.
Avevi detto che se non ci fossimo trovati bene, saremmo andati via! diceva la giovane moglie, disperata.
Ma non stiamo poi così male, no? rispondeva la suocera con aria saccente. Sono sciocchezze, non vale la pena di fare le valigie per queste piccolezze.
Proprio un anno dopo le nozze, la giovane ha scoperto di essere incinta e ha dato alla luce un bambino sano.
La nascita del nipotino è avvenuta proprio quando Maria, la suocera, aveva appena lasciato il suo vecchio lavoro e non era riuscita a trovarne un altro: nessuno voleva assumere una signora vicina alla pensione. La nuora e la suocera, quindi, restavano in casa insieme tutto il giorno, senza poter uscire, inevitabilmente sempre più insofferenti.
Il marito, Riccardo, ascoltava le lamentele con indifferenza: era lunico a lavorare e portare a casa lo stipendio.
Non posso lasciare mia madre da sola adesso, non se la può cavare da sola. Né possiamo permetterci sia laffitto sia di aiutarla. Quando mia madre troverà un lavoro, andremo via!
Ma la pazienza della giovane donna si era ormai esaurita. Prese le sue cose e quelle del bambino, e andò a vivere da sua madre a Bologna. Prima di andarsene, disse chiaramente al marito che non avrebbe mai più rimesso piede nella casa della suocera. Se lui teneva davvero alla loro famiglia, doveva fare qualcosa.
La ragazza era certa che Riccardo non avrebbe esitato a riportarla a casa. Ma aveva fatto i conti senza loste.
Sono passati più di tre mesi da quando la giovane ha lasciato casa, e Riccardo non ha nemmeno tentato di riconquistarla. Continua a vivere con Maria, vede la moglie e il bambino in videochiamata dopo il lavoro, e passa il weekend a casa della suocera a Bologna.
Riccardo si gode le attenzioni e le cure di due donne, la madre è sinceramente affettuosa con il nipote, che la nuora ha lasciato con il padre durante le visite, e alla fine dei conti non si prende nemmeno la fatica di occuparsi del bambino tutti i giorni. Il marito sembra quello che ci guadagna di più! E la suocera, probabilmente, se la passa bene: in fondo non ha perso un bel niente!
La giovane moglie invece si sente infelice. Ama tanto suo marito, pur essendo consapevole che lui non si sta comportando nel modo migliore.
Cosa ti aspettavi andandotene? chiede Riccardo, Puoi tornare quando vuoi, la porta è sempre aperta.
Difficilmente la donna vuole lasciare la casa materna per affittare un appartamento. Ora che è in maternità, non ha nemmeno i mezzi economici per farlo.
È davvero la fine della loro famiglia?
Secondo voi, cè almeno una possibilità che lei possa tornare nella casa della suocera senza perdere la dignità?




