Nemmeno trent’anni di matrimonio sono un motivo per sopportare un tradimento: la storia di Elena, la…

Anche trentanni di matrimonio non sono una ragione per sopportare un tradimento

Elisabetta tiene tra le mani una piccola scatola: il velluto è consumato, le lettere dorate ormai quasi cancellate. Dentro brillano tre minuscole pietre. Belle, bisogna riconoscerlo.

Cinquemila euro dice Marco, sfogliando le notizie sul tablet. Lho preso da Diamanti, con la tessera sconto.

Grazie, caro.

Sente un nodo allo stomaco. Non per la cifra a questa età, che pretese può avere? Ma per il modo in cui lha detto. Come fosse una spesa qualunque, tipo fare la spesa al supermercato.

Trentanni insieme. Le nozze di perla oggi una rarità. Elisabetta si è svegliata presto, ha tirato fuori dal mobile la tovaglia elegante con il bordo di pizzo, regalo di nozze della suocera. Ha iniziato a preparare la Torta Paradiso, quella che Marco chiamava un pezzo di cielo.

Ora lui sta lì, incollato allo schermo, borbotta alle sue domande.

Marco, ti ricordi quando mi avevi promesso di portarmi in Sicilia per il trentesimo anniversario?

Sì, certo senza alzare gli occhi.

Pensavo, magari almeno alle Cinque Terre. È da tanto che non facciamo una vacanza insieme.

Elisabetta, ho un progetto urgente. Non ho tempo.

Un progetto. Cè sempre un progetto. Soprattutto nellultimo anno e mezzo, da quando Marco si è ammalato di giovinezza. Iscritto in palestra, scarpe costose, guardaroba nuovo. Anche il taglio di capelli è diventato alla moda ciuffo di lato, tempie rasate.

Crisi di mezza età, diceva la sua amica Claudia. A tutti gli uomini capita. Passerà.

Non è passato. Solo peggiorato.

Elisabetta prova lanello: calza perfettamente. Dopo tanti anni, almeno la misura la ricorda. Le pietre brillano di una luce fredda.

È carino ripete lei, osservando il regalo.

Sì. È il modello giovane, va molto adesso.

La sera, a tavola, sono quasi silenziosi. La torta è venuta soffice, leggera, proprio come doveva. Marco ne mangia una fetta, la loda meccanicamente. Elisabetta lo fissa pensando: quando è cambiato, quando è diventato uno sconosciuto?

Chi è la ragazza? chiede improvvisamente.

Quale ragazza? Marco solleva lo sguardo dal piatto.

Quella che ha scelto lanello giovane.

Cosa centra?

Marco la voce tranquilla non sono stupida. Lanello lha scelto una donna. Un uomo non direbbe mai modello giovane.

Segue una pausa lunga, scomoda.

Elisabetta, che assurdità dici?

Si chiama Alessia?

Marco impallidisce. Non chiede come lo sa. Segno che ha colpito nel segno.

Ho visto per caso i messaggi. Un mese fa, eri tu che cercavi il numero dellassicurazione sul telefono. Tesoro, ci vediamo presto ti ricorda qualcosa?

Silenzio.

Ventotto anni, lavora nel tuo ufficio. Ieri ha pubblicato una foto al ristorante il tavolo vicino alla finestra, dove eravate. Ho riconosciuto la tovaglia.

Come sai del ristorante?

Claudia ha visto. Per caso. Credi che nessuno se ne accorga in città?

Marco sospira pesantemente.

Va bene. Sì, cè Alessia. Ma non è quello che pensi.

E allora cosè?

Con lei mi sento capito. È facile, stimolante. Parliamo di libri, film.

E con me non hai nulla da dire?

Elisabetta, guardati! Parli solo dei figli, della salute, dei prezzi che salgono nei negozi. Con Alessia mi sento vivo.

Vivo ripete Elisabetta. Capisco.

Non volevo farti soffrire.

Marco abbassa la testa.

Sa che sei sposato?

Sì.

E non le importa? Sta bene con un uomo sposato?

Elisabetta, è una ragazza moderna. Non si fa illusioni.

Moderna sorride amaramente Elisabetta. E i miei trentanni con te sono una favola allora?

Si alza da tavola, inizia a sparecchiare. Le mani tremano, cerca di non darlo a vedere.

Elisabetta, parliamone seriamente.

Non cè più niente da dire. Hai già scelto.

Non ho scelto nessuno!

Hai scelto. Ogni giorno scegli. Quando torni tardi, quando menti sulle trasferte, quando compri regali per lei con i miei soldi.

Sono nostri soldi!

Sono anche miei. Lavoro anchio, dimenticato?

Elisabetta lava i piatti, li sistema con cura. Ripiega la tovaglia elegante, la rimette al suo posto. Come sempre, eppure le mani continuano a tremare.

Elisabetta, che vuoi? domanda Marco, fermo sulla soglia.

Voglio stare sola. Oggi. Per pensare.

E domani?

Non so.

Per due giorni resta in silenzio. Marco tenta di parlare, ma riceve solo risposte gentili e monosillabiche. Il terzo giorno crolla:

Quanto durerà ancora?

Cosa non ti va bene? chiede Elisabetta, mentre stira una sua camicia. Faccio tutto, come sempre. Cucino, pulisco, lavo.

Ma non parliamo!

Perché dovremmo? Per parlare hai Alessia.

Elisabetta!

Che cè? Hai detto tu che con me è noioso, niente di cui discutere. Perché costringersi?

La sera esce. Dice di andare da amici. Elisabetta sa che va da lei.

Si siede al computer, apre il profilo social di Alessia. È carina. Giovane. Foto da località chic, abiti alla moda, bicchieri di prosecco.

Uno degli ultimi post è di ieri: La vita è bella quando hai accanto chi ti apprezza. E hashtag: amore, felicità, uomo maturo.

Uomo maturo. Elisabetta sorride. Unetichetta da mercato.

Nei commenti le amiche scrivono: Ale, quando il matrimonio?, Che fortuna!, E tua moglie cosa dice?

Alessia risponde: Il loro matrimonio è da tempo formale. Vivono da coinquilini.

Trentanni da coinquilini.

La mattina dopo, Elisabetta prende appuntamento da un avvocato. Giovane, con gli occhiali, la ascolta attento.

Capisco. I beni si dividono a metà: casa, villa al mare, auto. Se dimostriamo il tradimento, può chiedere di più.

Non mi interessa di più dice Elisabetta. Voglio solo ciò che è giusto.

A casa fa una lista:

Casa venderla e dividere la somma.

Villa a lui. Non ci tornerà più.

Auto a lei. Marco si comprerà la sua.

Conti dividere.

Marco rientra tardi, vede la lista sul tavolo.

Cosè?

Il divorzio.

Sei impazzita?

No, finalmente ho capito.

Elisabetta, te lho detto! È solo una cotta. Passerà!

E se non passerà? Dovrei aspettare altri trentanni?

Marco si siede sul divano, si copre il volto.

Non volevo ferirti.

Ma lhai fatto.

Cosa dovrei fare?

Scegliere dice Elisabetta. La famiglia o Alessia. Non esiste una terza via.

Per tre mesi vivono davvero da coinquilini. Marco trasloca nella stanza degli ospiti. Si parlano solo per le cose essenziali. Elisabetta si iscrive a un corso dinglese, in piscina, comincia a leggere libri che non aveva mai tempo per affrontare.

Alessia ogni tanto telefona, piange al telefono. Marco va sul balcone, parla a bassa voce.

Una sera torna prima del solito. Si mette di fronte a Elisabetta:

Ho chiuso con lei.

E perché dovrei saperlo?

Elisabetta, sono stato uno stupido. Ho sbagliato tutto.

Concordo.

Possiamo provarci ancora? Sono cambiato.

Elisabetta lascia il libro.

Marco, lhai lasciata non perché mi hai riscoperto, ma perché ti sei stancato di lei. Fra un anno arriverà la prossima Alessia.

No, ti giuro!

Arriverà eccome. Non hai perso me, hai perso la giovinezza. E su quello, io non posso fare nulla.

Elisabetta…

I documenti sono pronti. Firma.

Firma. Niente litigi, niente confusione sui beni. Elisabetta prende solo quello che aveva deciso.

Sei mesi dopo, incontra Romano coetaneo, vedovo, insegnante dinglese. Si conoscono al corso. Lui la invita a teatro.

Sa, Elisabetta dice dopo lo spettacolo davanti a un caffè adoro parlare con lei. È una compagna di chiacchiera piena di interesse.

Davvero? Il mio ex mi considerava noiosa.

Allora non sapeva ascoltare.

Romano sa ascoltare. Apprezza i suoi pensieri, sorride alle sue battute, racconta di sé senza voler apparire più giovane.

E cosa trova attraente in una donna? domanda Elisabetta.

Lintelligenza. La bontà. Lautenticità. E lei negli uomini?

Lonestà. E niente paura della propria età.

Ridono insieme.

Marco ogni tanto chiama. Le augura buone feste, si informa sulla salute. Ormai sono solo vecchi amici.

Sei felice? chiede una volta.

Sì risponde Elisabetta con sicurezza. E tu?

Non lo so. Forse no.

Ognuno fa la sua scelta.

Lanello da cinquemila euro è ancora lì. Non lo indossa. Sta nella scatola, a ricordare quanto è facile svalutare trentanni di vita insieme.

Romano le regala per il compleanno una spilla antica trovata al mercatino, costa poco, ma scelta con affetto.

La bellezza non è nel prezzo dice. Ma nel sentimento con cui la regali.

Ed Elisabetta capisce che dopo i cinquanta la vita non finisce. Anzi, ricomincia.

E voi cosa ne pensate? Si può davvero ricominciare da capo anche dopo una certa età? Raccontate la vostra opinione nei commenti.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

4 × 1 =

Nemmeno trent’anni di matrimonio sono un motivo per sopportare un tradimento: la storia di Elena, la…