Nessuna delle nonne può prendere il bambino all’asilo. Devo spendere una fortuna per la babysitter.

Nessuna delle nonne riesce a prendere il bambino allasilo. Devo pagare cifre astronomiche per lassistenza.

Sono furiosa! Oggi ho litigiato di nuovo con la mia mamma e non voglio neanche chiamare la suocera.

Fortunatamente, abbiamo due nonne: la mia e quella di Marco.

Diciamo però che fortuna è unesagerazione, perché non sono vere nonne. Abitano a centinaia di metri dal nido del nostro figlio, ma si rifiutano categoricamente di andare a prenderlo. Potrei farlo io, ma il mio turno finisce alle 18 e non riesco a raggiungere il piccolo in tempo. Marco non può sempre aiutare, perché lavora a turni in una fabbrica di Torino. Per questo dobbiamo assumere una tata, un costo che grava pesantemente sul bilancio familiare, nonostante la presenza delle nonne.

Mia madre, Anna, finisce di lavorare alle 16 e passa davanti allasilo ogni giorno. In questo periodo la sua vita privata è la sua priorità: ha divorziato dal patrigno e vuole ricostruirsi, così si concede momenti di relax e maschere viso per apparire più giovane. Il fine settimana la troviamo a teatro, a mostre o in compagnia di amiche.

Porta il suo figlio solo raramente, di solito nei weekend. Sostiene che il nostro nipote interrompe la sua routine, correndo per casa e disturbandola durante la meditazione. Anna ama darmi consigli sulla crescita dei bambini, ma rifiuta categoricamente di partecipare attivamente.

La madre di Marco, Lucia, è unaltra storia. Non ha mai lavorato fuori casa, è sempre stata casalinga. Ha quattro figli, tutti nati a meno di tre anni di distanza; Marco è il primogenito. Sembrerebbe la persona ideale per dare una mano, ma lei risponde che è già occupata a gestire la propria famiglia: cucinare, pulire, lavare, nutrire tutti e poi sistemare dietro di sé. I suoi figli più giovani, un ventiduenne e un diciottenne, sono ormai autosufficienti.

Una volta Lucia ha preso il nostro bambino e, furiosa, ha dichiarato di non avere più tempo per noi. Ha sostenuto che, avendo deciso di diventare genitore senza il suo consenso, dovevamo occuparcene da soli. Da allora non possiamo più contare sul suo aiuto.

Le spese per lasilo gravano sul nostro bilancio familiare. Sono irritata dallipocrisia delle due nonne, che a Natale si incontrano con il nipote, si scambiano regali e proclamano amore infinito, ma non offrono alcun supporto pratico.

Oggi ho dovuto chiamare la mamma e implorarla di andare a prendere Luca dallasilo, perché non avevamo i soldi per pagare una babysitter.

Non possiamo più chiedere ai nostri genitori né aiuti economici né assistenza concreta. Lucia non vuole contribuire finanziariamente, sostenendo che i suoi figli spendono tutto il denaro per mangiare fuori.

Non riesco a immaginare come usciremo da questa situazione. Tutto quello che guadagniamo finisce in cibo, vestiti e spese domestiche, e dobbiamo ancora pagare la tata. Come possiamo convincere le nonne a darci una mano?

Alla fine, forse la vera forza non sta nel denaro o nellaiuto esterno, ma nella capacità di comunicare apertamente, di condividere i propri limiti e di trovare, insieme, soluzioni che rinforzino i legami familiari.

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