Nessuna Magia Il Capodanno si avvicinava rapido e inarrestabile come un treno ad alta velocità. A…

Nessuna magia

Il Capodanno si avvicinava a passo di marciaanzi, correva più veloce di un Frecciarossa in ritardo.

A Giulia tutto questo trambusto faceva girare la testa. Si sentiva come sulla banchina di Milano Centrale senza biglietto, certa che il treno della felicità era già partito e con esso anche latmosfera di festa.

E perché mai aveva invitato gli amici? Chi mai vorrebbe trascorrere Capodanno con una sfigata come lei?

***

Il 31 dicembre cominciò con una tragedia domestica: dopo dieci anni di onorato servizio, la lavatrice decise di appendere il cestello al chiodo, causando unalluvione in bagno che manco il Po in piena.

Trovare un idraulico la vigilia di Capodanno? Una vera caccia al tesoro! Giulia ci mise mezza giornata, tre caffè e una quantità di nervi degna del traffico sulla tangenziale di Roma, ma alla fine ce la fece. Sperava fosse finita lì.

Macché.

Nel pomeriggio il suo gatto, Romeo il Rossovero intenditore di alta cucina felinadivorò tutta la mortadella che Giulia aveva preparato per linsalatona russa, lasciandole solo piselli tristi e cetrioli sott’aceto.

Non contento del misfatto, Romeo decise pure di dedicarsi alla falconeria su una povera cinciallegra planata sulla finestra.

Un gigantesco ficus cadde dal davanzale, trascinando con sé lalbero di Natale, spegnendo per sempre le lucine vintage che Giulia adorava.

Frammenti di vaso e decorazioni dinfanzia si mischiarono al terriccio…

Giulia, raccogliendo i resti del disastro, era a un passo dalle lacrime.

Poi ci fu la caraffa sfasciata, il pollo carbonizzato eciliegina sulla tortamentre gli amici erano in arrivo, Giulia si rese conto inorridita di non aver comprato il dolce. In preda al panico, chiamò la sorella.

Erika, panico! Il panettone non cè!

Stai calma! rispose serafica la voce allaltro capo, sono sotto casa. Scendi, che risolviamo tutto.

Ma davvero sei qui?

Ma certo! Vieni giù!

Scendendo, Giulia trovò un quadretto degno di Caravaggio: accanto allauto di Erika cera la sua migliore amica Federica con una mega busta della spesa e la zia Concettafiera detentrice di una ciotola enorme di aspic.

Laspic? Addirittura tutto il catino? esclamò Giulia.

Non si sa mai! proclamò solenne la zia Concetta, specialista in raccomandazioni mai richieste Vi conosco, ragazze moderne, con la cucina E poi la notte è lunga! Linsalata russa cè, almeno?

Giulia fece spallucce

Mentre le ragazze correvano a prendere il panettone, Federica addobbava la stanza di festoni, dentro cui Romeo si raggomitolò con tanta dedizione da sembrare la versione pelosa di ET.

Salvare il micio fu compito di Marco, il marito di Erika. Arrivato giusto in tempo dal lavoro, si cimentò nellimpresa.

Romeo collaborò fino a che non vide Giulia. Poi, con entusiasmo felino, si scagliò verso di lei, lasciando a Marco una graffiata degna di una battaglia gladiatoria.

Il valoroso fu medicato e, da vero eroe, si propose per aiutare le donne in cucina.

Aiuto per modo di dire: si limitava a discettare su come «linsalata sia uno stato danimo, non solo una lista di ingredienti», ma a Giulia ed Erika bastava così.

Giulia, cosè quella scatola? urlò dalla sala Federica, cè scritto “Buon Anno” e di lato: «Aprire a mezzanotte. Nonna Vittoria».

Giulia accorse subito:

Oddio, me nero scordata! Erika, la nonna lha lasciata e ha detto che dovevamo aprirla proprio a Capodanno, verso le due. Promesso un regalo super.

Dai, vediamo subito! esclamò Erika.

Giulia scosse la testa decisa:

Ma sei matta? La nonna controlla, lo sai. Magari cè pure una trappola con combinazione segreta, meglio fare come dice lei. Aspettiamo.

Tutti, anche la zia Concetta, si serrarono intorno alla scatola, incuriositi.

***

Venne il discorso del Presidente, lo spumante, linsalata alla Romeo, le discussioni su chi pulisce, le risate e finalmente fu ora.

Sono le due? chiese Giulia. Allora si va! prese la scatola alzandola come una coppa, ecco la sorpresa della nonna!

Lonore dellapertura toccò allunico uomo del gruppo.

Marco armeggiò, levò il coperchio Dentro, tra batuffoli di cotone, niente Euro, niente vecchie foto: decine di minuscoli rotolini di cartoncino legati con nastri colorati. Ognuno portava un nome.

E questa roba? chiese Marco perplesso.

Giulia aprì rotolino con su scritto Giulia e lesse ad alta voce:

Giulietta, nipotina cara. Qualcosa è andato storto anche questanno? Lavatrice fuori uso? Gatto che divora la cena? Tranquilla! Ogni problema è la scusa buona per ordinare una pizza e mettersi Netflix. Il dolce si compra domani. Basta avere intorno qualcuno con cui condividere tutto. Ti voglio bene fino alla Luna e ritorno. Nonna Vittoria.

Silenzio di un secondo, poi una risata fragorosa esplose nella stanza.

Giulia rideva con le lacrime agli occhi.

Ma come fa come ci riesce?!

È magia, bisbigliò la zia Concetta.

Tocca a me! gridò Erika, tutta eccitata.

Snocciolando il suo bigliettino lesse:

Erika, tesoro. Basta litigare con Marco per le sciocchezze. Piuttosto, abbraccialo. È un bravuomo, anche se filosofeggia troppo. E se ricomincia, bacialo: è larma segreta contro la logica maschile. Baci a entrambi.

Marco, ormai rosso più dello spumante, baciò Erika tra gli applausi generali.

Federica, aprendo la sua, ridacchiò:

Fede, bella mia. Cerca lamore in biblioteca o al banco del supermercato, non sempre in discoteca. Gli uomini normali esistono, ma non portano pantaloni super attillati. E lascia perdere i capelli viola! Stai benissimo al naturale!

Ma come sa dei miei capelli? esclamò Federica, li ho tinti solo due giorni fa?!

Infine fu il turno della zia Concetta. Aprì il biglietto con la cautela di chi pensa di scoperchiare i segreti dei Templari.

Concettina, mia cara. Lo so che sei la più saggia, sempre aggiornata su tutto. Ma cè un segreto anche per te: a volte i buoni consigli sono ottimi, ma sappi che ogni tanto è meglio fare silenzio e gustarsi una fetta di dolce. Ti abbraccio forte.

La zia Concetta lesse, si fece rossa come una Ferrari emiracolo!prese una bella fetta di panettone, tacendo. Era la prima volta da anni che rinunciava a dispensare consigli per una sera.

Risate e chiacchiere riempirono la nottata fino allalba.

Le ragazze telefonarono a nonna Vittoria in videochiamata: lei, comodamente seduta a Napoli, sorridendo, diceva: «Ragazze mie! Che bello che la sorpresa sia riuscita! E non cè nessuna magiavi conosco troppo bene! E vi voglio troppo bene!»

La mattina dopo, sistemando il campo di battaglia domestico, Giulia raccolse tutti i messaggi nella scatola più bella, lasciandola in bella vista. Non erano solo auguri, ma una ricetta segreta della nonna: niente paura del caos, ridere direttamente in faccia alle sfortune, godersi chi ci vuole bene eci mancherebbemangiare quello che ci pare, solo senza esagerare. Il regalo più grande è sapere che cè sempre qualcuno che ci ama e ci capisce. Sempre.

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