Non aprire la bocca su un pane che non è tuo

«Non aprire la bocca per il pane degli altri» così comincia la lamentela di Ginevra, furiosa, senza neanche tentare di nascondere il suo irritarsi. E a chi dovrebbe rivolgersi ora? Tutti gli attori della scenetta hanno già abbandonato la casa. Lo sai bene quanto ci servisse quellappartamento! A noi! Non a

«Quello», tra laltro, è mia sorella sbuffò Lorenzo, esausto. Era stufo di sentire le lamentele di Ginevra al terzo giro. E lei, come nessun altro, merita quellappartamento! Fu proprio Irene a prendersi cura della nonna quando era quasi incapace di camminare. Irene faceva la spesa, pagava le bollette, accompagnava la nonna allospedale. Io le avevo proposto di occuparsi di tutto questo tu! Ma tu rimani a casa a far la zia del cuscino

«Ho tre figli! Tre! E tu volevi mettermi addosso la vecchia! scoppiò la donna, incrociando le braccia sul petto.

«Due vanno a scuola, il terzo allasilo osservò con sarcasmo Lorenzo. E tu passi la giornata a stare a casa. Potresti fare una spesa per la nonna, e magari lappartamento sarebbe nostro. Quindi basta piangersi! E smettila di contare i soldi altrui! Non ti piace la nostra casa? Allora vai a lavorare! Così potremmo comprarne una più grande.

«Che uomo sei! Non sai guadagnare, allora cacci tua moglie a lavorare! sbuffò Ginevra, quasi soffocata dalla rabbia. In realtà il marito guadagnava bene, ma lei non sapeva risparmiare e non voleva neanche provarci.

«Basta, caso chiuso! sbatté Lorenzo sul tavolo, allontanando la scodella di zuppa senza neanche toccarla. Ho perso lappetito. E ricorda, non voglio più sentire che mia sorella è stata incredibilmente fortunata. Lha meritata onestamente!

Ginevra non rispose alle ultime parole di Lorenzo, limitandosi a fare una smorfia. Oh, certo, meritata! pensò. Una ventenne appena sposata aveva ricevuto un trilocale in centro a Milano, con planimetria migliorata! Doveva viverci da sola? Tommasina, invece, aveva tre figli e una casetta modesta ma solida, acquistata dal marito prima delle nozze.

Quante volte la donna ha sussurrato che i bambini avevano bisogno di più spazio! Che ognuno avesse la propria stanza, soprattutto la figlia più grande, che ormai aveva tredici anni! Eppure dovevano condividere la stanza con la sorellina di cinque anni. Come spieghi a una bimba di così poco che certe cose sono “offlimits”? Certo, anche Cristina è colpevole, sparpaglia tutto ovunque!

Ginevra desiderava disperatamente trasferirsi in quel appartamento. E ha persino avuto figli solo per questo, sperando che la nonna avesse la decenza di concedere luso dellimmobile a una famiglia numerosa. Ma niente da fare.

Poi ha scoperto che la nonna era gravemente malata e le rimaneva forse un anno di vita. La speranza è rinata! Solo che Tommasina ha rifiutato categoricamente di prendersi cura di una paziente. Come se non avessi altri impegni!

«Ti sorprende ancora che il testamento vada a Irene? ha detto la amica di Tommasina, schierandosi dalla parte della nonna. Sul serio? E perché lappartamento doveva arrivare a te? Non hai fatto nulla! Ti ho detto: porta la nonna da te e accudiscila. Così ora già ti saresti trasferita.

«Ma dove metteremmo unaltra persona? si offese Ginevra, convinta che lamica la sostenesse. E la nonna ci ha rifiutato linvito, ha detto che vuole tranquillità e silenzio.

«Io la lascerei fare lo stesso. Cinque persone in più, tre dei quali bambini, è troppo! Allontanati da Irene. Trova lavoro, in azienda nostra cè appena un posto libero. Con più soldi potrai accendere un mutuo.

«Ci penserò mormorò Ginevra, serrando i denti, e chiuse la chiamata. Il discorso non è andato come sperava; al posto di consigli utili ha sentito accuse. Lavorare? Lei non vuole lavorare! Preferirebbe fare un altro bambino

Decise quindi di parlare con Irene. Forse, pensò, riusciva a convincerla a rinunciare allappartamento, o per lo meno a fare uno scambio: Irene si spostava in casa loro, e loro nella sua. Irene però rifiutò di ascoltare Ginevra, dichiarando freddamente che avrebbe onorato alla lettera la volontà della nonna.

Ginevra provò di nuovo a parlare con il marito, ma scatenò una lite. Lorenzo, per la prima volta, urlò contro sua moglie, tanto forte da spaventare i bambini. La piccola Cristina scoppiò in pianti e non riuscì a calmarsi, mentre Licia, con gli occhi sgranati, fissava i genitori.

«Basta! Sono stufa! Le tue idee da casalinga sono un peso! Non ti darò più un centesimo! Io comprerò cibo e vestiti ai bambini, e tu guadagna per i tuoi capricci!

Quel giorno Lorenzo se ne andò a casa dei genitori e non tornò nemmeno a dormire, talmente arrabbiato. Cosa gli mancava? Una bella casa, tutti i comfort, un giardino grande Perché Ginevra voleva spostarsi in un palazzo a sei piani pieno di vicini?

Anche Tommasina si agitò. Il marito doveva stare al fianco della moglie altrimenti non è famiglia! Se la moglie vuole lappartamento, deve ottenerlo! E per questo è disposto a tutto

***

Irene stava tornando a casa, era già tardi, i pochi passanti e le vetrine scure dei negozi non mettevano a favore della serenità.

«Ecco Irene! sbucò da dietro langolo un tipo robusto con un ghigno. Ciao, sai cosa voglio da te? Non agitarti! rise il tipo. Le tue bellezze non mi interessano. Per ora basta.

«Che cosa volete? Soldi?

«I soldi li ha pagato un altro, ma a questo tizio serve che tu rinunci a quel bel bilocale. Capisco che sai di cosa parlo.

Irene poté solo annuire. Era sola in una strada buia, nessuno passeggiava neanche con il cane! Se avesse iniziato a fare la diva, chi lo sa dove sarebbe finita la storia

«Brava, sorrise il tipo, accarezzandole la guancia. Se fai come dico, non ci rivedremo. Se no, passeremo una bella serata insieme, te lo giuro.

Irene corse verso casa, convinta che quel tizio la stesse inseguendo. Ginevra aveva davvero osato? E Lorenzo? Lo sapeva? Era suo fratello, poteva davvero fare una cosa del genere?

«Lorenzo! Sei anche tu coinvolto? singhiozzò Irene non appena il fratello rispose al cellulare. Anche tu vuoi quellappartamento? Lo darò, lo darò! Solo lasciatemi in pace!

«Irene, che succede? il marito sgranò, spaventato. Irene, mi senti? Dove sei?

«A casa Lorenzo

«Arrivo subito.

Il tipo arrivò in dieci minuti, infrangendo il codice della strada più volte, ma gliene importava nulla. La sorella gli valeva più di tutte le multe! Quando Irene, ancora tremante, gli raccontò lincontro, Lorenzo capì subito. Capì perché la moglie era così contenta.

«Fai denuncia ordinò con decisione il marito. Ci sono telecamere a ogni angolo, lo prenderanno in un attimo, e lui forse consegnerà Tommasina senza problemi.

«Ma balbettò Irene, gli occhi spalancati. Non la metteranno in prigione, ma

«Non è affare tuo! Che raccolga i frutti delle sue azioni. Io mi separerò! Non posso permettere che i miei figli siano cresciuti da una donna così. Che cosa impareranno?

***

A Ginevra è stata avviata una causa penale, nonostante le sue ferree negazioni. Nessuna idea aveva che il tipo assunto per lavori delicati avrebbe registrato ogni loro chiacchierata I bambini non volevano più parlare con lei e il divorzio fu definitivo, rapido, con una piccola parte di eredità in euro che sparì tra i conti.

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