Non ce l’ha fatta a resistere – Chiedo il divorzio, – annunciò con calma Vera, porgendo al marito u…

Non ce lha fatta a resistere

Sto chiedendo il divorzio disse con voce pacata Alessia, porgendo al marito una tazza di tè fumante. Anzi, ho già presentato i documenti.

Sembrava tutto un gesto consueto, come annunciare stasera pollo e zucchine per cena.

Posso sapere da cosa nasce… Mh, lasciamo stare davanti ai bambini Giulio abbassò la voce, notando gli sguardi tesi dei due gemellini. Cosa ti ho fatto? E non venirmi a dire che i figli non hanno bisogno di un padre.

Davvero pensi che non potrei trovar loro un altro padre? replicò lei con un sorriso ironico, roteando gli occhi. Cosa non mi va? Praticamente tutto! Speravo che la vita con te fosse come il Lago di Garda allalba, e invece sembra sempre il Tevere in piena.

Ragazzi, avete finito la merenda? Giulio voleva proprio evitare di discutere davanti ai figli. Dai su, andate a giocare, ma niente orecchie tese! aggiunse, ben conoscendo lirrequietezza dei suoi gemelli. Adesso possiamo continuare.

Alessia strinse le labbra infastidita. Sempre a impartire ordini, anche adesso! Sempre a fare il papà perfetto…

Non ce la faccio più a vivere così. Non voglio stare otto ore al giorno in ufficio, sorridere ai colleghi falsi, sgomitare tra clienti… Voglio dormire fino a tardi, passeggiare per Via Montenapoleone, andare nei centri estetici più chic. Ma tu non puoi darmi questa vita. Basta così! Ti ho dato i migliori dieci anni della mia esistenza…

Possiamo evitare la tiritera teatrale? la interruppe stizzito Giulio. Non eri tu, dieci anni fa, determinata a sposarmi a tutti i costi? Io non è che ci tenessi così tanto a metter su famiglia.

Ho sbagliato, capita a tutti.

Il divorzio fu rapido e silenzioso. I bambini, con qualche resistenza inevitabile, Giulio decise di lasciarli alla madre chiedendo solo di averli con sé nei fine settimana e durante le vacanze. Alessia accettò senza batter ciglio.

Mezzo anno dopo, Giulio presentò ai figli la sua nuova moglie. Silvia, solare e affettuosa, conquistò subito i due piccoli e da allora aspettavano il venerdì con lansia di chi prepara la valigia per una gita. La cosa faceva impazzire di gelosia Alessia.

E la infastidiva ancora di più che Giulio avesse ricevuto uneredità da uno zio che neanche ricordava e si fosse comprato una villa enorme sulle colline toscane, felice e tranquillo. Continuava comunque a lavorare, pagava un mantenimento minimo preferendo provvedere personalmente a vestire e viziare i bambini, controllando pure ogni spesa.

Ma perché non ho resistito solo altri sei mesi? pensava Alessia tra sé. Se lavessi saputo, chissà adesso

O forse, non tutto è perduto?

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Offro io un tè? Come ai bei vecchi tempi… sorrise Alessia maliziosa, arrotolando tra le dita una ciocca dei suoi lunghi capelli. Il vestitino corto metteva in risalto la figura, il trucco era così perfetto che le toglieva anni. Aveva impiegato tutta la mattina a prepararsi: unapparizione indimenticabile.

Non ho tempo rispose Giulio con uno sguardo spento alla sua ex. I ragazzi sono pronti?

Macché, stanno ancora cercando qualcosa, saranno qui tra dieci minuti, lo so come vanno rispose lei, sempre più delusa ma senza arrendersi. Perché non festeggiamo il Capodanno insieme? Nicola e Andrea hanno decorato lalbero tutta la mattinata…

Ricordo laccordo: durante le vacanze i bambini sono con me. E questanno festeggeremo in un paesino sulle Dolomiti, tutto bianco neve: Silvia ha organizzato tutto, tra sci, pupazzi e cioccolata calda.

Ma è una festa di famiglia…

Appunto. Noi siamo una famiglia. Se ti lamenti ancora, chiederò la custodia esclusiva dei ragazzi.

Appena la porta si chiuse su Giulio, Silvia e i figli entusiasti, Alessia scagliò a terra un prezioso servizio di porcellana, ricordo del matrimonio, fino a frantumarlo. Ancora Silvia! Sempre lei fra i piedi! Fa sempre la felice di turno davanti ai bambini, ma sicuramente non vede lora di restituirli. Nessuno meglio di Alessia conosce la loro vivacità

Oppure Ecco unidea… Sorrise compiaciuta. Non tutto è perduto. Tutti i soldi di Giulio presto potrebbero tornare nelle sue mani…

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Che significa tutto questo? domandò Giulio vedendo la pila di valigie allingresso.

Come che significa? Sono le cose di Nicola e Andrea Alessia diede un colpetto con la scarpa a una valigia, facendola traballare. Ho pensato che, visto che tu hai rifatto la tua vita, tocca anche a me. Ma sappiamo bene che non tutti gli uomini accettano figli non loro. Quindi adesso i ragazzi stanno con te. Ho informato i servizi sociali, manca solo formalizzare tutto. Io parto per un viaggio con un signore molto promettente.

Lasciando Giulio impietrito sulla soglia, Alessia si avvicinò allauto che la aspettava. Vediamo quanto dura questa santa Silvia. Una settimana? Due? Scommetto due. E Giulio, davanti alla scelta, si terrà i figli e ritornerà da me. E pure con tutti i suoi risparmi…

Passarono due settimane. Un mese. Due. Nessuna telefonata per riprendersi i ragazzi, anzi, a detta dei gemelli, Silvia non aveva mai alzato la voce! Comè possibile? Questi due monelli ora sono diventati santi? Incredibile!

Come si comportano i bambini? Non sei esausto? non resistette più e chiamò lex marito.

Sono bravissimi, ubbidienti, aiutano in casa la voce di Giulio si scaldava parlando dei figli. Sono fantastici!

Sul serio? Alessia non credeva alle sue orecchie. Con me combinavano sempre qualche marachella…

Perché i figli bisogna seguirli rise Giulio, pungente. Ma tu avevi sempre il cellulare in mano. E ti informo: ci trasferiamo altrove. Se vuoi, passo a prenderli per le vacanze.

Ma sono anche miei figli!

Sei stata tu a rinunciare ai diritti rise apertamente Giulio. Bel modello di mamma.

Ad Alessia non restava che mangiarsi le mani. Lex marito (e il suo conto in banca) mai più recuperati, il nuovo spasimante evaporato e i figli adesso lontani. Nemmeno le mancano troppo, a dirla tutta, le piace troppo dedicarsi solo a sé stessa.

Che ingiustizia! Dieci anni di pazienza, e lasciare la corsa a pochi mesi dal traguardo dorato…

Non è affatto giusto…

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