Non Ci Posso Credere

Non posso crederci. Ancora una volta, come ventanni fa, mi trovo a girare in un valzer con te. Ti ricordi lultima volta che ci siamo incontrati? Era il ballo di fine anno del liceo di Firenze. Anche allora abbiamo danzato, felici, con laria piena di gioia. Mi perdevo nello sguardo dei tuoi occhi, blu come il mare destate Quella sera avrei voluto dirti la cosa più importante: presto saremo genitori. Quando glielo dissi, ti arrabbiasti così tanto da sbottare:

È ancora troppo presto per pensare a queste cose. Dobbiamo aspettare.

Le tue parole mi colpirono come un pugno. Lo sapevo, era fuori tempo, ma cosa potevo fare? Non cera nulla da cambiare. Ci separammo, eppure lamore per te rimase a lungo dentro di me. Mi spezzasti il cuore; lanima si frantumò in mille pezzi. Sapevo che non ti saresti mai pentito, che il tuo carattere era duro come pietra, eppure è proprio quella durezza che mi affascinava.

Le nostre amiche del liceo mi tenevano informata sulla tua vita. So che sei sposato, hai due figli adulti, sei divorziato e continui a partecipare a tutti gli incontri degli excompagni. Ti interessi sempre della mia vita, ma i tuoi compagni non sanno nulla di me. Io non andavo mai alle riunioni scolastiche, avevo paura di guardare nei tuoi occhi e di affogare, di non risalire più in superficie. Ho temuto per dieci anni.

Poi è apparso in vita mia lui. Mi sono lanciata in un matrimonio con Alessandro Rossi, senza provare nulla per lui se non gratitudine. Lui lo capì e non mi spinse. Accettò la nostra figlia, Amore, come sua. Ho scelto il nome Amore perché nessun altro suonava così perfetto, e i suoi ricci assomigliano ai tuoi capelli.

Mio marito mi ama. Lo sento in ogni cellula del mio corpo: i suoi gesti, le parole, lo sguardo, tutto parla di tenerezza. Dopo cinque anni di matrimonio ho capito che mi ero innamorata davvero di lui. È diventato il mio ancoraggio, la chiave che ha aperto la porta del mio cuore. Nessuno può invadere il nostro amore.

Lamore salva tutto, Valentino. Tu non mi hai mai amato davvero; per te ero solo un divertimento giovanile. È così che finì la nostra storia.

E ora mi chiedi: Caterina, come va?
Oh, Valentino Vivo a un passo dal lavoro, ma le cose non sono sempre in ordine. I miei figli sono indipendenti, ognuno con le sue preoccupazioni. Io, da solo, penso spesso a te

Io rispondo: Il mio marito e io abbiamo tre figli: una piccola di sei anni, Amore, e due gemelle di sei anni. Ti ricordi Gianni Ustini, il mio vecchio amico dinfanzia?
Ustini? Certo, lo ricordo! Era il mio unico amico vero, ma dopo il diploma smise di rispondere ai miei messaggi, evitò gli incontri non so più che fine abbia fatto.

Valentino, avvicinati alla finestra e guarda il cortile della scuola.

Valentino si avvicinò al davanzale. Non riusciva a distogliere lo sguardo da ciò che vedeva.

Ho capito, Caterina. Ho capito tutto Che intrecci strani del destino!

Nel cortile del liceo, proprio lì, cera Gianni Ustini, che teneva per mano due bambine. Accanto a lui cera una ragazza di ventanni con gli occhi ancora più blu dei tuoi

Addio, Valentino! Torno alla mia famiglia.

Caterina, perché sei venuta a questa reunion questanno?

Ho smesso di aver paura, Valentino! Ti guardo e il mio cuore tace.

Alla fine ho compreso che lamore più vero è quello costruito giorno per giorno, con rispetto e pazienza, non quello che si sogna nelladolescenza. È questa la lezione che porto con me, e che spero tu possa capire.

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