Non di sangue

Non mio

Hai iniziato il discorso, ora finiscilo! Marco alzò la voce contro Giulia, Se non sai bene le cose, evita di parlare tanto per parlare

Lo so eccome, sorrise a denti stretti Giulia fissandolo negli occhi, Fra noi, segreti non ce ne sono mai stati

Io e Claudia ci siamo conosciuti quasi per caso, in modo del tutto banale. Era inverno, le strade di Milano piene di ghiaccio. Claudia scivolò su un marciapiede gelato quella mattina mentre andava a lavoro, cadde male e si fece male al ginocchio. Le diedi subito una mano ad alzarsi, la accompagnai persino al pronto soccorso.

La radiografia fortunatamente non mostrò nessuna frattura, Claudia ricevette tutte le raccomandazioni del caso: riposo assoluto e una fascia elastica. Io la accompagnai tutto il tempo, non la persi mai di vista. Chiamai il mio capo e gli chiesi mezza giornata di permesso, non potevo lasciarla sola. Solo quando laiutai a salire su un taxi mi tranquillizzai, dopo averle estorto la promessa che sarebbe arrivata e mi avrebbe chiamato per dirmelo appena a casa.

Claudia mi sembrò da subito una ragazza speciale. Così dolce e gentile; ne fui subito affascinato, non avevo mai incontrato una ragazza così. Fra noi iniziò uno dei periodi più romantici della mia vita: telefonate, messaggi, confidenze a ogni ora del giorno. A me interessava davvero tutto di Claudia. Ogni mattina le auguravo una buona giornata, la sera la buonanotte. E durante il giorno mi chiedevo se si fosse coperta bene, se avesse mangiato o come fosse andata la giornata.

Per me tutto questo era del tutto normale. A casa ero cresciuto con questa abitudine: ci si prendeva sempre cura luno dellaltro. Avevo il mio appartamento lasciatomi in eredità dalla nonna; i miei genitori erano a Pavia, non lontano da Milano. Prima abitavamo tutti insieme là e affittavamo la casa della nonna. Una famiglia unita, nessuna lite, solo calore e fiducia. Quando la nonna se ne andò ed ero ormai adulto, mi trasferii da solo nel suo appartamento.

Con le ragazze, invece, non ero mai stato fortunato. Troppo timido per approcciare per strada, non frequentavo locali e non avevo amici con cui uscire in gruppo. Quellincontro con Claudia fu una vera casualità: serviva aiuto ed io non potevo proprio tirarmi indietro, non faceva parte del mio carattere. Poi pensai che forse era stato proprio il destino a farci incontrare così.

Due mesi dopo ci sposammo. Andò proprio così, un po per scherzo le proposi di sposarci e lei rispose:

Ma sì, dai! Andiamo subito a fare domanda in Comune!

Arrivammo allanagrafe quando mancava solo unora alla chiusura e fissarono la data più vicina. I miei genitori, Lucia e Giovanni, furono un po sorpresi dalla fretta, ma approvarono subito, anche perché Claudia piacque loro tantissimo.

La mamma di Claudia abitava a Bergamo, anche lei fu avvisata per telefono, ma non poté venire a causa della nonna di Claudia che si era appena aggravata e non poteva essere lasciata sola.

Nacque una bella famiglia. La nostra unione era solida, dopo il matrimonio la storia damore non finì, anzi, sembrava rafforzarsi. Quando nacque nostro figlio Matteo, la felicità si espanse. Ovviamente, anche le preoccupazioni. Poi, una sera durante lanniversario del matrimonio, la migliore amica di Claudia, Giulia, si lasciò andare un po troppo e dovetti chiamarle un taxi per riportarla a casa.

Stavamo festeggiando in un ristorante con tutti: i miei genitori, il piccolo Matteo che, con aria solenne, brindava con il succo insieme ai grandi augurando ogni bene, e Claudia che aveva invitato la sua amica Giulia. Loro due erano amiche del cuore fin dai tempi della scuola, più che sorelle. Invece la vita sentimentale di Giulia non era mai decollata, aveva trentanni, come Claudia, ma restava sola. Giulia, rispetto a Claudia, era sfortunata nellaspetto: bassina, un po tonda, lineamenti poco decisi e una pelle pallida e anonima, sembrava uscita da un disegno mai finito.

Fin dal liceo, tutte le attenzioni maschili erano per Claudia, e la loro amicizia era diventata un vantaggio per Giulia: la mamma di Claudia non le lasciava andare agli appuntamenti se non era con Giulia. Così uscivano sempre in gruppo e qualche attenzione maschile cadeva, almeno di riflesso, anche su Giulia. Ma nessuno le aveva mai chiesto di sposarla, al contrario di Claudia che riceveva proposte già dal penultimo anno di liceo. Ma Claudia era selettiva, non si sarebbe sposata con chiunque, e rimase single fino ai venticinque. Poi, lincontro con me; e tutto prese il volo

Quella sera, Giulia scendeva a fatica le scale del ristorante, inciampando quasi ad ogni gradino se non lavessi sorretta. Al piano di sopra ci aspettavano Claudia, Matteo e i miei, mentre il taxi attendeva Giulia fuori. Non avevo mai visto Giulia in quello stato e mi offrii di accompagnarla.

Felicità agli sposi! Ah-ah! Eh, cè chi la trova e chi che vita sfortunata io! Claudia invece, sempre fortunata. Da sempre, da quando la conosco! Nulla le scalfisce mai, con gli uomini fa quello che vuole e voi, allocchi, ci cascate! Dovreste ragionare con la testa, non solo con gli occhi Certo, lei è bella e voi impazzite

Uscimmo dal ristorante, mancavano pochi passi al taxi, quando Giulia, quasi tornando improvvisamente sobria, si staccò da me e, ad alta voce, disse:

Lo sai di chi stai crescendo il figlio? Non è tuo, sai!

Ma che dici! Sentii la rabbia montare, la testa mi girava come se tutta Milano ruotasse veloce sotto le luci dei lampioni. Avrei voluto scrollarla, urlarle di smettere di dire assurdità, ma lei proseguì spietata:

Sei diventato bianco come un cencio! Non te ne sei mai accorto? Matteo è nato troppo presto, e il matrimonio affrettato; pensavi davvero che Claudia ti amasse tanto da correre subito all’altare? E poi, vostro figlio non ti assomiglia affatto; non vedi? Lei aveva un altro fidanzato prima di te. Lha lasciata per unaltra! Se lè meritato!

Feci salire Giulia sul taxi con rabbia, chiudendo la porta con forza, non volevo sentire più nulla. Ma quando il taxi sparì allangolo, il mio telefono squillò: era ancora Giulia. Risposi senza averne il controllo.

Chiedi, chiedi a tua moglie! Ah-ah! Solo io mi rovino nel vostro teatrino di felicità? Ora lascio a Claudia il turno di rodersi il fegato! Vediamo come balla sul filo!

La sua risata asprissima mi rimase in testa tutta la sera. Cercai di non pensarci, ma le sue parole continuavano a rincorrersi nella mia mente. In effetti Matteo era nato prima del previsto, ma non ci avevo mai pensato troppo esistono i prematuri, no? Non badavo a peso e lunghezza, ero solo immensamente felice e non era proprio il caso di arrovellarmi. Avevo amato Matteo dal primo giorno, senza dubbi. Nemmeno i miei volevano più bene a nessuno come al loro nipote; lo invitavano per i fine settimana, lo portavano allo zoo e ai musei. Maledetta Giulia! Sembrava aver avvelenato tutti i giorni felici. Continuavo a ripensarci: Matteo era gracilino, capelli chiari, mentre io sono scuro, moro, robusto. Mia madre continuava a dire che i colori dei capelli cambiano mille volte nei bambini ma la corporatura? Io sono grande, Claudia alta E il colore degli occhi? Diventai ossessionato da questi pensieri, passai una settimana in silenzio fino a quando cedetti e chiesi la verità a Claudia.

Lei mi guardò strana e, dopo una pausa, disse:

Lo sapevo che prima o poi me lavresti chiesto. Ma allora, a che serviva aspettare cinque anni? Potevi dirmelo subito! Così ci saremmo separati; è questo che vuoi? Ti ho mentito, ti ho preso in giro, ah, che brutta donna che sono! Dai, urlami contro, fammi la predica!

Mi scostai, non capivo cosa le passasse per la testa. Ma io ma io la amavo così tanto che, anche conoscendo la verità allora, le avrei perdonato tutto pur di stare insieme. E ora? Parlava come se avesse atteso solo quel momento da cinque anni. Divorziare? Ma nemmeno per sogno! Matteo il mio amato figlio Lo amo troppo, nessuno mi avrebbe fatto cambiare idea. E i miei genitori? Glielo confessiamo? O teniamo tutto così, senza dire nulla? Loro continueranno ad amare il loro nipote come sempre?

Claudia evidentemente non era sicura dei miei sentimenti. Litigammo di brutto. Feci le valigie e me ne andai. Avevo lappartamento della nonna, anche se lo affittavo, in quel periodo era libero. Rimasi lì due settimane. Mi sentivo a pezzi, mi mancavano da morire mio figlio e mia moglie. Pensai e ripensai: no, Giulia non ci rovinerà la vita! Non permetterò che ci strappi la felicità!

Tornai da Claudia e da Matteo.

Perdonami! Claudia piangeva Ti ho detto cose cattive, non ti meriti nulla di tutto questo. Ho vissuto sempre nella paura che, scoperta la verità, non mi avresti più amato. Ma tu sei restato!

Eh, Claudia! le dissi stringendola forte, Sono cinque anni che stiamo insieme e non mi hai ancora compreso. Mai ti avrei abbandonata, io amo te e Matteo e questo non cambierà mai. Ti capisco, e non ti giudico Capisco la paura: che cosa avresti potuto fare, allora? Credevi che ti avrei lasciata, per questo hai tenuto nascosta la gravidanza, ma la nostra è vera amore, nessuno rovinerà quello che abbiamo, credimi!

Già Claudia, grata, si rifugiò fra le mie braccia asciugandosi le lacrime Ma Giulia non voglio più vederla!

E ai miei genitori cosa diremo? la domanda che mi tormentava Loro adorano Matteo. Come potrò mai raccontare tutto?

Lo dicemmo ai miei, un mese e mezzo dopo. Ma non questo. Dicemmo che Claudia era di nuovo incinta e che presto Matteo avrebbe avuto un fratellino. Ecco tutto.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

nineteen + 13 =

Non di sangue