“Non guardarmi così! Non ho bisogno di questo bambino. Prendilo!” – mi urlò la donna sconosciuta men…

Ciao, ascoltami un attimo, perché la storia è un po strana. Non guardarmi così! Non voglio questo bambino, prendilo via! mi ha lanciato una donna sconosciuta la fascia per il neonato, quasi a volermi scaricarla. Non avevo idea di cosa stesse succedendo.

Io e Luca abbiamo sempre vissuto in armonia, quasi senza litigare. Ho sempre cercato di essere una buona moglie e casalinga. Ci siamo sposati alluniversità, poi sono rimasta incinta e sono nate le gemelle, Giulia ed Elisa. Quando i bambini hanno cominciato a camminare, abbiamo avviato una piccola impresa familiare. Io davo una mano solo di tanto in tanto, perché mi occupavo dei bimbi e della casa, soprattutto adoravo cucinare.

Luca aspettava sempre il weekend per gustare qualche prelibatezza che preparavo. Mi divertivo a inventare piatti nuovi e lui era il mio assaggiatore di fiducia. Anche le bambine erano curiose di scoprire cosa avrei messo in pentola. Tra tutti i problemi, i figli, la casa e il lavoro, non mi sono mai soffermata su quello che faceva Luca. Non avrei mai immaginato che potesse tradirmi. Il fatto è che lultimo anno è stato un disastro per noi: lazienda andava male, risparmiavamo ogni centesimo, e Luca doveva girare lItalia per firmare nuovi contratti. Le gemelle erano al primo anno di scuola, quindi ero a casa con loro.

Un pomeriggio, tornati in auto dal lavoro, ci ha sorpresi una donna bellissima. Siamo scesi, e la sconosciuta si è avvicinata a me, spingendomi con decisione la carrozzina tra le mani.

Non guardarmi così! Se quel bambino non vuole stare con me, toglilo via! ha urlato, puntando il dito verso Luca come se fosse pazza.

Io rimanevo lì, senza capire nulla.

Hai promesso di lasciarla e stare con me! Se non lo fai, non voglio questo bambino! ha sputato a terra, girato sul tacco alto e se nè andata.

Per qualche minuto sono rimasta scioccata, finché ho realizzato di tenere ancora la fascia per il neonato. Non ho chiesto a Luca chi fosse quella donna; il suo sguardo lo tradiva: era disperato. In silenzio siamo entrati in casa. Sul divano cera un piccolo maschietto avvolto in un panno, non più di due settimane.

Vai a prendere i bimbi a scuola e compra tutto quello che ti dico per il bebè ha annuito Luca, senza parole.

Da allora sono passati diciotto anni. Molti amici mi hanno giudicata, non capivano perché crescesse il figlio di unaltra quando già avevo due figlie. Non ho mai chiesto a Luca di quella donna; ho cresciuto il ragazzo come fosse mio. Le ragazze erano felici di avere un fratellino più piccolo. Non abbiamo nascosto la verità al figlio, e quando è diventato adulto gli abbiamo raccontato tutta la storia. Con sorpresa, lha accettata con calma, senza nemmeno chiedere della sua vera madre. E io ero felice, con tre bambini meravigliosi che ci amavano. Il rapporto con Luca si era incrinato, ma lui cercava di rimediare come poteva.

Il giorno del suo diciottesimo compleanno, abbiamo deciso di festeggiare in famiglia. Le figlie, ormai sposate, avevano invitato i mariti e vivevano lontano, ma avrebbero comunque partecipato. Stavamo per sederci a tavola quando ha suonato il campanello. Non aspettavamo altri ospiti, così mi sono preoccupata. Qualcosa mi agitava da ore, e avevo ragione. Aprendo sul corridoio, ho visto una donna snella, simile a quella che mi aveva consegnato il bambino.

Voglio parlare con mio figlio! ha detto la donna.

Qui non cè tuo figlio! abbiamo risposto Luca e io in coro.

Mio figlio ha chiuso la porta alla donna e ha invitato tutti a tavola. Le lacrime mi riempivano gli occhi. Ero felice di avere un figlio così meraviglioso, anche se non era di mio sangue.

Un abbraccio, e grazie per aver ascoltato.

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