Non ho mai preso ciò che era di altri: una storia italiana di amicizia, invidia e destino tra Marta, Nastia e la forza delle scelte di vita

NON HO MAI PRESO NULLA DI ALTRUI

Ti racconto questa storia che sembra tratta da un romanzo, ma invece è successa proprio da queste parti. Allora, tutto comincia ai tempi della scuola, quando Margherita – detta Marghe guardava con un misto di disprezzo e invidia la sua compagna di classe Lucia. Marghe la snobbava perché i genitori di Lucia lasciamo perdere, erano sempre tra vino e grappa. Vivevano arrangiandosi, trovando qualche lavoretto ogni tanto, giusto il minimo per non morire di fame. Lucia quindi veniva a scuola sempre con i vestiti strappati, le scarpe bucate e gli occhi tristi. Il padre a volte la picchiava: che avesse bevuto troppo o troppo poco, poco cambiava. La madre? Si faceva piccola piccola, anche lei terrorizzata dal marito. Lunica che regalava a Lucia un po di luce era la nonna: una donnina minuta ma piena damore. Una volta al mese, con la sua umile pensione, le dava lo stipendio per la buona condotta: una banconota da cinque euro. Lucia lo aspettava come la festa grande! E appena le dava quei soldi correva al bar sotto casa a prendere due gelati, uno per lei e uno per la nonna, insieme a un pezzetto di torrone e qualche caramella.

Ogni volta, Lucia pensava di far durare quei dolci per tutto il mese, ma dopo due giorni puff, era rimasto solo il ricordo. Ed ecco la nonna che tirava fuori il suo gelato dal congelatore e diceva:
Prendilo tu, Lucietta, a me oggi dà fastidio la gola.
Lucia si chiedeva: Strano, la nonna si ammala sempre appena finisco io le caramelle… Ma sapeva che quella era la loro complicità.
Marghe invece viveva allopposto: casa bella, frigo pieno, genitori che non le facevano mancare niente. Sempre vestita di tutto punto, seguiva la moda meglio di una milanese. Le altre ragazze spesso le chiedevano in prestito maglie o jeans per il sabato sera. Insomma, Marghe era la coccolata di casa.

Eppure, in segreto, Marghe si sentiva spesso inferiore a Lucia. Quella ragazza povera aveva una bellezza magnetica, un fascino tutto suo, e in più sapeva trattare tutti con dolcezza e rispetto. Marghe invece non aveva mai voluto rivolgere la parola a Lucia. Anzi, la trattava come se fosse invisibile e una volta, davanti a tutti, le disse:
Sei proprio una sfigata!
Lucia corse a casa in lacrime dalla nonna che, abbracciandola, le sussurrò:
Domani dille: Hai ragione, sono nelle mani di Dio.
Allimprovviso, Lucia si sentì più leggera.
Marghe, per la cronaca, era anche una bella ragazza, solo che la sua bellezza aveva quella freddezza distante che ti fa venire i brividi invece del calore.
In classe tutti impazzivano per Matteo: il classico simpaticone, mai un voto buono ma sempre un sorriso pronto. I professori lo rimproveravano, ma sotto sotto gli volevano bene perché non faceva male a nessuno.
Negli ultimi anni delle superiori, Matteo aveva iniziato ad accompagnare Marghe a casa ogni giorno. La mattina la aspettava davanti al cancello della scuola per entrare insieme e giù le battutine degli amici: Eccoli, gli sposi! Anche i professori si erano accorti dellaria da primi amori fra loro.

E così, dopo la maturità, ognuno prese la sua strada. Ma Marghe e Matteo si sposarono in fretta perché come si dice i segnali damore si vedevano anche col vestito a strati della sposa! Dopo cinque mesi arrivò Sofia, la loro bambina.
Lucia, invece, subito dopo la fine della scuola, fu costretta a rimboccarsi le maniche e iniziare a lavorare. Nel frattempo, la nonna le era venuta a mancare e i suoi genitori si aspettavano che lei li aiutasse economicamente. Di pretendenti ne aveva, ma Lucia non si è mai sentita davvero presa. Un po si vergognava del passato pesante dei suoi, e quindi preferiva stare per conto suo.

Trascorsero così dieci anni.

…Un giorno, davanti alla sala daspetto del Sert, si incrociarono: Lucia con sua madre e Matteo con Marghe.
Lucia riconobbe subito Matteo: era diventato un uomo affascinante. Marghe invece… ti giuro, a guardarla veniva da piangere: magrissima, le mani che tremavano, lo sguardo spento. Aveva solo ventotto anni!

Matteo imbarazzato salutò Lucia:
Ciao, compagna di scuola…
Si leggeva dai suoi occhi quanto non avesse voluto incontrare proprio lei lì dentro.
Lucia rispose:
Ciao Matteo. Vedo che siete nei guai, è da tanto che va avanti con Marghe?
È da un po, sospirò lui, abbassando lo sguardo.
Una donna che beve… è una tragedia. Lo so bene, ho avuto lo stesso con mia madre, e mio padre beh, se nè andato per colpa dellalcol, solidarizzò Lucia.
Dopo quellincontro, Lucia e Matteo si scambiarono i numeri, così, per sentirsi ogni tanto. Del resto un dolore condiviso pesa di meno.
Matteo iniziò a passare spesso da Lucia, chiedendo consigli su come affrontare la situazione. Lucia gli raccontava di come affrontare i familiari che bevono, cosa fare e, soprattutto, cosa NON fare mai…

Col tempo, saltò fuori che Matteo viveva già da solo con sua figlia Sofia: Marghe era tornata dai suoi. Non aveva mai voluto davvero curarsi. Per sua figlia, Matteo fece di tutto: lepisodio peggiore? Trovare Marghe svenuta sul pavimento e la piccola Sofia di tre anni pronta a sporgersi dal davanzale del quinto piano! Da lì, basta: non poteva più rischiare la vita della bambina. E Marghe ripeteva di avere tutto sotto controllo, ma alla fine, la sua vita andava sempre più a rotoli.
Il loro matrimonio finì così.

Un giorno, Matteo invitò Lucia a cena fuori. E lì, tra un piatto di pasta fresca e un bicchiere di Falanghina, le confessò che in realtà era sempre stato innamorato di lei, dai tempi della scuola, solo che aveva paura di essere respinto. Poi erano arrivati i casini con Marghe, la gravidanza La vita lo aveva travolto.
Rivedersi al Sert, lui disse lo prese come un segno del destino. Con Lucia, finalmente, si sentiva in pace.
Poco dopo, Matteo le chiese di sposarlo. Lei, ti dico la verità, aveva sempre sentito qualcosa per lui, solo che non le era mai passato per la testa potersi mettere in mezzo tra lui e Marghe. Ma ormai tutto era cambiato: Matteo era libero, e la felicità non aveva più ostacoli.

Si sposarono senza grandi feste, in Comune, e Lucia si trasferì da Matteo. Allinizio Sofia non era troppo entusiasta di trovarsi una donna sconosciuta in casa temevo che papà non lamasse più come prima. Ma Lucia la ricoprì di affetto, e la ragazzina finì con il volerla chiamare mamma. Qualche anno dopo nacque anche la piccola Martina.

Un giorno, mentre a casa cera profumo di caffè, suona il campanello. Lucia apre e davanti cè Marghe. La riconobbe solo dalla voce. Vestiti trasandati, odore di vino, faccia stanca: era evidente che continuava ad affogare tutto nellalcol.
Sei una vipera! Mi hai rubato marito e figlia! Ti ho sempre odiata! le gridò Marghe con un filo di voce.
Lucia la guardò senza battere ciglio, forte della serenità conquistata.
Non ho mai preso niente di altrui. Sei stata tu a lasciare la tua famiglia, senza neanche rendertene conto. E non ho mai parlato male di te, Marghe. Anzi, mi fai davvero pena
E, senza perdere la calma, le chiuse la porta in faccia.

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