Non ha saputo aspettare
Sto chiedendo il divorzio, disse serenamente Vera, porgendomi una tazza di tè Anzi, l’ho già chiesto.
Lha detta in modo così quotidiano, come se parlasse di qualcosa di normale, tipo stasera facciamo pasta e fagioli.
Posso almeno sapere per quale… Beh, vabbé, meglio non parlarne davanti ai bambini dissi abbassando la voce mentre vedevo i due volti preoccupati dei nostri figli Che cosa ti ho fatto? E senza nemmeno nominare il fatto che i bambini hanno bisogno di un padre.
Pensi che non troverei un altro padre? sbuffò lei, facendo roteare gli occhi con un sorrisetto beffardo Sai che c’è che non mi va bene nulla! Mi aspettavo una vita con te tranquilla, serena come il Lago di Como, e invece è stato come vivere accanto a un fiume in piena!
Ragazzi, avete finito di mangiare? cercai di evitare che sentissero la discussione Dai, a giocare! E non vi azzardate a origliare! aggiunsi, conoscendo il carattere vivace dei miei figli. Adesso possiamo continuare.
Vera strinse le labbra infastidita. Sempre a voler comandare! Fa il padre dell’anno e così via…
Sono esausta. Non voglio stare otto ore al giorno in ufficio, sorridere a colleghe antipatiche, sforzarmi con i clienti desidero dormire fino a tardi, andare nei negozi migliori, passare il tempo nei centri estetici. Ma tu non puoi darmi questa vita. Basta così! Ti ho dedicato i miei dieci anni migliori
Ci risparmiamo i discorsi teatrali? la interruppi freddamente Ricordi quanti sforzi hai fatto dieci anni fa per accalappiarti il mio anello? Io non ero neppure troppo convinto di sposarmi.
Ho sbagliato persona, capita a tutti.
Il divorzio fu rapido e silenzioso. Ho deciso, anche se a fatica, di lasciare i bambini con la madre a patto che nei weekend e durante le vacanze stessero con me. Vera accettò subito.
Sei mesi dopo, ho presentato i ragazzi alla mia nuova moglie. Allegra e solare, Lucia ha conquistato i loro cuori, e aspettavano con ansia il fine settimana, cosa che faceva infuriare la madre.
E la faceva andare su tutte le furie anche il fatto che avessi ricevuto uneredità da uno zio che non conoscevo bene. Compra una villa fuori Firenze, vivo sereno. Continuo a lavorare, verso il minimo di alimenti e preferisco comprare personalmente ai ragazzi vestiti e ogni cosa, controllando pure che gli alimenti siano usati bene!
Ma perché Vera non ha resistito solo sei mesi? Se avesse saputo che le cose sarebbero andate così… ah, come si sarebbe comportata!
Forse però non è ancora tutto perduto?
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Ti va un tè? Come ai vecchi tempi sorrise, arrotolando un ricciolo tra le dita. Un vestitino corto che la metteva in risalto, trucco ben fatto che le toglieva anni… Si vedeva che ci aveva messo tutto l’impegno.
Non ho tempo, risposi dando un’occhiata vuota alla mia ex moglie I ragazzi sono pronti?
Devono ancora trovare una cosa, ci vorranno dieci minuti, li conosco replicò delusa, ma senza arrendersi Potremmo passare il Capodanno insieme? Nicola e Yuri hanno passato il pomeriggio ad addobbare lalbero.
In tribunale abbiamo stabilito che le vacanze sono mie. E festeggeremo tutti insieme in un paesino dove cè la neve, piste da sci e da snowboard. Lucia ha organizzato tutto.
Ma è una festa di famiglia…
Appunto, festeggeremo in famiglia. Se insisti troppo, rischio pure di portarti via i ragazzi.
Appena la porta si chiuse dietro di me e i bambini esultanti, Vera, presa dallira, ruppe un costoso servizio da tè, regalo di nozze. Lucia. Sempre Lucia! Sempre a ficcarsi nelle nostre cose. Finge di essere felice quando vede i ragazzi, ma sicuramente non vede lora che tornino a casa propria. Chi meglio di me conosce quanto siano scatenati e viziati?
Ma forse… questa è un’idea. Vera accennò un sorriso compiaciuto. Non è ancora detta lultima parola. Presto tutti i soldi di Arturo torneranno sotto il mio controllo esclusivo…
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E questo cosè? alzai un sopracciglio vedendo i bagagli sulluscio.
Come cosè? Sono le valigie di Nicola e Yuri Vera diede un calcio a quella più grossa, facendola quasi cadere. Ho deciso che da quando ti sei rifatto una vita, è ora che la faccia anche io. Ma, si sa, non tutti gli uomini vogliono crescere figli non propri, quindi da oggi i bambini vivranno con te. Sono già stata allassistenza sociale, manca solo formalizzare le carte. Ci penserai tu. Io parto in vacanza con un nuovo corteggiatore molto promettente.
E così, lasciandomi lì imbambolato sulluscio, si avviò verso la macchina che la stava aspettando. Chissà quanto resisterà quella santa Lucia. Una settimana? Due al massimo? Arturo, tra i ragazzi e la nuova moglie, avrebbe scelto i figli. E sarebbe tornato da lei. Con tutti i suoi soldi…
Passò una settimana. Un mese. Due. Nessuna chiamata per riprendersi i ragazzi. A detta dei figli, Lucia non li aveva mai sgridati! Ma comè possibile? Quei due diavoletti diventati improvvisamente angioletti? Impossibile!
Allora, come si comportano i ragazzi? Stanca di loro? non ce la fece più e mi chiamò.
Sono bravissimi, educati, mi aiutano, non danno problemi, risposi, e solo a parlarne la voce mi si addolcì. Sono due gioielli.
Davvero? Con me erano sempre ingestibili
È che i figli vanno seguiti, sbuffai con un mezzo sorriso Tu stavi sempre con il naso nel cellulare. E ti avviso, tra qualche giorno ci trasferiamo. Se vuoi, te li porto in vacanza.
Ma sono anche miei figli!
Sei stata tu a cedermi ogni diritto, risi di gusto Che madre
Vera poteva solo mangiarsi le mani. Non aveva riavuto il marito (né i suoi euro), la relazione con il nuovo non aveva funzionato, e ora anche i bambini sarebbero andati lontano. Non che di loro le importasse troppo, ormai si era abituata a dedicarsi solo a se stessa.
Che ingiustizia dieci anni di sacrifici e mollare tutto solo sei mesi prima di una vita agiata.
Proprio ingiusto.
Oggi, riguardando questo pezzo di vita, capisco che chi non sa avere pazienza spesso perde molto più di quello che sogna di guadagnare.






