Non ce lha fatta ad aspettare
Sto chiedendo il divorzio disse Serena, calma come se stesse passando il sale, mentre porgeva una tazza di tè caldo a suo marito. Anzi, per essere precisi, lho già chiesto.
Sembrava quasi che stesse raccontando cosa ci sarebbe stato per cena, tipo stasera pollo al forno con le patate.
Posso sapere da dove Ah, lasciamo perdere, non davanti ai bambini, rispose Marco, abbassando la voce visto i due ragazzini che già spiavano ogni sua emozione. Cercò di parlare con calma. Cosa ti ho fatto di male, Serena? E non voglio nemmeno parlare del fatto che i bambini hanno bisogno di un padre.
Pensi che non potrei trovare un altro padre per loro? disse Serena alzando gli occhi al cielo, con un sorriso sarcastico. Coshai che non va? Tutto! Speravo che stare con te sarebbe stato come vivere accanto a un lago tranquillo, non in un fiume in piena che travolge tutto!
Ragazzi, avete finito di mangiare? Marco non voleva proprio continuare questo discorso davanti ai figli. Filiamo a giocare, su! E niente orecchie tese! rincarò la dose vedendo che i due ci stavano già spiando. Adesso possiamo continuare.
Serena fece una smorfia stanca. Anche stavolta doveva fare il padrone Si atteggia a papà modello
Mi sono stufata di questa vita. Non voglio più passare otto ore al giorno in ufficio, sorridere ai colleghi o sgomitare coi clienti Voglio alzarmi a mezzogiorno e andare a fare shopping da Gucci, farmi i capelli dai migliori parrucchieri di Milano! E tu non me lo potrai mai dare. Sono stanca, basta! Ti ho dato i migliori dieci anni della mia vita!
Puoi evitare queste frasi teatrali? sbottò Marco, ormai più ex che attuale marito. Non sei tu che dieci anni fa hai fatto di tutto per farmi sposare? Io, sinceramente, non ne avevo molta voglia.
Tutti possono sbagliare tagliò corto Serena.
Il divorzio fu veloce e silenzioso. Con un po di fatica, Marco accettò di lasciare i bambini alla madre con lunica condizione che fossero con lui tutti i fine settimana. E anche per le vacanze. Serena accettò senza fare una piega.
Dopo sei mesi, Marco presentò ai suoi due figli la sua nuova moglie. Ludovica, sempre sorridente e dolce, conquistò subito i ragazzi, che aspettavano il fine settimana come se fosse Natale e questo faceva impazzire la mamma.
Ma quello che dava ancora più fastidio a Serena era che Marco aveva appena ricevuto in eredità un bellappartamento da un prozio, aveva comprato una casa con un bel giardino fuori città e adesso viveva sereno senza problemi di soldi. Eppure continuava a lavorare, gli alimenti li dava giusti, ma vestiva e coccolava i suoi ragazzi di tutto punto, dagli abiti ai videogiochi ai libri. E su tutto teneva il controllo, pure sugli alimenti!
Eppure se avesse aspettato solo sei mesi Ah, se Serena avesse saputo come sarebbe andata a finire! Avrebbe fatto il doppio dei salti mortali
Forse non tutto è perduto?
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Ti va un tè, come una volta? sussurrò Serena con il suo miglior sorriso, giocando tra le dita una ciocca dei lunghi capelli appena piastrati. Il vestitino corto metteva in risalto il fisico, il trucco era perfetto Insomma, ci aveva messo un sacco di tempo a prepararsi ed era splendida.
Non ho tempo rispose Marco con uno sguardo freddo, appena posandolo sullex-moglie. I ragazzi sono pronti?
Dicono che stanno cercando le ultime cose, ci metteranno dieci minuti fece Serena, un po delusa ma testarda. Che ne dici, festeggiamo insieme Capodanno? Nicola e Giulio hanno passato tutto il pomeriggio ad addobbare lalbero.
Su questo siamo stati chiari davanti al giudice: le vacanze sono mie. E festeggeremo tutti insieme in un paesino della Val dAosta, dove cè tanta neve e si scia. Ludovica ha organizzato tutto.
Ma è una festa di famiglia
Appunto: noi siamo una famiglia. Se provi a insistere ti porto pure via i ragazzi.
Appena Marco uscì dalla porta con i bambini che saltellavano felici, Serena, accecata dalla gelosia, ruppe il prezioso set di tazzine regalato il giorno delle nozze. Ludovica Sempre questa Ludovica! Ma chi si crede di essere? Sembra contentissima di avere i miei figli ma lo so che starà contando i giorni fino a quando ce li restituisce. E chi meglio di me sa che tipi sono instancabili, capricciosi!
Aspetta, però E se? Serena sorrise maliziosa. Non è ancora detta lultima parola. Presto tutto il patrimonio di Marco tornerà nelle sue mani Tutto.
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E questa roba cosè? chiese Marco vedendo i trolley sulla soglia.
I bagagli, che domande! Di Nicola e Giulio disse Serena, spingendo col piede la valigia rigonfia. Ho deciso che visto che tu ti sei rifatto una vita, tocca a me. Ma sai comè, non tutti gli uomini vogliono i figli degli altri, quindi da oggi i ragazzi vivranno con te. Ho già avvisato gli assistenti sociali, manca la carta, ma te la sbrighi tu. Io me ne vado in vacanza con un certo Riccardo, molto promettente.
E lasciò Marco di sasso sulla porta, mentre si dirigeva soddisfatta alla macchina in attesa. Vediamo quanto resisterà questa santa Ludovica! Una settimana? Due? Scommettiamo due. E Marco, tra la moglie e i figli, sceglierà i figli. E tornerà da me. Con tutto il resto
Passarono due settimane. Un mese. Due. Ma la telefonata per riprendersi i bambini non arrivava. E, a giudicare dalle chiacchiere dei ragazzi, Ludovica non aveva mai alzato la voce con loro! Ma come? Da indemoniati a angioletti? Impossibile!
Come vanno i ragazzi? Non sono troppo per voi? alla fine Serena chiamò Marco.
Sono bravissimi, ubbidienti, ci aiutano in tutto, rispose Marco felice non appena si parlava di figli. Sono davvero due tesori!
Davvero? Ma con me ne combinavano di tutti i colori
Perché i bambini bisogna curarli sbuffò Marco. Tu invece passavi la vita incollata al telefono. E comunque, ti avviso: ci trasferiamo fuori Milano. Se vuoi, ti porto i ragazzi per le vacanze.
Ma restano comunque anche miei figli!
Peccato che tu mi abbia lasciato tutti i diritti! rise apertamente Marco. E questa sarebbe una madre.
A Serena non restava che mangiarsi le mani. Non aveva recuperato né marito né soldi, con lultimo fidanzato era già finita e ora pure i bambini lontani. Anche se, a dire la verità, non le mancavano tanto era troppo bello dedicarsi solo a se stessa.
Ma che razza di ingiustizia è? Sopportare dieci anni e poi mollare tutto pochi mesi prima della svolta!
Ingiusto proprio ingiustoSerena adesso passava le giornate tra vetrine luccicanti, brunch con amiche sempre più giovani, risate vuote e fotografie filtrate su Instagram, alla ricerca di un like che la facesse sentire meno sola. Ogni tanto si fermava davanti a una vetrina, specchiandosi, e improvvisamente si domandava dove fossero finiti tutti quei sogni, quellidea di felicità gridata a gran voce e mai davvero ascoltata.
Una sera, mentre sorseggiava prosecco in un locale rumoroso, arrivò un messaggio nella chat di famiglia che aveva ormai archiviato: una foto dei figli sulla neve, Ludovica, Marco che rideva di gusto tra una battaglia di palle di neve e una cioccolata calda. Ciao mamma, oggi abbiamo imparato a sciare! Papà dice che la prossima volta vieni anche tu? Serena sorrise, ma per la prima volta quel sorriso non era ironico, né forzato: era stanco, ma autentico.
Guardò fuori dalla finestra: la città sembrava bella, ma improvvisamente le apparve distante. Forse la vera ricchezza non era quella che aveva inseguito. Forse era la sera in cui avrebbe imparato anche lei a sciare, scivolando piano su una vita nuova, senza più rancori, senza più battaglie perse in partenza.
E così, per la prima volta da mesi, rispose: Mi piacerebbe. Magari sì, la prossima volta vengo anchio. Portate una tazza in più per il tè.






