15marzo2024 Diario
Oggi, mentre stavo al computer nella nostra piccola sede di Piazza San Babila, ho scoperto una novità che non avrei potuto prevedere: nella nostra squadra è arrivata una nuova collaboratrice, Alessia Bianchi. Una ragazza dal sorriso contagioso, capelli ricci e una passione per larrampicata che mi ha subito ricordato i miei primi weekend sugli Appennini.
Sara, la mia ragazza, ha posato una frittata di zucchine sul tavolo di fronte a me, il sole filtrava timido attraverso le tende di lino e dipingeva tutto di un dorato tenue. Ha appoggiato il mento sulla mano e ha sorriso, poi mi ha chiesto:
È una bella figura, vero? Cosa ti ha colpito così tanto?
Ho messo da parte il cellulare e ho risposto:
Sì, davvero. È come se avessimo trovato unanima gemella in ufficio. Laltro giorno abbiamo parlato di arrampicata, di libri di narrativa contemporanea è quasi come se fosse una copia di me, ma con la sua energia.
Sara ha annuito, prendendo una forchetta ma senza mangiare, desiderosa solo di ascoltare. Ha continuato a raccontare che Alessia è anche una grande escursionista e che hanno già programmato una gita per il prossimo mese. Il suo entusiasmo era puro, senza filtri o finte pretese.
Sarà fantastico, vero? Possiamo organizzare una cena questo weekend. Io preparo qualcosa di buono, voi due chiacchierate e
Ho sorriso, accettando con un semplice: Perché no?.
Il cuore di Sara sembrava pulsare di gioia. Aveva un lavoro che amava, una relazione stabile da tre anni con me, e ora una nuova amica con cui il tempo scorreva leggero. La vita sembrava quasi perfetta.
Due settimane dopo, Sara ha allestito una cena a casa sua. Ha lucidato ogni angolo dellappartamento e ha cucinato il mio piatto preferito: pollo al forno con rosmarino. Alessia è arrivata con un mazzo di tulipani e una torta al limone.
Che accoglienza! Sembra di essere entrati in un sogno, ha esclamato Alessia, guardandosi intorno.
Sara ha sorriso, presentandomi:
Marco, ti presento Alessia. Alessia, questo è Marco.
Mi sono stretto la sua mano, sentendo il profumo di caffè appena macinato.
Piacere. Sara mi ha parlato così tanto di te che ho limpressione di conoscerti da una vita.
Alessia ha risposto con un sorriso:
Anche io. Ti dicono sempre che sei il più paziente di tutti.
Ho scherzato con Sara:
Con una ragazza così dinamica, la pazienza è dobbligo!
La serata è volata. Abbiamo scoperto di amare entrambi il cinema classico e il rock degli anni Settanta. Le discussioni sui film preferiti sono diventate una gara di citazioni, e Sara, seduta tra noi due, non ha mai smesso di sorridere. I miei due mondi più cari, lei e la nuova amica, sembravano fondersi in armonia.
Da quel momento siamo diventati un trio inseparabile: cinema, mostre, escursioni nel verde. Io stesso ho iniziato a invitare Alessia più spesso, convinto che con lei non ci fosse mai un momento di noia.
Ma col passare dei mesi ho cominciato a notare piccoli cambiamenti. Sara ha percepito che passavo più tempo in ufficio; le mie risposte ai suoi messaggi erano più brevi, le telefonate meno frequenti. Quando provavamo a parlare di progetti futuri una casa, un matrimonio le mie parole diventavano evasive, come se un velo di inquietudine mi avvolgesse.
Anche Alessia è cambiata. A volte incrociava il mio sguardo con una rapidità quasi giudicante, poi tornava a sorridere e a cambiare argomento. Un pomeriggio, seduti entrambi in cucina, il cellulare di Alessia è vibrato: Grazie per la giornata di ieri. Il messaggio è apparso quasi a mezzanotte, e il mio cuore è sprofondato.
Le domande mi hanno attanagliato: cosa significava? Era solo un gesto di amicizia? Ho tentato di scacciare i sospetti, convincendomi che fossero solo frutti della mia gelosia, ma il dubbio è rimasto.
A marzo abbiamo deciso di fare un weekend al Lago di Garda, una piccola casa in affitto per tre persone, con sacchi a pelo e attrezzatura da arrampicata. Nei primi giorni latmosfera era strana: ogni volta che entravo nella stanza, Alessia e io scambiavamo sguardi silenziosi, e Sara restava in disparte, osservando. Il secondo giorno, Alessia mi ha chiesto di mostrargli la vecchia cappella di un pastore della zona; io gli ho indicato la via, ma dentro di me sentivo qualcosa stringersi.
Lultima sera, seduti attorno al fuoco, i loro volti erano pieni di colpa. Sara ha cercato di forzarli a parlare, ma le risposte erano brevi e vuote. Quella notte non ho chiuso occhio, convinto che qualcosa si fosse rotto per sempre.
Una settimana dopo, Sara ha ricevuto un messaggio da me: Dobbiamo parlare, incontriamoci al bar vicino al Duomo. Il pomeriggio mi trovava al lavoro, con il nodo allo stomaco. Alle cinque, sono arrivato al bar; al tavolo cerano Sara e Alessia. Il mio cuore batteva a tutto volume mentre mi avvicinavo.
Cosa sta succedendo? ho chiesto, guardando entrambe.
Alessia ha messo le mani sul tovagliolo, lo ha stracciato a pezzetti, poi ha alzato gli occhi.
Sara, non sapevo come dirlo. È successo da solo, non labbiamo pianificato.
Le lacrime mi hanno colto di sorpresa. Alessia ha singhiozzato, cercando di spiegare che il sentimento era nato in modo inaspettato, che non voleva ferire la sua migliore amica.
Hai tradito la nostra fiducia, ho gridato, la voce che riverberava tra i tavoli. Mentre io sognavo un futuro, voi vi divertivate alle mie spalle!
Sara, con gli occhi pieni di rabbia, ha urlato: È un tradimento, Marco! È la cosa più vile che potessi farmi!
Ho sentito il peso delle loro parole, ma anche la consapevolezza di aver violato il patto più sacro di una relazione.
Senza un altro sussulto, ho lasciato il bar, avvolto dal gelo di una notte romana. Il giorno dopo ho chiesto il trasferimento alla filiale di Napoli. Il capo, sorpreso, ha accettato subito; il mio nome era già nella lista dei nuovi assunti.
Ho bloccato i numeri di Alessia e Sara. Marco ha ripreso la sua vita in una piccola casa di Napoli, dove le strade profumano di limoni e il mare è sempre vicino. Ho ricominciato a scalare da solo, trovando nella roccia la solitudine che mi aiuta a rimettere insieme i pezzi sparsi.
Una settimana fa, unamica di Milano mi ha detto che Alessia e Marco (lui) si sono trasferiti insieme e vivono da due mesi in un appartamento a Firenze. Ho spento il telefono. Il dolore è diminuito, ma il ricordo rimane nitido. Non piango più di notte; avanzo passo dopo passo, giorno dopo giorno.
Ho perso non solo una donna, ma anche la fiducia nelle persone. Ho capito, però, che la vita non si ferma per un tradimento. Ora mi apro alle nuove amicizie con cautela, ma senza chiudere il cuore. La lezione che porto con me è chiara: la sincerità è la base di ogni legame, e chi la infrange merita di perdere ciò che di più prezioso ha.






