Non lo ami, ma noi stavamo bene insieme. Proviamo a ricominciare da capo, va bene?

Non lo ami, tra noi cera del buono, proviamo a ricominciare daccapo, va bene?

Il nostro divorzio risale a tre anni fa. È stato tranquillo, senza drammi o rancori come abbiamo scritto nel comunicato, incompatibilità di carattere. Mia figlia, allinizio, pensava fosse solo un litigio, che papà fosse via per qualche tempo.

Nei fine settimana si divertivano un sacco, si incontravano e, quando rientravano, cenavamo insieme. Poi Roberto usciva di casa e Agnese, la mia bambina, si attardava a salutarlo e restava alla finestra, osservando il suo papà

Settimana scorsa, mia figlia ha compiuto sei anni. Durante lultimo anno lei e Roberto si sono visti poco. Due i motivi: Roberto ha conosciuto una donna e non poteva più dedicare il weekend stabilmente a nostra figlia; io, invece, ho incontrato un uomo. Con Alessandro ci siamo conosciuti durante unescursione nel Parco delle Madonie. Io e Agnese siamo rimaste indietro dal gruppo, così come Alessandro, che si è distratto a guardarsi intorno e non si è accorto di essersi allontanato. Poi ci siamo ricongiunti alla guida, abbiamo iniziato a parlare, ci siamo scambiati i numeri e la giornata è continuata.

Diverso da Roberto, Alessandro è un uomo taciturno, ma mi ispira fiducia. Non fa promesse a vuoto. In tutte le occasioni, non ha mai dimenticato nulla, non è mai arrivato in ritardo. Se Alessandro garantisce qualcosa, puoi star sicuro che mantiene la parola. Con Roberto, questo era un terreno difficile, spesso ragione di discussioni credo che proprio la sua disattenzione abbia portato, infine, alla nostra rottura

Sia Roberto che Alessandro dovevano venire alla festa di compleanno di Agnese. Ero nervoso per come sarebbe andata: se si sarebbero comportati in modo civile, se avrebbero avuto modo di parlare. Mia figlia, ovviamente, aspettava con ansia il padre, anche se tra lei e Alessandro cè un rapporto di grande affetto.

Tutti gli invitati sono arrivati puntuali solo il mio ex ha tardato. Agnese ha supplicato di aspettare il papà, così ho improvvisato racconti e pettegolezzi per colmare il vuoto.

Infine, papà è arrivato! Con una confezione regalo enorme, bellissima, e per me un mazzo di fiori spettacolare. Mi sono sentito un po in imbarazzo. Alessandro si è presentato; Roberto, come se non fossero passati tre anni dal nostro addio, si è subito messo a capotavola, distribuendo incarichi, dirigendo la festa, come ai vecchi tempi.

Agnese non si staccava da lui, e Alessandro, evidente, si sentiva un po fuori luogo, anche se cercavo di coinvolgerlo e non farlo sentire escluso.

Nonostante il mio impegno, dopo un po Alessandro si è scusato dicendo che aveva del lavoro urgente da finire e ci ha salutato.

Appena se ne è andato, Roberto è diventato ancora più espansivo. Quando siamo andati in cucina a prendere la torta, gli ho chiesto di darsi una regolata e, allimprovviso, lui mi ha detto:
Non lo ami veramente, mentre a noi andava bene, riproviamo a ricominciare?

Sono rimasto perplesso, ma poi-

No, caro, non voglio. Noi due insieme non funzioniamo. Ci lega solo Agnese, e mi basta così. Mi fa piacere che tu ti prenda cura di lei, che lei ti aspetti, ma io non ti aspetto, soprattutto da quando hai iniziato una relazione con unaltra donna.
È diverso, quella è una cosa solo fisica, non il cuore, non passerei la vita con lei…
Be, allora dovresti trovare qualcuno per una vera storia, qualcosa di duraturo…

Gli ospiti iniziarono ad andare via. Roberto fu lultimo ad uscire, mi aiutò a lavare i piatti, mise a letto Agnese e sperava che lo invitassi a restare la notte. Quando si accorse che non sarebbe successo, non disse nulla, ringraziò per la serata, mi diede un bacio sulla guancia e se ne andò

Telefonai ad Alessandro e gli chiesi se il giorno dopo voleva venire con noi al picnic. Alessandro si illuminò come un bambino, disse che avrebbe rimandato ogni impegno e sarebbe venuto a prenderci alle nove.

Alle nove in punto il campanello suonò: Agnese urlò Evviva! La festa continua!. Passammo insieme una bellissima giornata allaria aperta. Al ritorno, chiesi a mia figlia:
Agnese, ti dispiacerebbe se Alessandro venisse a vivere con noi?
Lei mi guardò seria, poi rispose:
Tu lo aspetti sempre, così lo vedresti ogni giorno

Da questa giornata ho capito che, in famiglia, conta la sincerità e la voglia di costruire ogni giorno qualcosa di buono non si può tornare indietro solo per nostalgia, lamore vero è quello che cresce con chi è davvero al tuo fianco.

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