Di questo non si discute nemmeno.
Lucia vivrà con noi, punto e basta, disse Marco appoggiando il cucchiaio sul tavolo con fermezza. Nemmeno aveva toccato la cena, come se volesse prepararsi a un discorso importante. Cè la stanza, proprio ora abbiamo finito i lavori. Quindi, fra un paio di settimane, mia figlia si trasferirà qui con noi.
Ti sei forse dimenticato qualcosa? chiese Giulia dopo aver contato fino a dieci tra sé e sé. Ricordi, ad esempio, che quella camera labbiamo preparata per il nostro futuro BAMBINO, quello che avremmo avuto INSIEME? Oppure, hai scordato che Lucia ha una madre, con la quale dovrebbe vivere?
Mi ricordo che avevamo parlato di un bambino, borbottò Marco. Sperava che la moglie avrebbe accettato senza proteste e che il discorso si sarebbe chiuso così. Ma possiamo rimandare di qualche anno, no? Tu devi ancora laurearti, non è il momento dei figli. E poi Lucia non vuole fratelli o sorelle. Per quanto riguarda sua madre Marco fece un mezzo sorriso amaro, le toglierò la patria potestà. Per la bambina è pericoloso vivere sotto lo stesso tetto con quella donna!
Pericoloso? sbuffò Giulia sorpresa. Ma non ha già dodici anni? È una ragazzina ormai grandicella. Qual è il pericolo? Forse che la madre le vieta di uscire dopo le dieci la sera? O che deve fare i compiti, altrimenti via il cellulare o si stacca la connessione a internet? Guarda, tua ex moglie è quasi una santa, se non ha ancora provato a darle due sberle!
Non sai niente, sibilò Marco a denti stretti. Lucia mi ha mostrato lividi, mi ha fatto leggere messaggi pieni di insulti e minacce! Non permetterò che le rovinino la vita, Giulia!
E infatti lo stai facendo tu, esaudendo ogni suo capriccio.
Giulia si alzò dal tavolo con cautela, lasciando il minestrone quasi intatto. Le era passato lappetito e la vista del marito arrabbiato le dava solo un gran mal di testa. Glielavevano detto tutti: Non correre a sposarti! Vivete insieme qualche anno, prova la solidità del rapporto Ma lei, testarda, sempre convinta di saper fare tutto da sola. E poi, voleva essere la prima delle sue amiche a sposarsi
Perché tutti erano contro quel matrimonio affrettato? Era semplice Marco era al suo secondo matrimonio, aveva quindici anni più di lei e una figlia quasi adolescente a cui era legatissimo. Tre motivi che, se presi singolarmente, sembravano poca cosa, ma messi insieme un disastro quasi annunciato.
Le prime due ragioni, in realtà, non le avevano mai dato troppo fastidio. Anzi, Giulia trovava rassicurante il fatto che il marito fosse più grande e navigato nelle esperienze familiari. Sapeva di prima mano che il divorzio era avvenuto di comune accordo e che Silvia, la ex moglie, non avanzava lamentele.
Ma la terza ragione Lucia. Terribilmente viziata e ribelle, era cresciuta per lo più con la nonna, dato che i genitori si spaccavano la schiena per garantirle un futuro migliore. Il loro divorzio non le aveva tolto il sonno; Lucia sapeva che il papà non lavrebbe mai abbandonata, nemmeno con una nuova moglie. Invece, il secondo matrimonio della madre fu per lei uno shock.
Come se non bastasse, il patrigno prese a occuparsi seriamente della sua educazione, e anche la madre, cambiando lavoro e stando di più a casa, sostenne il nuovo marito in ogni decisione.
Coprifuoco, compiti, lezioni private perché Lucia arrancava in molte materie… Tutto questo la esasperava; da bambina era abituata a passare ore davanti alla televisione e al computer. Tanto da iniziare a inventarsi storie assurde per mettere in agitazione suo padre.
Sì, Lucia voleva vivere con Marco, consapevole che, per via del suo lavoro, avrebbe avuto molto tempo libero per sé. Di Giulia proprio non si preoccupava, non aveva alcuna intenzione di obbedire a una matrigna che aveva solo nove anni più di lei.
E pur di vivere in libertà, era pronta a tutto.
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Lucia arriva oggi. Sistema la sua camera e, per favore, cerca di non innervosirla: la piccola ha già passato un inferno, Marco impose la cosa alla moglie mentre si aggiustava la cravatta davanti allo specchio. Se solo avessi saputo prima che Silvia, per colpa di quelluomo, avrebbe iniziato a trattare così sua figlia Ma ormai, che ci possiamo fare? Il passato non si cambia.
Quindi non hai cambiato idea, vero? Vuoi davvero portare tua figlia qui a casa? Giulia aveva sperato fino allultimo che Marco avrebbe fallito nel suo intento. E chi si occuperà di lei? Tu arrivi a casa, se va bene, alle otto di sera.
Tu la controllerai, rispose Marco con una scrollata di spalle. Non ha tre anni, se la sa cavare da sola.
Tra pochi giorni ho la sessione di esami, me lhai detto tu stesso che devo concentrarmi sugli studi, sogghignò Giulia. Quindi Lucia dovrà stare tranquilla e non disturbarmi. Spero sappia lavare piatti e pavimenti, perché, per le prossime due settimane, sarà il suo compito donore.
Non è mica una colf…
E neppure io, lo interruppe Giulia. Ma se deve vivere qui, aiuterà in casa e sarebbe meglio che tu le spiegassi subito le regole della convivenza.
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Papà, ma le permetterai davvero di trattarmi così? Non posso nemmeno uscire con le amiche, tua moglie mi ha scaricato tutte le faccende domestiche mentre lei se ne sta comoda davanti alla TV.
Giulia, che aveva ascoltato per caso, non poté trattenere un sorriso amaro. Se solo riuscissi a farle fare qualcosa! Prima cambieranno i colori del cielo!
Parlerò con Giulia, te lo prometto. Però anche tu dovresti cercare di andare daccordo con lei. Lucia, so che per te non è facile, ma non potrei fisicamente badare a te. Cerca di trovare un punto dintesa con Giulia, falle vedere che sei una brava ragazza.
Va bene, ci proverò, rispose Lucia, ma si capiva che sapeva di non poter ottenere di più dal padre. Ah, è vero che le hai comprato la macchina?
Sì, e allora?
Così, tanto per sapere! E a me hai detto che non ci sono abbastanza soldi per mandarmi allestero in vacanza! Era il mio sogno, papà!
Da sola non puoi certo andare, ricordatelo, hai pur sempre solo dodici anni e io lavoro. Andremo questa estate, tutti insieme.
Ma io non voglio andarci in famiglia! Tu proprio non mi vuoi bene, vero? fece Lucia singhiozzando. Allora perché mi hai portata via da mamma? A tua moglie dò solo fastidio, tu non ci sei mai…
Giulia non volle sentire altro. Capì che, in un modo o nellaltro, Lucia avrebbe avuto ciò che voleva. E questo valeva non solo per i viaggi. Quella ragazzina astuta aveva scelto di eliminare la nuova moglie del padre dalla scena. E probabilmente ci sarebbe riuscita.
Giulia era stanca di sentire solo rimproveri dal marito e aveva deciso: ancora una discussione e sarebbe stata la fine. Ma prima, avrebbe rovinato un po la festa alla ragazzina, facendole sapere che, anche dopo il divorzio, Marco avrebbe dovuto passare una parte dello stipendio. Come mantenimento.
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E infatti, la sera arrivarono le lamentele a non finire. Giulia le ascoltò in silenzio e poi comunicò con calma la sua decisione: avrebbe chiesto il divorzio.
Io voglio vivere tranquilla, non subire valanghe di insulti ogni giorno. Te lavevo detto che assecondare ogni capriccio di tua figlia era un errore, poi, vedendo il sorriso orgoglioso di Lucia, Giulia decise di riportarla con i piedi per terra. E tu non esultare troppo: chi può sapere come andrà la tua vita. Magari, potrei mettere tuo padre alle strette; se vorrà vedere il nostro bambino… si accarezzò la pancia con aria teatrale, dovrà rimandarti da tua madre. O qualcosa del genere.
Mentre Lucia balbettava senza sapere cosa dire e Marco cercava di capire cosa stava succedendo, Giulia prese la valigia che aveva già preparato e uscì di casa. Non era incinta, in realtà, voleva solo mettere un po di paura a quella ragazzina insolente. E insegnare una lezione a quelluomo che, dopotutto, di psicologia infantile non aveva capito proprio nulla.





