Non se ne discute nemmeno: NINA verrà a vivere con noi, punto e basta – dichiarò Zaccaria, appoggiando il cucchiaio e guardando fisso sua moglie Ksenia, che a sua volta gli ricordò che avevano preparato quella stanza per il loro futuro bambino, non per la figlia ormai quasi adolescente del marito, che lui vuole sottrarre a una madre troppo severa e affidare totalmente alla nuova famiglia – una decisione che rischia di trasformare il matrimonio in un campo di battaglia tra gelosie, incomprensioni e rancori, mettendo alla prova tutti, tra tensioni familiari, capricci adolescenziali e vite stravolte da scelte unilaterali.

No, di questo non se ne parla proprio.

Martina verrà a vivere con noi, è inutile discuterne disse Marco, poggiando il cucchiaio e guardandomi negli occhi. Aveva saltato del tutto la cena, segno che si era già preparato a una conversazione tosta. La stanza cè, abbiamo appena finito di sistemarla. Quindi tra un paio di settimane, mia figlia si trasferisce qui.

Non ti sei dimenticato nulla? gli chiesi mentre, per non perdere la calma, contavo mentalmente fino a dieci. Tipo che quella stanza lavevamo preparata per un nostro futuro figlio, INSIEME? E poi Ti ricordo che Martina ha una madre, con cui dovrebbe vivere.

Mi ricordo che avevamo parlato di un figlio borbottò Marco, sperando che io mi mettessi subito lanima in pace. Ma pazienza, possiamo aspettare altri due-tre anni. Con tutto quello che devi ancora finire alluniversità, è meglio così. E comunque, Martina non vuole fratelli o sorelle. E per sua madre fece una smorfia Le tolgo la patria potestà. Restare sola con quella donna sarebbe pericoloso per Martina!

Pericoloso? chiesi alzando il sopracciglio. Ma non ha dodici anni? Ormai è una ragazzina, non certo una bambina! E cosa cè di pericoloso, scusami? Che la madre le vieta di uscire dopo le dieci? O che la obbliga a fare i compiti, minacciando di toglierle il cellulare o la connessione internet? Guarda, la tua ex è quasi una santa se non lha ancora messa in punizione col cucchiaio di legno!

Non sai niente sbuffò Marco a denti stretti. Martina mi ha mostrato più volte dei lividi, e pure dei messaggi pieni di minacce e insulti! Non permetterò che distrugga la vita di mia figlia!

Esattamente quello che stai facendo, dando sempre ragione a lei.

Mi sono alzata dal tavolo con calma, lasciando il minestrone quasi intatto. Lappetito era passato, mio marito così accigliato mi stava facendo venire solo mal di testa. Quante volte me lavevano detto: non correre a sposarti! Stateci almeno un paio danni insieme, fatevi le ossa Ma io no, la più furba di tutti! Sapevo benissimo cosa volevo! E poi, che voglia di arrivare prima delle altre amiche

A tutti i nostri conoscenti quella fretta di sposarsi non andava giù: Marco era al suo secondo matrimonio, aveva quindici anni più di me, e da un primo matrimonio aveva questa figlia già grandicella, ladorata Martina. Tre motivazioni che prese da sole possono sembrare niente, ma tutte insieme praticamente un disastro.

Le prime due in realtà non mi pesavano troppo. Anzi, mi piaceva avere accanto un uomo più grande e già con dellesperienza in famiglia, e del resto sapevo da fonte certa che il divorzio dalla sua ex, Laura, era stato consensuale e senza questioni.

Ma la terza Martina. Viziata allinverosimile e piuttosto indisciplinata: è cresciuta più coi nonni che coi genitori, sempre al lavoro per darle il meglio. Il divorzio dei suoi non le aveva cambiato granché la vita, sapeva che Marco non lavrebbe mai lasciata, anche con una nuova moglie. Però il nuovo marito della madre quello sì che era stato uno shock!

Per di più il patrigno aveva iniziato a rimetterla in riga, e Laura cambiando anche lavoro era spesso a casa e appoggiava il marito totalmente.

Coprifuoco, lezioni, ripetizioni perché Martina arrancava in parecchie materie. A lei, cresciuta liberamente davanti alla TV o al computer, questa svolta proprio non andava giù. A tal punto che aveva iniziato a raccontare frottole su frottole per fare scattare il padre.

Martina voleva stare con Marco soprattutto perché, grazie al suo lavoro, sarebbe stata più libera, quasi sempre da sola. Io? Non mi considerava nemmeno, né aveva nessuna intenzione di ascoltare una matrigna che aveva a malapena nove anni più di lei.

Pur di vivere senza regole, avrebbe fatto qualsiasi cosa.

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Martina oggi arriva. Preparale la stanza e, per favore, non crearle altri problemi disse Marco, scegliendo la cravatta da abbinare allabito nuovo. Se solo avessi saputo che Laura sincattiviva così tanto contro la figlia per colpa di un altro uomo Beh, ormai è andata.

Quindi non cambi idea? Vuoi davvero portarla qui da noi? Sinceramente speravo ancora che ci ripensasse. E chi si occuperà di lei? Di solito torni a casa non prima delle otto.

Ci penserai tu scrollò le spalle. Non ha tre anni, è indipendente ormai.

Ho la sessione tra poco, mi avevi detto tu che devo concentrarmi sulluniversità replicai, un po acida. Che stia tranquilla e non mi disturbi. Spero solo che sappia almeno lavare i piatti e passare il mocio, perché, per le prossime due settimane, quello sarà il suo compito principale.

Non è mica colf

Nemmeno io lo interruppi prima che partisse. Ma se vive qui, dà una mano. Faresti meglio a parlarle delle regole di questa casa.

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Papà, ma la lasci fare a me tutte queste cose? Non posso neanche andare a passeggiare con le amiche, la tua mogliettina scarica tutto su di me e intanto si vede la TV felice!

La scena lho beccata per caso, da dietro la porta, e ho dovuto trattenermi dal ridere. Sì, certo, se riuscissi a farle fare UNA cosa! Piuttosto nevicherà a Ferragosto

Ne parlerò con Chiara, te lo prometto. Però anche tu dovresti provare a trovare un accordo con lei. Martina, capisco che non sia facile per te, ma io sul serio non posso tenerti sempre docchio. Cerca almeno di andare daccordo con Chiara, falle vedere che sei una brava ragazza.

Daccordo, ci proverò sbuffò Martina, capendo che dal padre non avrebbe ricavato di più. Ah, papà, è vero che le hai comprato la macchina?

Sì, e allora?

Eh niente! E poi a me avevi detto che non hai abbastanza soldi per mandarmi allestero questa estate! Ci tenevo tantissimo!

Comunque non saresti potuta andare da sola, hai pur sempre dodici anni e io lavoro. Ci andremo insieme, magari questestate, tutti e tre.

Ma io non voglio andarci in famiglia! Tanto a me non mi vuoi bene, vero? la voce spezzata di Martina mi ha colpito. Perché allora mi hai portata via dalla mamma? Alla tua mogliettina sto solo in mezzo e tu non ci sei mai

A quel punto ho lasciato perdere e sono andata di là. Perché era chiaro che Martina avrebbe sempre ottenuto quel che voleva non solo il viaggio. Quella ragazzina furba stava facendo di tutto per eliminare la concorrenza in casa, e secondo me ci sarebbe riuscita.

Ero stanca di essere il bersaglio preferito di Marco. Ormai mi era chiaro: alla prossima discussione, avrei chiesto il divorzio. E giusto per non lasciarle neppure la soddisfazione della vittoria, avrei anche chiesto gli alimenti. Almeno una parte dello stipendio di Marco sarebbe andato a me.

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Avevo ragione la serata si è trasformata subito in un elenco infinito di lamentele. Le ho ascoltate e poi, calma, ho detto che intendevo lasciarlo.

Voglio vivere tranquilla, senza dover sentire insulti ogni giorno. E te lavevo detto che assecondare tua figlia era una pessima idea e vedendo la faccia compiaciutissima di Martina, ho deciso di darle una bella doccia fredda. E poi, non ti fare troppe illusioni Chissà come andrà la tua vita dora in poi. Potrei anche dare un ultimatum a tuo padre: se vorrà vedere il nostro bambino mi sono accarezzata la pancia anche se non ero incinta dovrà riportarti da tua madre. O qualcosa del genere

Mentre Martina cercava le parole giuste per protestare e Marco realizzava cosa stava succedendo, io ho preso la borsa e la valigia e sono uscita. Alla fine non ero incinta, ma volevo solo mettere un po dansia a quella ragazzina insopportabile. E dare una lezione a un uomo che, di psicologia infantile, non aveva capito proprio niente.

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Non se ne discute nemmeno: NINA verrà a vivere con noi, punto e basta – dichiarò Zaccaria, appoggiando il cucchiaio e guardando fisso sua moglie Ksenia, che a sua volta gli ricordò che avevano preparato quella stanza per il loro futuro bambino, non per la figlia ormai quasi adolescente del marito, che lui vuole sottrarre a una madre troppo severa e affidare totalmente alla nuova famiglia – una decisione che rischia di trasformare il matrimonio in un campo di battaglia tra gelosie, incomprensioni e rancori, mettendo alla prova tutti, tra tensioni familiari, capricci adolescenziali e vite stravolte da scelte unilaterali.