– Non sei una moglie, sei una serva. E poi non hai nemmeno figli! – Mamma, Helena si trasferisce d…

Non sei una moglie, sei una serva. Non hai figli!

Mamma, Elena resterà qui per un po. Stiamo ristrutturando casa, non ci si può vivere in quel caos. Cè una stanza libera, perché dovrebbe restare lì tra la polvere? disse Alessandro.

A quanto pare, lui non sembrava certo a disagio per questa decisione, al contrario di sua moglie e soprattutto di sua madre. Sua madre non sopportava la nuora.

Devo lavorare, non posso restare qui troppo sussurrò Elena con voce fievole.

Elena, che lavorava in smart working, cercava solo un po di tranquillità. Alessandro passava tutto il giorno in ufficio, e non era facile per lei trovarsi sotto lo stesso tetto con la suocera. Era abituata ai suoi silenzi, alle sue abitudini: a casa sua nessuno la disturbava mai.

Seduta a tavola, Elena fissava la suocera, incapace di trovare le parole. Lei non la voleva in casa, ma soluzioni non ce nerano. La cena era già in tavola: ognuno con i suoi pensieri.

Elena, dai, passa la tua famosa insalata le chiese Alessandro, tentando di rompere la tensione.

No, Alessandro, non mangiare quella roba chimica. Ti ho fatto la mia insalata, molto più sana borbottò la suocera da dietro i suoi occhiali.

Lo sguardo di Elena si fece duro. Sapeva che Alessandro era allergico ai pomodori. Come aveva potuto sua suocera dimenticarlo? Quando era piccolo, lei non ci badava; diceva che unaspirina risolveva tutto, niente visite mediche inutili.

Ha lallergia. Perché hai messo i pomodori nellinsalata? chiese Elena con voce incrinata.

Ma cosa dici? È solo un pomodoro, che sarà mai rispose la suocera, sminuendo tutto.

Gli farà male!

Elena, calmati. Non è allergico. Sua madre lo conosce meglio di te!

Io sono sua moglie, lo proteggo io.

Tu non sei una moglie, sei solo una serva. Non hai figli! Quando li avrai, allora ne riparleremo.

Elena balzò in piedi e corse in camera. Quegli attacchi alle ferite più profonde facevano sempre male. Alessandro la raggiunse subito, cercando di confortarla.

Scusami, Elena. Forse farei meglio ad andare dai miei genitori, o in ufficio… Non posso restare qui con tua madre.

Lascia che le parli. Vedrai, smetterà di essere così!

No, ci abbiamo già provato mille volte. Non possiamo vivere sotto lo stesso tetto, è solo peggio.

Decisero allora di affittare un piccolo appartamento, almeno per un po, lontano da future tempeste familiari. La suocera ovviamente protestò, ma non aveva scelta. Elena tirò finalmente un respiro di sollievo: accanto a sé aveva un uomo gentile e comprensivo, e in quel momento, non desiderava altro.

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