Non si è mai parlato di alimenti, avevamo solo concordato che avrei passato i soldi a mio marito per mantenere nostro figlio, ma lui da anni vive alle mie spalle.

Poiché sono stato io a lasciare la mia famiglia per unaltra persona e a causare la fine del nostro matrimonio, Riccardo ha ritenuto che gli dovessi qualcosa per il suo cuore spezzato. Non mi permise di portare via nostro figlio, e il ragazzo preferiva vivere con il padre, non con me; per quanto mi facesse male, non sono mai riuscito a convincerlo né avrei mai potuto costringerlo. Risolvemmo la questione in fretta: mi lasciarono andare via e, in cambio, mandavo dei soldi una o due volte al mese.

Il mio ex allepoca lavorava e guadagnava, ma quando si rese conto che avevo una certa disponibilità economica e che anche il mio nuovo compagno, Matteo, aggiungeva qualcosa di suo per assicurare che nostro figlio non si facesse mancare nulla, smise di lavorare e cominciò a vivere con i nostri soldi.

Crescendo, mio figlio venne viziato dal padre cibo dai migliori ristoranti, assenze a scuola quando voleva, vacanze costose e elettrodomestici di ultima generazione. Col tempo il ragazzo sviluppò un atteggiamento sempre più distaccato nei miei confronti, e voleva vedermi sempre meno. Qualsiasi cosa gli comprassi o facessi, papà riusciva a fare di meglio, sempre però usando i miei soldi. A undici anni il bambino neanche si chiedeva comera possibile che il padre, sempre a casa, fosse così benestante.

Fu Matteo a suggerirmi che forse davo loro troppi soldi. In più, cominciammo a pensare agli studi futuri di nostro figlio e ci sembrò più ragionevole mettere da parte dei risparmi per luniversità piuttosto che lasciarli sperperare dal mio ex in capricci inutili. Andai da Riccardo di persona e gli dissi chiaro che li avevo mantenuti abbastanza a lungo: adesso sarebbe stato lui a gestire le spese e io mi sarei preoccupato del futuro di nostro figlio.

Mi rispose accusandomi di essere una madre e una moglie terribile, e minacciò di portarmi in tribunale per chiedermi il mantenimento, dato che non avevo mai pagato nulla realmente. Sentii diversi avvocati che mi rassicurarono subito: non dovevo avere paura né ascoltare quelle minacce, tanto lui da anni non lavorava e viveva solo coi miei soldi. Eppure mi sento comunque come se avessi perso tutto. Mio figlio ora mi odia ancora di più, convinto che io non voglia aiutare suo padre.

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Non si è mai parlato di alimenti, avevamo solo concordato che avrei passato i soldi a mio marito per mantenere nostro figlio, ma lui da anni vive alle mie spalle.