Non so nulla, ma siete indicati come genitori: venite a prendere i gemelli!

“Non so nulla, nella cas
“Non so niente, nella casella ‘padre’ risulta lei, venga a ritirare i gemelli!”
Tre anni dopo la separazione, divenni improvvisamente padre di due neonati. Colpa mia, dovevamo divorziare ufficialmente! Ma fu una benedizione… Con Cinzia eravamo sposati da dieci anni. Avevamo due figlie quasi coetanee, Bianca e Chiara. Vita normale: lavoro di giorno, famiglia di sera, ma la mamma cominciava a tardare spesso. Da un’amica, al mercato, per lavoro… Finché “anime pie” mi sussurrarono che Cinzia aveva un amante.
Le feci subite le mie rimostranze. Cinzia contrattaccò: non riceveva attenzioni, non si sentiva donna, le figlie amavano solo me… Urlò e se ne andò dall’amante, lasciandomi le bambine. Bianca e Chiara inizialmente smarrite, poi si abituarono. Quando mi proposero di dirigere una nuova sede a Milano, accettai. Partimmo in fretta, senza chiudere il divorzio.
All’ufficio conobbi Beatrice, mia coetanea con due figlie. Ci trasferimmo insieme e diventammo una tribù. Le ragazze, quasi gemelle d’età, riempivano la casa di giochi e litigi. Io e Beatrice sognavamo un figlio insieme, invano.
Due anni dopo quella strana chiamata: “Spiace darle triste notizia… sua moglie Cinzia Rossi non è uscita dal coma. Venga per i bambini.”
Stupito, obiettai: “Non vedo Cinzia da tre anni, le mie figlie sono qui.”
La voce insistette: “Non so niente, lei risulta padre, ritiri i gemelli!”
Verificai: era davvero l’ospedale di Palermo. Beatrice allibita. Lasciammo le ragazze ai nonni e partimmo.
All’ospedale incontrammo Mara, l’amica di Cinzia. Ci disse che l’amante l’aveva abbandonata appena seppe dei gemelli. La gravidanza fu travagliata: i piccoli sopravvissero ma lei cadde in coma e morì. Registrarono i bambini con i dati anagrafici esistenti: io risultavo ancora suo marito.
Mara, piangendo, promise aiuto e se ne andò. Sentii la mano di Beatrice stringere la mia.
“Bea, cosa hai?”
“Li prenderemo con noi, vero?”
Cercava di nascondere un sorriso radioso.
“I gemelli?”
“Sì! Se non avremo mai un maschio… E le nostre figlie felicissime! I tuoi saranno loro fratelli di sangue…”
Cedetti. Portammo a casa i gemelli e facemmo il funerale a Cinzia.
Le ragazze urlavano dalla gioia chiedendosi come non avessero visto il pancione della mamma Beatrice. E così due gemelli inaspettati trasformarono il nostro caos in famiglia completa.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

11 − 1 =

Non so nulla, ma siete indicati come genitori: venite a prendere i gemelli!