Non Sono Affari Nostri

Non è affar nostro
Lindifferenza è una cosa strana, mi era sembrata udire nella voce di una donna, a volte basta chiudere gli occhi e fingere di non vedere, di non sentire. E a volte è persino un crimine.
Oh, Maddalena, che filosofia! rispose unaltra voce femminile.

Vera voltò lo sguardo verso la finestra, osservando case, auto e passanti che sfrecciavano per le vie di Borghetto di Vara. Il piccolo borgo si era finalmente svegliato e cominciava a vibrare di vita.

Quel giorno era un po fastidioso dover prendere gli autobus. Giò, però, le aveva telefonato la sera prima per dire che sarebbe rimasto bloccato al lavoro tutta la notte, così che centra? il lavoro è il lavoro. Vera aveva più volte rifiutato lofferta di un collega, un giovane che la guardava con unattenzione quasi troppo intensa, perché una donna sposata non può viaggiare in auto con altri uomini, si era detta.

Prese di nuovo il numero del marito, sentì il suono dei toni infiniti, sospirò, riattaccò e ripose lo smartphone nella borsa. Occupato, immagino. Sempre al momento sbagliato, pensò tra sé e sé. Il suo pancino, segnato dal primo trimestre di gravidanza, brontolava di nuovo.

***
Al reparto la signora si distraeva dal malessere solo perché il direttore del negozio, parte di una catena nazionale, non trovava mai un minuto libero. Il capo era in visita dallhead office, e Vera, tutta in fretta, afferrò la cassiera dal viso paffuto, la dipendente dai ricci biondi, Daria:

Daria, vai da Anna a pulire il frigo, altrimenti ci divorano tutti! Io corro a finire i rapporti!

Sfrecciò verso il suo ufficio. Daria, accertatasi che Vera fosse scomparsa nello scaffale di alimenti, si avvicinò ad Anna, che sistemava le bottiglie di latte, e sussurrò:

Hai sentito che il marito di Vera le è infedele?

Anna spalancò gli occhi, tremante:

Sul serio? È vero?

Lho vista uscire di mattina dalla casa della nostra compagna di classe, Lidia. E lei lo ha salutato con un bacio! Che storia, eh?

Allora dovevamo dirlo a Vera! Perché racconti a me?

Daria scoppiò a ridere, toccandosi la tempia:

Sei una sciocca, Anna. Che importa se lui fa una passeggiata? E poi ci separeremo tutti!

Anna rimase pensierosa:

Separarsi o no è una loro scelta. Però Vera ha il diritto di sapere la verità Forse è meglio così, una famiglia non si costruisce sul tradimento.

Daria rise di nuovo, guardandola con disprezzo:

Non è affar nostro. Alla fine, i buoni cuori come te finiscono sempre col sentirsi colpevoli.

Anna sospirò e non discusso più. Qualcosa però non la lasciava in pace.

Vera e Anna erano quasi amiche; si capivano al volo. Da bambine le avevano educato a credere che la verità amara è più dolce della bugia.

Nel frattempo lamministratore del negozio, Dante, osservava Vera trascinarsi nel suo ufficio. Bevve un caffè pensieroso, finché non finì il report sul portatile.

Vera, non ti preoccupare, andrà tutto bene, le sorrise.

Vera agitò la mano:

Non è che non mi preoccupi. Giò non risponde al telefono, e per questo mi agito.

Dante rimase in silenzio. Laveva notata fin dal suo primo giorno, quando era solo un commesso. Con il tempo era diventato responsabile, sveglio e laborioso.

Forse è occupato estrasse Dante, senza voler immischiarsi. Vedeva, però, che il marito era freddo con la moglie.

Probabilmente, disse Vera, sistemò lo smartphone in tasca e si affrettò a uscire, proprio mentre i revisori arrivavano.

***
La settimana successiva Anna non riusciva a stare ferma. I racconti di Daria le avevano confermato che il marito si tratteneva spesso al lavoro, e che Vera, incinta, doveva prendere gli autobus in un paesino dove il servizio è irregolare. Decise di mettere alla prova le sue ipotesi.

Al mattino avvisò di arrivare in ritardo e si fermò davanti alla casa della presunta amante. Chi è così caro il cuore può battere forte, le aveva detto la madre, e quella mattina Anna confermò il detto: Giò abbracciava una bionda frizzante, la baciava e prometteva di rientrare la sera. Un colpo al cuore per Vera, che viveva con quel traditore, una buona donna, sempre pronta ad aiutare.

Quella sera Anna agì. Quando Vera se ne andò, entrò nello spogliatoio dove Dante stava per uscire.

Dante, abbiamo qualcosa da fare, disse con gli occhi socchiusi.

Dante la guardò perplesso.

Riguarda Vera, spiegò Anna, Ho visto di mio occhio il marito che la frequentava.

Dante esitò, poi abbassò lo sguardo:

È la loro vita privata È corretto intromettersi?

È giusto, è necessario, sorrise Anna, Deve sapere la verità.

È incinta, e se succede qualcosa? obiettò Dante.

Allora è destino, tagliò Anna, La verità è più importante della bugia. Portami al villaggio, da nostra nonna, che conosce le erbe. Lei potrà aiutarla; la verità la troverà da sola.

Dante rimase indeciso.

Ma a te piace Vera, fu lultima frase di Anna, Non vuoi darle la possibilità di conoscere la sua vera sorte?

Dante sospirò, accettò.

***
La nonna Zaira accolse i giovani con un calore da nonna di provincia. Non era per niente una strega, solo una vecchietta con capelli dargento, una camicia di lana senza colore preciso, una gonna lunga fino al ginocchio, calze spesse e le gambe un po incurvate dallartrosi. Il suo sguardo grigio, però, era tagliente, come se potesse penetrare lanima.

Anna le mostrò la foto di Vera.

Zaira sorrise a Dante, accese una candela e la fece passare sopra lo schermo del cellulare.

Vedo che il marito non è destinato a lei. Si separeranno, ma più tardi. Non è un bravo uomo, mente e inganna. Lei ha unanima luminosa e gentile.

Possiamo accelerare? sussurrò Anna.

Non posso accelerare, ma la verità la guiderò. Poi sarà lei a decidere

Zaira si alzò e, con passi leggeri, andò sul terrazzo freddo. Ritornò con una sacchetta di tela e un grosso vaso. Prese un pugno di erbe macinate e le sussurrò mentre le metteva nella sacchetta:

Erbe di campo, vento di prato, aprite a Vera la strada della verità. Che così sia Anna, metti queste erbe nel suo cibo. Hanno sapore lieve, non se ne accorgerà. Sono innocue.

È incinta, chiese Dante, preoccupato, non farà male?

Non farà, sono camomilla, milzieme e qualche altra pianta non tossica E tu, ragazzo, saresti pronto a sposare il bambino di unaltra se lei scaccia il traditore?

Dante inghiottì, annuì fervente:

Sono pronto. I figli di altri non esistono.

***
Aggiungere le erbe al cibo di Vera fu il compito più arduo, specialmente perché era già nauseata da mille cose. La sera, quasi a chiusura, Vera sentì un desiderio irresistibile di una zuppa istantanea.

Ti preparo io, siediti! esclamò Anna, corse al magazzino, afferrò una confezione di zuppa, controllò la sacchetta di Zaira, tirò un sospiro e tornò indietro.

Dante sedeva al tavolo, in silenzio. Sperava che Vera lasciasse il traditore, ma non era certo che il piano fosse giusto. Interferire nella vita altrui è un dilemma.

Anna espirò sollevata quando Vera finì lultima cucchiaiata. Anche lei, come Dante, era preoccupata, ma il senso del dovere aveva la meglio.

***
Il giorno dopo, Vera, come al solito, prese posto al finestrino dellautobus e guardò il paesaggio scorrere. Non sentì il conducente parlare al telefono, finché non annunciò:

Signori, scusate il disagio, ma faremo una deviazione per via di un ingorgo e di lavori al passo a livello.

Allora tutto si trasformò in un incubo il marito uscì da una casa sconosciuta, la bionda lo abbracciò, si baciarono come se fossero in un film romantico. Vera si lanciò verso il finestrino, il cuore a mille, la testa girò, il pancino pregò e il mondo divenne nebbia.

Si risvegliò in ospedale. La prima cosa che vide fu il volto preoccupato di Anna.

Veretta scusami, ma è colpa mia

Di cosa parli? balbettò Vera Ho visto Giò con Lidia. Davvero?

Giò entrò nella stanza, guardando Vera con occhi colpevoli, ma non riuscì a dire nulla.

Da quanto tempo lavori nottetempo per la signora Lidia? incalzò Vera.

Vera, ascolta, il dottore ti ha detto di non sforzarti, ma io voglio che tu capisca, se vuoi salvare la famiglia

Vai via! Quando uscirò, chiederò il divorzio! urlò Vera.

Giò balzò su e uscì, senza riuscire a chiedere scusa.

E il bambino? Lo sai? domandò Vera.

Il dottore ha detto che va tutto bene. Cera il rischio di aborto, ma è passato, rispose Anna.

Allora Dante entrò timidamente con una busta piena di frutta. La dottoressa, che lo seguì, fece una frase sulla quantità di visitatori.

Per favore, lasciatelo entrare, chiese Vera, seduta sul letto.

La dottoressa sospirò, fece cenno. Anna uscì, lasciando Dante da sola con Vera.

Vera, ero davvero preoccupato per te per te e il piccolo, iniziò Dante, balbettando.

Tu sei sempre stato preoccupato per me, sorrise Vera, a differenza di certi

Dimenticalo, rise Dante.

Anna spuntò di nuovo nella stanza:

Vera, devo confessare. Sono stata io a organizzare tutto perché tu sapessi della sua infedeltà. Non potevo stare a guardare. Per favore, non essere arrabbiata.

Vera rise, rifletté un attimo e rispose:

Mi arrabberei se sapessi e non ti fossi detta. Non mi piace mentire. A proposito, ho sognato una vecchietta. Diceva che il traditore non è il mio destino. Il destino è chi ti porta un dono quando ti svegli.

Guardò Dante, che la fissava senza distogliere lo sguardo.

Anna si sedette su una sedia, prese la mano di Vera e la accarezzò. Era convinta di aver fatto la cosa giusta. I traditori vanno eliminati finché è ancora tempo, così si può ricominciare da capo. Limportante è avere amici fedeli e persone che ti vogliono bene. E i piccoli problemi si risolveranno.

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