Non ti ama più. Ricomincia da te stessa senza di lui! Noi siamo felici insieme. Devi ammettere che non è normale vivere senza sentimenti. Marco non sta abbandonando suo figlio, ma sta lasciando te.

Vai via da me! gridò Bianca a Giulia, che piangeva senza sosta. Fatti una vita tua, senza di lui!

Ma Luca è mio marito. Abbiamo una figlia insieme. Non puoi edificare la tua felicità sulle rovine di qualcun altro.

Non cominciare! Non è naturale vivere senza sentimenti. Non è Luca che abbandona la bambina, sei tu che lo fai. Io non ho problemi che incontri sua figlia.

Bianca si voltò e se ne andò. Quella sera, Luca decise di mettere fine a tutto. Prese le sue cose e lasciò Giulia. Lei lo supplicava di non fare sciocchezze. Ma la sua ossessione era scoprire in cosa la rivale fosse superiore a lei.

Non posso più vivere al tuo fianco. Non mi importa di te. Non è come con Bianca. Ho iniziato a esistere solo ora con lei.

Passarono mesi. Allinizio Giulia era stordita, ma poi comprese che doveva andare avanti, anche se le costava. La figlia cresceva. Giulia, laureata in economia, decise di provare a cercare lavoro come contabile.

Durante il colloquio, il direttore dellazienda mostrò subito simpatia per lei. Rimase colpito dalla serietà e dalla voglia di migliorarsi di Giulia. Per fortuna, la madre di Giulia accettò di occuparsi della nipotina mentre lei lavorava.

Giulia si buttò anima e corpo nel lavoro, rinunciando per un po alla vita privata. Dopo qualche anno di impegno e fatica, divenne vice direttrice.

Lunico uomo con cui Giulia aveva rapporti frequenti era proprio il suo capo. Era molto gentile e premuroso con lei. Anche Giulia lo trovava piacevole, ma lui aveva moglie e figli, così lei non voleva nemmeno pensare di intromettersi nella sua vita.

Non si poteva dire lo stesso del loro nuovo direttore, Franco. Un giorno le disse senza giri di parole che avrebbe lasciato sua moglie per lei, che la amava in segreto da tempo. E che non si sarebbe mai sottratto ai suoi doveri di padre.

La ferita del passato ancora sanguinava in Giulia. Così era indecisa.

Le tornavano in mente le parole che, anni prima, aveva detto allamante di suo marito: Non puoi costruirti la felicità sulla sofferenza altrui.

Ma Franco non si arrese. Così, col passare dei giorni, il confine tra lavoro e sentimento si fece sempre più evanescente. Franco le ripeteva che non amava sua moglie, che il loro matrimonio era una svista, unabitudine che aveva finito per soffocare entrambi. Ma Giulia restava ferma. Aveva ascoltato una conversazione tra Franco e la moglie e conosceva bene il dolore di quella donna. Giulia non voleva strapparlo dalla famiglia. Sapeva che presto avrebbe dovuto affrontare la moglie di Franco, e ne era terrorizzata. Un giorno, mentre usciva dal lavoro, vide una donna che le si avvicinava. Capì subito chi fosse.

Quando fu a pochi passi, la donna restò lì, immobile, senza volto.

Sei tu? chiese lei.

Sì, sono io, rispose Giulia, quasi in un sussurro. Era Bianca davanti a lei.

Cominciò subito a persuadere Giulia che aveva avuto ragione. Non puoi costruire la vita sulla disgrazia degli altri.

Ricorda cosa mi hai detto anni fa! ribatté Giulia, glaciale.

Sì, ammetto di essermi sbagliata. Non avevo alcun diritto di portarti via Luca. Tutto torna, prima o poi, come un boomerang. Ma ti supplico, non portarmi via Franco. Non ho mai amato nessuno come amo lui. Per lui ho lasciato tuo marito. Non posso vivere senza di lui. Tu sei già stata al mio posto e conosci il dolore. Devi capirmi. E poi, la vita è un boomerang. Tu hai una figlia.

Basta! gridò Giulia.

Giulia non voleva vendicarsi della sua vecchia rivale, neppure se era Bianca. Ma Franco la persuase che anche lei meritava la felicità.

Giulia, se resto con lei saranno infelici in tre: io, tu e Bianca. Non cambierà nulla. Io non lamo, forse in fondo non lho mai davvero amata. Sono solo rimasto impigliato nella sua insistenza. Lascerò Bianca, comunque vada.

Giulia ci pensò e si rese conto che Franco avrebbe davvero sofferto restando con Bianca. Ma anche lei non sarebbe stata felice stando lontana. Proprio come in un sogno surreale, in una sera di vento tra i portici di Bologna, il suo cuore si sciolse. E allora decise che anche lei, finalmente, avrebbe dato una possibilità alla propria felicità.

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