Sai, questa storia la racconterei proprio come si chiacchiera tra amiche, rilassata dopo un caffè, magari sedute in cucina mentre fuori piove lieve. Allora, la nostra protagonista si chiama Chiara, una donna che voleva davvero trovare un amore vero. Un matrimonio sfortunato alle spalle già ce laveva, il suo ex marito Andrea, e un figlio ormai ventenne, Matteo.
Ti dico solo che tanti anni fa Chiara aveva beccato Andrea in una scena tragicomica: era rientrata da una trasferta di lavoro un giorno prima, e laveva trovato mezzo nudo intento a rifare in fretta il letto della loro camera. E nellaltra stanza, la sua miglior amica di sempre che preparava il caffè, con indosso proprio la vestaglia preferita di Chiara! Classico dramma da telenovela nostrana Dopo quello, il divorzio fu immediato: via lui da casa, via lamica dalla vita e stop a ogni comunicazione. Anche Matteo dovette tagliare i ponti col papà su imposizione di Chiara, allora giovane, neanche trentenne.
Sono passati più di dieci anni tra studi e fatica. Chiara nel frattempo si era buttata sulluniversità: prima la laurea magistrale, poi il dottorato, e a quarantanni era diventata professoressa ordinaria di letteratura allUniversità di Firenze. Aveva la cattedra, colleghi che la stimavano, eppure passati tutti quegli anni da single, lei non aveva mai spento la speranza di trovare la persona giusta. Diceva sempre: Troppo presto per sferruzzare sciarpe e crocette.
C’erano stati dei pretendenti, mica pochi! Uno, dopo il primo appuntamento, già le chiedeva di sposarlo e le aveva pure chiesto in prestito dei soldi (Tanto ormai siamo quasi famiglia). Il secondo, un vedovo, cercava una madre per i suoi tre figli. Al primo invito a casa, le aveva subito chiesto di cucinare per tutti: cena fatta, i bimbi sazi, ma Chiara, tornata a casa sua, aveva pianto per la pietà. Quei tre bambini le facevano tenerezza, e anche il padre sembrava perso come un orfano, ma lei non se la sentiva proprio di prendersi sulle spalle una famiglia così, allimprovviso. Forse sono troppo egoista, si ripeteva, ma sapeva che quella non era la sua strada.
Gli anni passavano e le alternative calavano di giorno in giorno. E quando era davvero a un passo dal rinunciare, ecco che nel mezzo dei suoi soliti giri, spunta lui. Antonio, un suo ex studente straniero tunisino, sì, di dieci anni più giovane, studioso brillante, e ora proprietario di una piccola stazione di servizio vicino Firenze. Una volta Chiara si ferma lì a far benzina, riconosce Antonio, si mettono a parlare e ricordano i tempi delluniversità, ridono tanto che sembrano due amici di vecchia data. Antonio, educato e gentile, lascia il suo biglietto da visita.
Da allora Chiara, ogni settimana, fa tappa da Antonio per la benzina e… per la compagnia! Lui la invita a cena fuori, a concerti di musica classica, è insistente ma mai pesante. Lei stenta a crederci, pensava fosse uno scherzo, ma Antonio non molla. Chiara se lo ricordava bene da studente: sempre con la testa sui libri, educato, mai una parola di troppo. E, si sa, era oggettivamente un bel ragazzo, il tipo che fa girare la testa a tutte quando passa nei corridoi.
Non era la prima volta che Antonio si faceva avanti: a suo tempo le aveva regalato una scatolina incisa a mano e dentro cera un bigliettino damore. Chiara era rimasta di sasso: aveva strappato il biglietto e spedito indietro la scatolina, rossa come un peperone. E lui, con tanta umiltà, le aveva chiesto scusa in corridoio, promettendo di rispettare i confini.
Gli anni passano, la vita fa il suo giro, e ora Antonio non è più il suo studente ma un uomo. Chiara pensa: Ormai siamo solo un uomo e una donna, che importa letà? E così, decide di lasciarsi andare. Comincia una storia che dire intensa è poco: uscite, cene a lume di candela, lui dolce e creativo, la fa sentire viva come una ragazzina. Lei lo chiama affettuosamente Toni, lui la chiama Lia. Insomma, ubriachi damore, come due ragazzini.
Ma la felicità ha sempre il suo prezzo. Antonio non le chiede mai di sposarlo. Sa che tornerà in Tunisia: la famiglia lì laspetta, la madre gli ha già scelto una sposa, si chiama Nadra, diciassettenne di famiglia rispettabilissima. Chiara, in fondo al cuore, sa di non poterlo seguire: come lasciare Matteo e la mamma? Non potrebbe mai. Sa anche che la famiglia di lui non accetterebbe volentieri una donna italiana, più grande, con un figlio. Così si dice: Meglio godersi ciò che cè, lasciare che le cose vadano come devono andare. Raccontava tutto questo alla madre: Starò con lui finché posso, poi si vedrà.
La mamma, tipica mamma italiana, con mille pensieri: Ma cosa te ne fai di uno straniero, figlia mia? Non ci sono abbastanza Tonini italiani? Io il mio benestare non te lo do! Guarda che il tuo ex marito ancora gira sotto casa e via di consigli. Perdonalo, no? Non vedi che aspetta solo un cenno? Almeno così Matteo avrebbe di nuovo il suo papà.
Mamma, Andrea mi ha tradito, te lo scordi? le rispondeva secca Chiara. La mamma però insisteva: Almeno Andrea si è pentito tu, con la tua testa dura e i tuoi libri, lhai lasciato solo e tutte le donne, si sa, ci provano con i mariti degli altri! E poi pensa a quando non hai perdonato il tuo, di papà!
Così Chiara si ritrova a pensare: Non lo so, magari sono troppo vecchia per Antonio. Aspetterò che sia lui a lasciarmi, io non ce la farei mai. E sua madre lì, che sospira: Anche una vecchia cavalla sogna il sale.
Dopo tre anni, Antonio saluta Chiara. Le dice solo: Ti porto sempre nel cuore, Lia. Le lascia la scatolina di legno, quella di tanti anni prima, ma questa volta con dentro un anellino dolcissimo, formato da due angioletti che tengono un cuore di diamanti. Il mio cuore resta qui con te, le sussurra, baciandola appassionatamente. Poi parte per la Tunisia.
Lanno dopo, arriva una busta con la foto del matrimonio: Questa è la mia sposa, Nadra. Ancora un anno, e unaltra lettera: Questa è la mia seconda moglie, Maryam (Da noi, in Tunisia, la poligamia si può ancora, le racconta). Chiara, guardando quelle immagini, non sente gelosia. In fondo pensa: Che ne sapete voi della vera passione, ragazzine?. Lunica cosa che la consola è quello sguardo triste che Antonio ha in foto. Forse ancora la pensa, chi lo sa. Ma comunque, si sa le vecchie fiamme si spengono quando arriva un vento nuovo.
Eh sì, la storia tra loro finisce così, una pagina che si gira. Matteo, il figlio di Chiara, nel frattempo si sposa e porta in casa la sua dolce metà. Nasce una bambina e Chiara chiede, col cuore stretto, di chiamarla Lia per non dimenticare mai quellamore daltri tempi che le aveva scaldato la vita.
Andrea, lex marito, dopo tanti tentativi e mille rimorsi, chiede a Chiara perdono: questa volta, tramite la suocera, che si mette di mezzo e la convince con la sua saggezza: Tuo marito ha sbagliato ma ha capito la lezione. E poi, chi non ha peccato? A camminare si inciampa, lo fanno tutti. L’importante è saper perdonare.
E così, Chiara e Andrea tornano a vivere insieme, si impegnano a non lasciarsi mai più. E adesso, pensa un po, Chiara ha pure finito un bel corso di maglia, e sferruzza calzini con motivi orientali per la sua nipotina Lia perché in fondo, certe storie damore, non finiscono davvero mai.






