Non voglio essere mamma! Voglio uscire di casa! Mi ha detto mia figlia.
Mia figlia, Caterina, è rimasta incinta a quindici anni. Per mesi ha tenuto tutto nascosto. Io e mio marito, Paolo, labbiamo scoperto solo quando era già al quinto mese di gravidanza. Lipotesi di interrompere la gravidanza non è mai stata presa in considerazione.
Non abbiamo mai saputo chi fosse il padre del bambino. Caterina ci ha spiegato che avevano avuto una storia di circa tre mesi, poi si erano lasciati. Non sapeva neppure bene quanti anni avesse lui.
Forse diciassette, forse diciotto, forse diciannove! rispondeva sempre così.
È stato per noi un vero shock ricevere quella notizia. Eravamo consapevoli che ci sarebbero aspettati momenti difficili. Inoltre, Caterina continuava a ripetere che desiderava il bimbo, che voleva essere mamma. Capivo, però, che non aveva idea di che cosa volesse dire davvero.
Quattro mesi dopo, ha dato alla luce un bambino meraviglioso: sano, robusto, bellissimo. Il parto è stato molto duro, e Caterina ci ha messo quattro mesi interi per riprendersi. Ovviamente, senza di me non ce lavrebbe mai fatta, così ho lasciato il lavoro per occuparmi sia di lei che del mio nipotino Lorenzo.
Una volta ripresasi, però, non ne voleva più sapere del piccolo. Dormiva di notte, e durante il giorno lo lasciava totalmente a me. Ho fatto di tutto: le parlavo, la pregavo, le spiegavo e a volte le urlavo addosso perché non mi aiutava per niente. Ed è stato allora che Caterina mi ha detto:
Vedo che lo ami davvero. Allora adottalo tu! Io farò la sorella nella sua vita. Non voglio essere mamma, voglio uscire con le mie amiche, andare a ballare in discoteca! Voglio divertirmi!
Allinizio credevo si trattasse di depressione post-partum. Ma non era così. Lei semplicemente non sentiva nessun affetto per il figlio.
Alla fine io e Paolo abbiamo deciso di tutelarci legalmente e abbiamo ottenuto laffidamento di Lorenzo. In quel periodo Caterina è diventata ingestibile: non ci ascoltava più, usciva la sera e rincasava allalba. Il bambino era completamente ignorato da lei.
Abbiamo vissuto così per anni. Pensavamo che niente sarebbe cambiato. Lorenzo però cresceva: nel giro di poco ha iniziato a camminare, poi a parlare. È un bambino allegro e solare, pieno di risate.
Quando Caterina rientrava a casa, lui correva verso di lei, la abbracciava e le raccontava tutto quello che aveva fatto. E, poco a poco, qualcosa è cambiato nel cuore di mia figlia: Caterina si è trasformata in una madre meravigliosa. Adesso dedica tutto il suo tempo libero a Lorenzo, lo riempie di abbracci e baci, e spesso mi confida:
Sono così felice di avere un figlio! È la cosa più preziosa che ho! Non lo lascerò mai a nessuno!
Io e Paolo siamo davvero sereni ora. Finalmente sentiamo che nella nostra famiglia è tornata la pace che tanto desideravamo.




