NONNA ANGELA CUSTODE: La storia di Elena, orfana cresciuta dall’amore della nonna, tra dolci ricordi…

NONNA ANGELA LANGELO CUSTODE

Lucia non aveva mai conosciuto i suoi genitori. Il padre aveva lasciato la madre quando era ancora incinta, e di lui non seppe più nulla. Sua mamma se ne andò quando Lucia aveva appena un anno: improvvisamente le diagnosticarono un tumore e in poco tempo si spense come una candela.

Fu nonna Agnese, la mamma della madre, a crescere Lucia. Da giovane, nonna Agnese aveva già perso il marito; così, aveva dedicato tutta la sua vita prima alla figlia e poi alla nipotina. Dai primi giorni, tra Lucia e la nonna si creò un legame profondissimo: bastava uno sguardo perché Agnese capisse di cosa la piccola Lucia avesse bisogno, e tra loro cera sempre intesa e comprensione.

La nonna Agnese era amata da tutti: dai vicini, dagli insegnanti della scuola, persino dai commercianti del quartiere. Spesso si presentava alle riunioni scolastiche con una cesta di crostatine e panzerotti appena sfornati, perché, diceva, non si può mica restare lì a parlare a stomaco vuoto, tutti stanchi dopo il lavoro. Non si metteva mai a giudicare gli altri né a spettegolare; anzi, molti si rivolgevano a lei per un consiglio o una parola buona. Lucia si sentiva fortunata ad avere una nonna così speciale.

La vita sentimentale di Lucia, invece, sembrava non voler decollare. Tra scuola, università, lavorosempre di corsanon trovava mai il tempo per se stessa. Aveva avuto qualche fidanzato, ma niente che lasciasse il segno. La nonna Agnese se ne crucciava.

“Ma insomma, Lucetta mia, perché sei ancora single? Possibile che non ci sia un bravo ragazzo per te? Che sei così bella e in gamba!” Lucia la prendeva a ridere, ma dentro di sé sentiva che era veramente ora di pensare a una famiglia: ormai aveva trentanni.

Poi, allimprovviso, la nonna Agnese se ne andò nel sonno, senza soffrire: il suo cuore si fermò dolcemente. Lucia era sconvolta, le sembrava tutto irreale. Continuava ad andare al lavoro, a far la spesa, ma ormai viveva sulle abitudini. A casa laspettava solo la sua gattina, Mimi. Lucia si sentiva persa e infinitamente sola.

Un giorno, mentre era sul treno regionale per Roma, leggeva un romanzo quando di fronte a lei si sedette un uomo elegante, sulla quarantina. Era ordinato e aveva un volto interessante. Lucia notò che la osservava, ma quellattenzione non la infastidiva, anzi. Luomo, che si chiamava Alessandro, le chiese quale libro stesse leggendo. Di libri, Lucia avrebbe potuto parlare per ore. Sembra una scena di un film italiano, pensò sorridendo tra sé. Quando arrivò la sua fermata, Lucia quasi non voleva scendere tanto era piacevole la compagnia. Alessandro la invitò a continuare la conversazione in una pasticceria lì vicino, e Lucia accettò con entusiasmo.

Da quellincontro iniziò una relazione travolgente. Si cercavano ogni giorno al telefono, tra messaggi e chiamate, anche se riuscivano a vedersi meno spesso visto che Alessandro era spesso preso dal lavoro. In realtà, lei sapeva poco di lui: evitava discorsi sulla famiglia o sul passato e non parlava mai troppo del suo mestiere. Ma a Lucia bastava così: dopo tanto tempo sentiva finalmente di essere felice.

Un giorno, Alessandro la invitò a cena in un ristorante elegante e le fece capire che quella serata sarebbe stata speciale. Lucia capì subito: lui voleva chiederle di sposarlo. Era al settimo cielo: finalmente, anche lei avrebbe avuto una famiglia, un marito, magari dei bambini. Peccato che la nonna non fosse più lì a vedere quel momento tanto desiderato.

Quella sera, Lucia non faceva che pensare a cosa indossare. Si mise a sfogliare le collezioni di abiti sui siti italiani, cercando qualcosa di bello da comprare. Alla fine, si addormentò con il telefono ancora in mano.

Le sembrò, allora, di sognare la nonna. La vide entrare nella stanza col suo vestito a fiori preferito e sedersi vicino a lei accarezzandole i capelli. Lucia si illuminò: Nonna, ma tu non ci sei più, come sei arrivata qui? Tesoro mio, io non me ne sono mai andata. Sono qui accanto a te, sempre. Ti parlo dal cuore: stai attenta, non fidarti di quelluomo. Fidati della tua nonna.” Poi, Agnese sparì come una brezza leggera.

Lucia si svegliò turbata. Era stato solo un sogno? Ma il disagio rimase: perché la nonna le aveva detto di non fidarsi di Alessandro? Lui sembrava perfetto. Scosse il capo e tornò a cercare labito, ma non riuscì più a concentrarsi.

Arrivò il sabato della cena. Lucia scelse alla fine un vestito che aveva già nellarmadio. Era tesa, e Alessandro se ne accorse: Va tutto bene, amore? le chiese. Sì, sì, sto bene tentò di rassicurarlo. Durante la serata, Alessandro provò a farla ridere con delle battute, e alla fine, proprio come nelle commedie italiane, si inginocchiò davanti a lei con un anello in mano.

A Lucia mancò il respiro, le girava la testa; in quel momento, le sembrò di rivedere la nonna riflessa nel vetro della finestra, lo sguardo fisso su di lei. Lucia capì: era un segno. “Mi dispiace, Alessandro, io… non posso”, sussurrò. “Perché? Che succede?” “Niente, è solo che nella vita ho sempre ascoltato la mia nonna.” E senza spiegare altro, fuggì via dal ristorante. Alessandro la seguì furioso, urlando e insultandola: “Ah, e allora che resta? Vai pure a casa con la tua Mimi, chi vuoi che ti prenda, povera illusa!” E se ne andò.

Lucia rimase scioccata; il suo adorato Alessandro, così raffinato, colto, tenero… E tutto il suo sogno di famiglia svanì in un attimo.

Il giorno dopo, si presentò allufficio del suo vecchio compagno di scuola, Andrea, che ora lavorava alla Polizia di Stato. Gli spiegò la vicenda e gli lasciò una foto del suo fidanzato.

Dopo due giorni, Andrea la richiamò: Lucia, non ho buone notizie. Alessandro è un truffatore. Conosce donne sole, le sposa, si fa intestare la casa o chiede prestiti per finti affari, poi le abbandona senza nulla. Ha già diversi precedenti penali. Ti è andata bene che te ne sia accorta in tempo.

Lucia non riusciva a crederci. Come aveva fatto la nonna a saperlo? Forse davvero, da qualche parte, la proteggeva ancora. Con gratitudine, andò al supermercato, comprò un po di pasta, del vino, qualcosa di buono per Mimi, e tornò a casa con il cuore leggero. Sapeva di non essere sola: la nonna era sempre lì, invisibile, ma pronta ad aiutarla.

Si dice che le anime dei nostri cari rimangano come angeli custodi: ci accompagnano e ci proteggono dagli sbagli più grandi. Lucia ora ci credeva. E se cè una lezione da imparare, è che bisogna sempre ascoltare il cuore e la voce di chi ci ha amati davvero, perché quella non sbaglia mai.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

fourteen − 6 =

NONNA ANGELA CUSTODE: La storia di Elena, orfana cresciuta dall’amore della nonna, tra dolci ricordi…