NONNA ANGELA LANGELO CUSTODE
Non avevo alcun ricordo dei miei genitori. Mio padre aveva lasciato mia madre quando era ancora incinta di me, e da allora non abbiamo mai più saputo nulla di lui. Mia madre se nera andata quando avevo solo un anno. Le avevano scoperto un tumore improvvisamente, e in pochissimo tempo si era spenta come una candela consumata dal vento.
Ad accudirmi era rimasta Nonna Anita, la madre di mia mamma. Anche lei aveva perso il marito da giovane e aveva dedicato tutta la sua vita a mia madre prima, e poi a me. Fin da piccolo tra me e nonna si era creata una connessione profonda e speciale. Non le serviva nemmeno domandare: sapeva sempre cosa desiderassi e fra noi lintesa era naturale.
Tutti in paese volevano bene a Nonna Anita. Dai vicini ai professori delle scuole, chiunque la conoscesse la stimava. Alle riunioni di classe arrivava sempre con un cestino di biscotti fatti in casa, Non è giusto restare a stomaco vuoto, siete tutti stanchi dal lavoro, diceva. Mai uno sparlare o una cattiveria: a lei ci si rivolgeva per un consiglio, e il suo aiuto era per tutti. Io mi sentivo fortunato ad avere una nonna così.
La mia vita sentimentale però non era fortunata. Prima la scuola, poi luniversità, quindi il lavoro: sempre di corsa, sempre qualcosa da fare. Le ragazze certo non mancavano, ma nessuna mi aveva mai davvero colpito. Nonna Anita ci pensava spesso.
Ma come mai, Marco, che sei ancora solo? Possibile che non ci sia una brava ragazza per te? Guarda che bel ragazzo che sei, e anche intelligente. Io scherzavo per sviare, ma in fondo capivo che forse era ora di formare una famiglia: trentanni non sono pochi.
La morte di nonna Anita fu un colpo improvviso. Una mattina non si svegliò più, il cuore le si era fermato durante la notte. Io ero distrutto: non riuscivo a capacitarmi della sua assenza. Continuavo ad andare al lavoro, a fare la spesa, ma lo facevo senza pensarci davvero. A casa, ad aspettarmi, cera solo la mia gattina, Gelsomina. La solitudine mi pesava molto.
Un giorno presi il treno per andare in centro e mi immersi nella lettura di un romanzo. Davanti a me si sedette un uomo sulla quarantina, ben vestito e dai modi gentili. Mi fissò per un po, ma stranamente mi fece piacere. Iniziò a parlarmi proprio di libri; e di libri avrei potuto parlare per ore. Sembra una scena da film, pensai tra me e me. Era ora di scendere, ma non avevo alcuna voglia di tornare a casa. Il mio interlocutore, Lorenzo, mi propose di prendere insieme un caffè in un bar poco distante. Accettai contento.
Da quel giorno nacque fra noi una storia travolgente. Telefonate quotidiane, messaggi continui, uscite meno frequenti per via del suo lavoro. Di Lorenzo però sapevo poco: sfuggiva sempre alle domande sul passato, sulla famiglia e sulla sua professione. Stranamente questo non mi pesava, ero felice come mai lo ero stato prima.
Un sabato, Lorenzo mi invitò a cena in un ristorante elegante accennando che la serata sarebbe stata speciale. Capivo bene quello che stava per accadere: era certo pronto a chiedermi di sposarlo. Ero emozionato, finalmente la vita che avevo sempre desiderato era lì, a portata di mano. Solo un pensiero mi rattristava: peccato che nonna non avesse potuto vedere questo momento.
La sera, disteso sul divano, pensavo già a cosa indossare per quelloccasione importante. Da sempre preferivo acquistare i vestiti online. Iniziai a sfogliare cataloghi e mi addormentai col telefono in mano.
Sognai: la nonna entrava nella mia stanza, indossando il suo abito preferito, si sedeva accanto a me e mi accarezzava i capelli. Quanta gioia nel rivederla, anche se ero consapevole che non cera più. Nonna, ma come fai a essere qui? chiesi. Marco, io non me ne sono mai andata, sono sempre con te, ti vedo e ti sento, anche se tu non mi senti. Stai attento, non uscire con quelluomo, non porta niente di buono. Fidati della tua nonna. Detto questo, si dissolse nellaria.
Mi svegliai turbato, senza capire. Avevo appena visto la nonna ma non cera più nulla. Realizzando che era solo un sogno, ripresi la ricerca del vestito, ma lansia non mi mollava. Perché nonna mi aveva avvertito così? Cosa poteva saperne di Lorenzo? Eppure dentro di me si insinua un dubbio. Alla fine, pieno di pensieri, mi addormentai di nuovo senza aver scelto nulla.
Si avvicinava il giorno X e ancora non avevo deciso come vestirmi. Sentivo unagitazione che non riuscivo a spiegare, e nella testa continuavano a risuonare le parole della nonna. Non avevo mai avuto sogni premonitori, ma il legame con la nonna era profondo, e se lei aveva voluto avvertirmi… forse dallaltra parte vedeva e sapeva cose che io ignoravo.
Infine arrivò il sabato. Andai al ristorante col primo abito che trovai. Non ero di buon umore, e Lorenzo se ne accorse subito.
Qualcosa non va, amore?
No, tutto bene, risposi forzando un sorriso.
Lui fece finta di credermi, provò a scherzare e farmi ridere. Alla fine della cena, proprio come nei film, si inginocchiò e mi porse una scatoletta con un anello.
Mi sentii gelare il sangue, mi girava la testa e sentivo un ronzio nelle orecchie. Allimprovviso, scorsi limmagine di nonna che mi guardava dalla finestra. Era ferma e silenziosa. Capii subito che era un segnale.
Scusami, Lorenzo, non posso
Perché? Ho sbagliato qualcosa?
No, ma io ho sempre dato retta a mia nonna, e corsi fuori dal locale.
Lui mi rincorse, gli occhi pieni di rabbia, iniziò a strattonarmi e urlare: Ah, quindi non vuoi sposarmi, eh? Meglio così, stai pure con la tua gattina! Tanto chi vuoi che ti voglia, poveraccio! E se ne andò.
Ero scioccato. Questo era il mio Lorenzo, colto, gentile, affettuoso Ecco che marito e famiglia avrei potuto avere.
Il giorno dopo andai dal mio amico Riccardo, che lavora come dirigente alla questura. Aveva sempre aiutato i vecchi compagni di scuola. Gli chiesi se poteva fare qualche verifica su Lorenzo e gli diedi tutte le informazioni in mio possesso.
Dopo 24 ore mi richiamò.
Marco, non ho buone notizie Il tuo Lorenzo è un truffatore seriale. Conosce donne sole, le sposa, si fa intestare la casa, le convince a fare enormi prestiti per il suo finto business e poi le sbatte fuori e chiede il divorzio. È già stato mandato a processo più volte. Ti è andata bene ad averti tirato indietro!
Accidenti Come poteva la nonna saperlo? Mistero. Grazie nonna, che continui a proteggermi.
Sono andato a fare la spesa, ho comprato le crocchette per Gelsomina e sono tornato a casa con passo leggero, certo di non essere mai davvero solo, con nonna sempre accanto
Dicono che le anime dei nostri cari ci osservano, diventano angeli custodi che ci proteggono da ogni male Voglio tanto credere che sia vero.






