Ogni incontro ha il suo momento

“Per ogni incontro c’è il suo momento”

“Perché l’amore se ne va? C’era, c’era davvero. Ero così felice che non vedevo altro intorno. Lo amavo, vivevo solo per lui. E mi sono persa il momento in cui è cambiato. Sciocca ingenua. Me lo merito. Mi sono rilassata. E non avrei dovuto.” Grazia fissava dalla finestra le cime degli alberi che ondeggiavano al vento. Il ghiaccio sulle strade era cosparso di sale. Senza neve da giorni, il cortile era diventato grigio.

“Pensavo solo a lavare, stirare, cucinare piatti prelibati. E lui voleva passione, un corpo giovane. La crisi di mezza età. Avevo notato che si vestiva più giovane, ma pensavo volesse fermare il tempo… Chissà se lei sa cucinare bene? O mangiano sempre al ristorante? Santo cielo, a cosa sto pensando? È troppo doloroso. Sono passati mesi, e ancora non riesco a calmarmi. Forse non ci riuscirò mai.

Che giorno è oggi? — Grazia ci rifletté. — Il 14 gennaio. La festa di Sant’Antonio. E io qui, a casa, come una vecchia. Basta, mi sistemo e vado a fare shopping.”

Mise la tazza del caffè vuota nel lavandino e andò in bagno. Aprì l’acqua, si tolse la vestaglia e entrò nella vasca. Premette la levetta per passare alla doccia, ma si bloccò. Grazia ci spinse più forte, e quella si staccò, cadendo nella vasca mentre l’acqua schizzava ovunque. Provò a chiudere il rubinetto, ma niente da fare.

Dovette uscire e chiudere l’acqua dal contatore. Il flusso si ridusse, ma continuava a gocciolare. Decise di non indossare la vestaglia bagnata. Tornò in camera, infilò dei pantaloni e una maglietta. “Ecco, fatta la doccia. Tutto va storto. Anno nuovo, problemi vecchi. Quante volte avevo detto a mio marito che la levetta si bloccava? Ma non aveva mai tempo…” borbottò Grazia mentre asciugava il pavimento.

Poi chiamò l’amministratore. Qualcuno doveva esserci per le emergenze. I lunghi squilli la irritarono. E se non rispondeva nessuno? Chiamare suo marito? No, non si sarebbe umiliata. Finalmente, una voce stanca rispose:

“Pronto.”

Grazia immaginò una donna arrabbiata, sovrappeso, esausta dalle lamentele.

“Mi si è rotto il rubinetto in bagno!” urlò senza motivo.

“Ha chiuso l’acqua?”

“Sì.”

“L’idraulico verrà lunedì.”

“Lunedì? Due giorni senza acqua? Il bagno, la cucina… tutto è collegato!”

Un sospiro esasperato dall’altra parte.

“L’idraulico è già in un altro appartamento. Appena finisce, passa da lei.”

“Quanto ci vuole?” Grazia temeva che riattaccasse. “L’acqua continua a gocciolare! E se scoppia un tubo?”

“Signora, aspetti. Arriverà.”

Grazia voleva protestare, ma la linea era già morta. “Devo aspettare. Dio, cosa ho fatto per meritarmelo?” Continuò a maledire il marito che l’aveva lasciata sola con i rubinetti vecchi. Ma a cosa serviva?

Alla TV c’era una serie. Grazia si distrasse così tanto che dimenticò l’acqua. Quando suonarono alla porta, non ricordò subito chi potesse essere. Guardò l’orologio: solo un’ora e venti minuti. Veloce.

Aprì. Sulla soglia c’era un uomo distinto, sui sessant’anni, capelli grigi, ben vestito.

“Ha chiamato l’idraulico?”

“Lei è l’idraulico?” Grazia era scettica.

“Non ci somiglio?” L’uomo sorrise, con quelle rughe agli angoli degli occhi.

“Non proprio. Di solito sono più…” Fece un gesto vago con la mano.

“Ha ragione. Non sono l’idraulico. Ma posso riparare il rubinetto.”

“E allora lei è…?”

“Sono un vicino. Lui ha festeggiato troppo Sant’Antonio e non è in grado di lavorare. La moglie mi ha chiesto di sostituirlo, altrimenti lo licenziano. Lei è disabile, hanno due figli.” L’uomo tacque, aspettando un invito. “Allora, aspetta lunedì o mi fa vedere il danno?”

“Sì, certo, entri.” Grazia fece spazio.

L’uomo posò a terra una borsa di attrezzi e entrò in bagno.

“Ha chiuso l’acqua? Bene.” Esaminò il miscelatore. “Serve una nuova levetta. Ma è vecchio, arrugginito. Non durerà. Meglio cambiarlo tutto.”

“Lei sa meglio di me,” disse Grazia rassegnata.

“Non si preoccupi, sistemerò tutto. Vado a comprare il pezzo.”

“È costoso?” si agitò Grazia, pensando al portafoglio.

“Le porterò lo scontrino. Tranquilla.” Aspettava un consenso.

“Va bene,” disse senza entusiasmo.

“Posso lasciare la borsa qui?” L’uomo uscì.

“Forse dovevo aspettare lunedì? — pensò Grazia, sconsolata. — Senza acqua due giorni? No.” Scaldò l’acqua per il tè, ne bevve una tazza, poi suonarono di nuovo.

Sulla soglia, l’idraulico, ansimante.

“Vede, sono veloce.” Entrò direttamente in bagno.

Grazia andò in cucina, fissando la strada. “Gli offrirò un tè. Si è sforzato, è corso fin qui.”

“Tutto a posto, signora,” la chiamò.

Grazia si voltò. L’idraulico sorrideva soddisfatto.

Andò in bagno, lo scrutò. Pensava di dover pulire, ma era tutto in ordine. Un rubinetto nuovo, quasi uguale al vecchio, luccicava. Aprì l’acqua. Un getto robusto colpì la vasca. La levetta funzionava perfettamente.

“Fantastico! Quanto le devo?”

“Niente. È un’emergenza. Ecco lo scontrino per il miscelatore.”

Grazia prese il portafoglio, contò i soldi, ne aggiunse altri mille.

“Non posso così. Ha perso tempo per me, è andato a comprare…”

Lui contò.

“Questi sono per il suo vicino, con la moglie disabile.”

“Grazie, glieli porterò.” Infilò i soldi in tasca.

“Vuole un tè? Se non ha altro da fare,” propose Grazia.

“Volentieri.” Sorrise di nuovo. “Mi lavo le mani.”

Grazia accese il gas. Il bollitore fischiettò. Preparò il tè, mise zucchero e una scodella di biscotti.

“Mamma mia! Da quanto non mangio dolci fatti in casa!” Addentò un biscotto a metà. “Buonissimi!”

La guardava, quell’uomo sconosciuto, seduto al posto di suo marito per ventidue anni. “Traditore,” si ricordò.

L’uomo colse il suo malumore.

“Qualcosa non va?”

“No.” Grazia sorrise. “Sembra strano, vero? Un uomo a casa mia…” La voce le tremò. “Lei che lavoro fa?”

“Militare in pensione. Sono tornato nella mia città. Qui c’era la casa dei miei.”

“E la famiglia?” chiese, senza sapere perché.

“C’era. Una moglie. Un figlio. Ma lei era stanca dei trasferimenti, se ne andò vent’anni fa con mio figlio. Ho fatto dei lavori in casa, ma ora… non so cosa fare.” Parlava sempliceGrazia sorrise, e mentre la neve cadeva fuori dalla finestra, capì che a volte la vita offre una seconda possibilità proprio quando sembra che tutto sia perduto.

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