Mamma, che profumo delizioso cè qui mi sta facendo venire lacquolina! Puoi darmi anche a me uno di questi? Non ho mai assaggiato una cosa del genere, sussurrò la vecchia, stringendo al petto la borsa di cui si era occupata tutta la giornata in città.
Era giunta a Napoli per il ricovero del marito, non per una piccola indulgenza. Stanca, affamata e con il pensiero costante al suo caro ammalato, si fermò davanti a un chiosco di hamburger, gli occhi spalancati come quelli di un bambino. Cinque euro in mano, un desiderio nel cuore e una buona dose di vergogna nello sguardo: chiedere qualcosa per sé, a quelletà, dopo una vita spesa a dare agli altri, non è affatto semplice.
La sua voce era calda ma pudica, quasi a chiedere perdono per il semplice fatto di volere un piccolo piacere. Il foulard le avvolgeva strettamente sotto il mento, mentre il vecchio cappotto gravava sugli spalle. Aveva superato di gran lunga letà in cui la gente pensa a sfizi, ma laroma di carne alla griglia e di pane tostato le riportò alla mente ricordi ormai dimenticati.
Aveva trascorso lintera giornata al reparto, seduta su una sedia di plastica accanto al letto del marito, ascoltando i bisbigli dei monitor e osservando le infusioni. Non ricordava nemmeno lultima volta che avesse mangiato un vero pasto. Tra visite, esami e preoccupazioni, la fame non era più una priorità finché quella sera non successe limprevisto.
Uscita dal cortile dellospedale, il gelo le colpì le ossa. Il bagliore caldo del chiosco la attirò come un richiamo dinfanzia. La carne sfrigolava sulla piastra, una salsa scendeva sulla lattuga, e il panino era dorato e soffice. Per lei sembrava una scena di un film.
Con mano tremante infilò la mano nella tasca del cappotto spesso e ne estrasse una banconota da cinque euro, stropicciata, quasi come una foglio di preghiera. La tese con le dita sottili, scolpite da una vita di lavoro nei campi e nei boschi.
È tutto quello che ho, mamma se mi potete preparare un piccolo panino basta così lo porterò anche al nonno, per dargli un sorriso, per addolcire un po lamarezza, chiese.
Il ragazzo del chiosco, Marco, si fermò. Il frastuono della città si attenuò per un attimo. Guardò la mano tremante e la banconota, che raccontava più di mille parole. In quel momento la sua mente volò alla nonna che lo aveva cresciuto. Si ricordò delle serate in cui, al ritorno da scuola, la trovava ad aspettarlo alla porta con una polenta fumante e del formaggio, spezzandogli un pezzetto di carne per metterglielo nel piatto, dicendo: Sei giovane, ti serve energia.
Lei non comprava nulla per sé, ma aveva sempre qualcosa pronto per lui. Marco prese un respiro profondo, rimise la banconota nella mano della signora e le strinse delicatamente le dita.
Signora, conservi questi soldi per sé. Il panino è offerto dalla casa. Anzi, ne facciamo due: uno per lei e uno per il nonno.
La nonna strinse gli occhi, cercando di trattenere le lacrime.
Non posso, figlio non sono una povera di sussidi metto il mio cuore in questo panino.
Lui sorrise con dolcezza.
Sa cosa mi ha insegnato la mia nonna? Che se Dio ti ha dato due mani, una è per lavorare e laltra per aiutare. Lasci che oggi sia io il nipote che la aiuta.
Iniziò a preparare il panino con una cura speciale. Scelse il panino più morbido, selezionò il pezzo più succulento di carne, aggiunse verdure fresche e versò la salsa come se stesse cucinando per la sua famiglia. Ne fece un altro identico e glielo porse con delicatezza, come due piccoli tesori.
La nonna osservava le sue mani al lavoro, senza riuscire a credere a ciò che vedeva.
Che Dio le dia ancora tanti giorni, ragazzo oggi mi ha fatto dimenticare il freddo, lospedale e le difficoltà. Non so se siano i panini a essere buoni o il suo cuore.
Lui rise piano, ma nei suoi occhi brillava lemozione.
Se la nonna mi vedesse adesso, direbbe: Bravo, ragazzo, non hai dimenticato quello che ti ho insegnato!.
La donna si allontanò lentamente, stringendo le scatole al petto come fossero doni sacri. Non si trattava solo di cibo. Era il fatto che, in una città frenetica, qualcuno si fosse fermato a vederla, a fermare il suo passo. Una donna semplice, stanca, ma ancora piena di dignità.
Quella sera non solo i loro stomaci furono saziati. Si colmò anche una vecchia ferita, quella di sentirsi invisibili tra la gente. Il vero nutrimento fu, in realtà, lumanità.
Se anche tu credi che il mondo abbia bisogno di più gentilezza come quella di quel giovane, scrivi Esistono ancora cuori buoni nei commenti e condividi la storia. Forse oggi aiuterà qualcuno a ricordare di essere umano per una nonna che porta sulle spalle più preoccupazioni degli anni.






