Ohi, ragazze, avete visto quella donna nella nostra stanza? È già un po’ avanti con l’età… – Sì, ha i capelli grigi. Probabilmente ha dei nipoti, eppure è tornata a chiedere un bambino, alla sua età…

Ragazze, avete visto la signora che è nella nostra stanza? È già anziana chiede una delle infermiere.

Sì, è tutta bianca. Deve avere dei nipoti, ma è qui perché ha chiesto aiuto per il bambino, nonostante letà

Io la mamma mi sembra più giovane di lei. Chissà quanti anni ha il suo marito?

È silenziosa, cupa. Non parla con nessuno.

Forse è per questo che non si apre. Noi la chiamiamo Antonietta, ma forse dovremmo usare il suo nome completo

Nel reparto di maternità si accende una discussione animata non appena una delle future mamme esce dalla stanza per un attimo.

La vita di Antonietta è difficile. Quando Ginevra aveva quattro anni, tutta la famiglia si ammalò di tifo. La madre, il padre, il fratellino di un anno e il nonno non resistettero. Da allora Ginevra è cresciuta con la nonna Maria, una donna severa e autoritaria, che non le ha mai mostrato affetto.

Nel quarantesimo anno di vita, Ginevra e Vittorio compiono tredici anni. Vivono in due paesi diversi, ma si trasferiscono al centro della provincia per lavorare in una fabbrica, dove cè carenza di operai.

Lì, vicino alla fabbrica, abitano e si incontrano. Da giovani, lavorano senza sosta, al pari degli adulti.

A quindici anni Vittorio parte per il fronte. Ginevra, ragazza vivace con capelli rossocopperi, vuole seguirlo, ma non lo accettano. Le dicono che al fronte serve più la gente che rimane in casa, e che cè ancora bisogno di lavoratori come lei.

A diciotto anni Ginevra e Vittorio si sposano, ma il matrimonio non è celebrato con festa. Gli anni del dopoguerra sono duri, non cè tempo per le cerimonie.

Ginevra, non gradita alla nonna, si trasferisce dal marito. I loro villaggi distano trenta chilometri.

Un anno dopo nasce il loro figlio, chiamato Basilio. I giovani genitori sono felici, regna lidillio. Dopo tante prove, finalmente godono di una felicità meritata.

Ma la gioia è breve.

A sei anni Basilio compie gli anni. Ginevra e il marito vivono ancora in armonia, suscitando invidia nel villaggio. Vittorio lavora come fornaio; i suoi pani sono famosi in tutta la zona.

Chiama Vittorio a installare un forno in un paese vicino, dallaltra sponda del fiume. Porta con sé Basilio, perché Ginevra è al lavoro. È una notte gelida, il freddo è intenso, e attraversano il fiume ghiacciato.

Vittorio porta un pesante cassetto di attrezzi, perché usa solo i propri strumenti, rifiutando quelli altrui.

Basilio corre felice, ascoltando poco il padre che gli chiede di stare vicino. Quando mancano venti metri alla riva, il ragazzo scivola su una zona di neve fresca. Vittorio si lancia per salvare il figlio, ma

Antonietta, già a venticinque anni, perde il marito e il figlio. Non sopporta più vivere in una casa che le ricorda loro e, in preda al dolore, torna al villaggio natale dalla nonna Maria.

Ginevra si chiude in se stessa, la vita perde ogni senso. Non pensa più a costruire una nuova famiglia.

Antonietta compie trentatré anni. Senza marito e con un bambino piccolo, Ginevra decide di affrontare la situazione con consapevolezza.

Sa bene quali difficoltà la attendono, ma la solitudine la spaventa più di qualsiasi ostacolo futuro.

Il villaggio di Ginevra è isolato; arrivarci non è semplice. Con il gelo che avvolge la zona, teme che laiuto possa tardare, così la donna arriva in ospedale in anticipo, preoccupata per la salute del bambino, ormai in età delicata.

Fin dal mattino Ginevra è agitata, percorrendo i corridoi dellospedale come unombra: diciotto anni fa aveva perso il marito e il figlio. Il tempo non guarisce il dolore, non lo attenua.

Diventa madre di un sano bambino, che chiama Dario. Ricorda sempre che Basilio sognava un fratellino.

Comprami un fratellino diceva. Papà mi ha fatto così tanti giochi! Giocherò con il fratellino.

Come lo chiamerai? chiede il padre.

Dario!

Allora sarà Dario! esulta Vittorio, guardandosi negli occhi con Ginevra.

Ginevra, speranzosa, è al corrente del progetto. Decidono di non parlare a Basilio di certe cose per un po. Quando perse il marito e il figlio, la perdita le spezzò il cuore.

E ora Dario è qui, proprio come Basilio aveva sognato.

La nonna Maria accoglie Ginevra e il neonato con disagio, appena usciti dallospedale.

Ancora piangi, gioia mia? la rassicura Ginevra, coccolando il piccolo.

Che vergogna… brontola Maria con voce graffiante. Tutto il villaggio parlerà della tua disgrazia.

Da una settimana non mostro il naso fuori, perché comincerebbero i pettegoli. Cosa dirò alla gente? Che la mia nipote è impazzita?

Nel villaggio le chiacchiere non mancano mai. Niente scuote di più i paesani di una donna ventiquattrenne rimasta sola e del suo neonato.

La nonna rimprovera Ginevra senza pietà. Ma dopo un anno, Maria, ormai energica per la sua età, muore improvvisamente.

Ginevra piange, nonostante tutto, perché è stata lei a crescere sua nonna.

Dario cresce bello e forte, alto, occhi scuri, un vero bel ragazzo, totalmente diverso da sua madre, che lo ama teneramente.

A settanta anni Ginevra diventa nonna. Dario, apprendendo della nascita della sorella, parte con la madre in ospedale. Sua moglie, Serena, è al primo piano.

Serena, Serena! grida il padre felice. Mostrami la figlia!

Serena si avvicina alla finestra, tenendo il bambino tra le braccia. Ginevra sorride, asciugandosi le lacrime.

Guarda, mamma, è rosetta! È così simile a te! esclama Dario. Per Antonietta è una gioia vedere il nipotino felice. Così, anche se la vita è stata dura, il futuro non spaventa più.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

12 − twelve =

Ohi, ragazze, avete visto quella donna nella nostra stanza? È già un po’ avanti con l’età… – Sì, ha i capelli grigi. Probabilmente ha dei nipoti, eppure è tornata a chiedere un bambino, alla sua età…