Oksana torna dalla mamma e dalla sorellina a Capodanno senza avvisare nessuno, per fare una sorpresa…

Alessandra arrivò di sorpresa dalla mamma per Capodanno. Non aveva detto nulla a nessuno: voleva fare una vera sorpresa. Giunta davanti al portone del condominio, bussò, battendo piano le nocche come se volesse invitare la fortuna a cena. Dopo pochi istanti, la porta si spalancò e le saltò addosso la sorellina, piccola Giulia! La giornata volò via fra risate, abbracci e quel vortice di preparativi tipicamente italiano. Mentre lei e la sorella tagliuzzavano insalate, la mamma infornò la specialità preferita di Alessandra: larrosto alla pizzaiola.
Lo sapevo che arrivavi, disse la mamma, giocando a fare la maga. Ma pensavo, chissà, magari non saresti sola. Da quando è finita con Matteo non ti vedo più con nessuno
Dai mamma, lasciamo stare, fece Alessandra, allontanando il discorso come un moscerino a fine estate.

Allimprovviso, il cellulare di Alessandra squillò. Guardò il display e le cade quasi il vassoio dal colpo: era proprio lui

Oddio, amo e detesto il Capodanno allo stesso tempo, pensava Alessandra la sera prima, mentre spulciava tabelle Excel e sgranocchiava taralli davanti al computer. Fra bilanci, scartoffie e revisioni non ne posso più. Domani è lultimo giorno, poi finalmente due settimane di libertà. Non vedo lora di respirare e rivedere mamma e Giulia.

Mancava ancora il regalo per la mamma; per Giulia era già pronto da mesi: un nuovo smartphone preso in offerta.
E di sera, il treno. Il biglietto lo aveva comprato ai primi di dicembre, per non sbagliare.
Se il capo non mi lascia, lo rendo e amen, aveva pensato. Posto basso in cuccetta: comfort prima di tutto.

Quella notte però Alessandra fece un sogno strano: si ritrovava in un bosco, davanti a una bimbetta di sei anni, seduta su un tronco, tutta sola con un libro in mano.
Ti sei persa? Dove sono i tuoi genitori? le chiese.
La bimba la guardò seria:
Non mi sono persa, è che ancora non mi sono trovata. Ma tu, svegliati, non perdere il tuo destino! Stasera lo incontri. Forza che hai ancora quel bilancio da chiudere!

Alessandra si svegliò di colpo, con il cuore in gola. Guardò lora:
Madonna santa, stavo per fare tardi! Lunica cosa da non fare oggi, proprio oggi che è prevista lultima verifica alle nove in punto e ho il bilancio pronto.

Si alzò a razzo, il sogno svanito come un cornetto allalba.
Quindici minuti in modalità centrifuga e già stava finendo mascara e sistemando la sciarpa.
Caffè? Direttamente in ufficio. Giù il cappotto e via verso la fermata: meno male che il lavoro era a cinque fermate e stavolta un posto libero in autobus cera.

Sullautobus Alessandra buttò lo sguardo in giro e davanti a lei la bimba del sogno!
La piccolina le fece locchiolino e in quel momento uno dietro di lei, zaino rigido e faccia da turista tedesco, la fece quasi cadere. Alessandra gli lanciò una bella occhiata alla milanese nervosa e quando riguardò avanti, la bimba era sparita.
Sarà la stanchezza, sarà linsalata russa di ieri che sogni assurdi! pensò.

In ufficio, tutti già presi dal panico pre-festivo. Alessandra entrò nella mischia come una napoletana la mattina di Pasqua.
Grazie al cielo, il controllo andò liscio come una carbonara ben mantecata. Il capo alzò il pollice e, dieci minuti dopo, la fece chiamare nel suo studio.

Brava Alessandra, promesso è promesso: sei libera. E per il tuo impegno, le porse una busta. Felice Anno Nuovo!
Grazie mille, dottor Bianchi! Ricambio di cuore!

Con la gratifica si concesse una bella pashmina per la mamma e una blusa alla moda per Giulia.
Poi qualche dolcetto, una bottiglia di prosecco e alle 19:30 si catapultò sul treno, ancora a corto di fiato. Ovviamente, inciampò in uno zaino parcheggiato vicino alla porta del suo scompartimento e fece quasi langelo nel corridoio.

Avrebbe voluto piangere, ma ecco delle mani gentili che la sollevano dal pavimento.
Mi perdoni, è colpa mia! Lo zaino, non ci arrivo mai!
Una voce che sapeva di caffè caldo e pane appena sfornato; un sorriso che abbatteva più difese della Juventus in crisi.
Tranquillo, ogni treno che si rispetti ha almeno una caduta, arrossì Alessandra.

E come spesso capita nei racconti che si rispettano, indovinate? Lui dividerebbe lo scompartimento con lei. Era alto, bello, elegante.
Le venne in mente la frase della bambina del sogno: Stasera incontri il tuo destino.
Non sarà mica lui? Ma va magari!

Lui le sistemò il bagaglio e la invitò a sedersi.
Poi si presentarono: Davide. Era in viaggio di lavoro giusto per un giorno, cercava una riunione importante.
Una notte sul treno, poi di nuovo indietro per non mancare al veglione. E lei?
Dalla famiglia, è tanto che non le vedo. Mi hanno dato qualche giorno libero, mi godo i miei cari.
Nessun fidanzato in vista? domandò lui.
Nullaltro che una collezione di flop rise Alessandra. Quello giusto deve ancora arrivare. E lei, chi laspetta a casa?
Nessuno, sono single come lei. Cerco quella giusta.

Ma guarda tu, questa la chiamo fortuna o segno del destino?, pensò Alessandra, arrossendo in stile Amarone.
Davide la vide arrossire:
Ma che carina, ti vengono subito le guance come due pesche!
Mannaggia, non ci posso fare nulla. Mi emoziono sempre nei momenti peggiori, rise Alessandra, imbarazzata.

Forse serve un tè per calmarci. Mamma mi ha mandato un po di torta di mele, ordinandomi di offrirla subito ai vicini di scompartimento!

A quel punto entrò una signora anziana con un nipotino di sei anni, e Alessandra e Davide uscirono un attimo nel corridoio per lasciare spazio.
La signora, la signora Maria, portava il nipotino da sua madre che lavorava fuori città e passava le feste con la nonna per farle un regalo.

Poi tutti insieme bevvero tè e mangiarono torta e biscotti appena fatti, Maria ci sapeva davvero fare.
Dopo, i giovani in corridoio a guardare la città in festa correre fuori dai finestrini, con le lucine di Natale.

Posso chiedere il tuo numero, Alessandra? domandò Davide.
Volentieri
Quando riparti?
Riparto il dieci
Allora starai qui un po.
Con te si parla così bene che sembra di conoscersi da una vita, azzardò lui.
Forse è solo magia ferroviaria, sorrise lei. Hai presente quelle amicizie da treno che poi ognuno al suo binario?
Magari. Vabè, andiamo a dormire?

La mattina, alle dieci, il treno arrivò puntuale. Alessandra non aveva detto niente a nessuno: voleva davvero sorprendere tutti.
Sapeva dove trovare le chiavi di scorta, il piccolo trucco di famiglia.
Lei e Davide si salutarono accanto a un taxi, sorriso a trentadue denti, auguri reciproci.
Che tu possa trovare chi cerchi davvero, disse lui.
E tu pure, Davide. In bocca al lupo!
Si salutarono come in una commedia leggera, ognuno verso il suo Capodanno.

Alessandra avrebbe tanto voluto dirgli: resta, festeggiamo insieme! Ma non era tipo da forzare le cose, e si preparò alla sua sorpresa familiare

Arrivò infine a casa, raggiante, bussò piano e la porta si spalancò su una Giulia saltellante!
La giornata filò via tra urla e piatti rovesciati. Dalla cucina arrivava il profumo confortante della pizzaiola della mamma.

Sapevo che saresti arrivata! Stamattina ho preso due confezioni duova, non si sa mai. Ti giuro, pensavo spuntassi con qualcuno
Dai mamma, niente interrogatori stasera

Allimprovviso vibra il telefono. Alessandra sbircia lo schermo e sentì il cuore sussultare: Davide.

Pronto? Sei già tornato a casa?
Eh, come dire no. Sto ancora qui. Sai, in questa città non conosco nessuno a parte te. Che dici, inviti uno sconosciuto al vostro pranzo di famiglia?
Alessandra ridacchiò di pura felicità.
Ma che faccio con te? Aspetta che chiedo il permesso. Mamma, Davide può unirsi? Solo uomini da compagnia
Figurati! Saremo finalmente in maggioranza femminile!
Apposto, prendi nota dellindirizzo! esclamò Alessandra strizzando locchio alla madre.

E aveva proprio ragione la bambina del sogno: se non lavesse svegliata, niente bilancio, niente viaggio e niente destino incontrato quella sera magica di Capodanno.

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