31 dicembre
Da stamattina non ho fatto altro che preparare la casa per la notte di San Silvestro: ho pulito, cucinato, sistemato la tavola. Questo è il mio primo Capodanno senza i miei genitori, il primo che festeggio con la persona che amo.
Vivo già da tre mesi con Alessio, nel suo appartamento qui a Bologna. Ha quindici anni più di me, è divorziato, versa il mantenimento alla figlia e ogni tanto si concede un bicchiere di troppo. Ma quando ami davvero qualcuno, queste cose sembrano insignificanti. Nessuno capiva come avesse fatto a conquistarmi: certo non è un adone, anzi, oggettivamente potrei dire che è piuttosto bruttino. Ha un carattere terribile, è tirchio oltre ogni limite e non ha mai una lira. E quando i soldi ci sono, se li spende tutti per sé. Eppure io, Giulia, mi sono innamorata di questo miracolo.
In questi tre mesi ho sempre sperato che Alessio si accorgesse di quanto io sia una donna premurosa, tranquilla, che si prende cura della casa. Speravo che mi avrebbe chiesto di sposarlo. Lo diceva sempre: Bisogna convivere un po, Giulia, per vedere che tipo di donna sei. Non voglio unaltra come la mia ex. La sua ex-moglie per me è rimasta un mistero; parlava sempre di sfuggita. E così ce la mettevo tutta: non dicevo niente quando tornava ubriaco, cucinavo, lavavo, pulivo, facevo la spesa sempre con i miei soldi (che non pensasse mai che sono interessata solo ai suoi!). Anche per il cenone di Capodanno ho comprato tutto io. E perfino un cellulare nuovo, come regalo per lui.
Mentre io ero indaffarata con i preparativi per la serata, il mio caro Alessio preparava la festa a modo suo: s’è scolato qualche bicchiere con gli amici. È tornato a casa allegro e mi ha detto che avrebbe invitato alcuni amici per passare il Capodanno insieme a noi. Gente che io non avevo mai visto. Ormai mancava solo unora a mezzanotte, la tavola era pronta, il mio umore a terra, ma ho cercato di calmarmi, convinta di dover essere migliore della sua ex.
Mezzora prima della mezzanotte, si sono presentati a casa nostra un gruppo di uomini e donne, tutti già piuttosto su di giri. Alessio si è subito rianimato, li ha fatti accomodare tutti a tavola e la baldoria è ripresa. Non si è nemmeno degnato di presentarmi; per loro ero invisibile. Parlavano, ridevano tra loro, come se io non ci fossi. Quando ho fatto notare che mancavano appena due minuti a mezzanotte e sarebbe stato bello versare lo spumante, una delle ragazze, con voce impastata, ha chiesto: Ma questa chi è?
E Alessio, ridendo: La mia vicina di letto! Scoppiarono tutti a ridere, come se avesse detto la battuta più spiritosa dellanno.
Continuavano a mangiare la cena che avevo preparato, ridicolizzandomi come se fossi lo zimbello della compagnia. Allo scoccare della mezzanotte, invece che brindare insieme, tutti si sono messi a scherzare su quanto fossi ingenua, e Alessio si vantava di avere trovato una cuoca e donna delle pulizie gratis. Non mi ha difesa, si è anzi unito alle loro risate, godendosi i piatti che io avevo cucinato.
Ho lasciato la stanza in silenzio, ho raccolto le mie cose e sono tornata dai miei genitori. Non avevo mai passato un Capodanno tanto orribile. Mamma mi ha detto, come previsto: Te lavevo detto io, Giulia. Papà invece ha tirato un sospiro di sollievo, e io, piangendo tutte le mie lacrime, ho finalmente tolto i prosciutti dagli occhi.
Dopo una settimana, quando Alessio si è ritrovato senza soldi, si è presentato a casa dei miei, facendo finta di nulla: Ma che sei andata via? Sempre permalosa E poi lì da mamma e papà stai bella comoda, mentre da me ormai anche i topi sono morti di fame! Cominci a comportarti come la mia ex!
Davanti a tale sfrontatezza sono rimasta senza parole. Avevo pensato mille volte a cosa dirgli, a come difendermi, ma mi sono limitata a mandarlo a quel paese e a chiudergli la porta in faccia senza rimpianti.
Così, con linizio del nuovo anno, davvero per me è iniziata una nuova vita. Ho capito che lamore vero non è annullarsi per qualcuno che non ti rispetta. Questa esperienza resterà per sempre la mia lezione più importante.






