Olga ha passato tutta la giornata a prepararsi per il Capodanno: ha pulito, cucinato, imbandito la t…

31 dicembre

Da stamattina sono stato impegnato nei preparativi per il Capodanno: ho pulito casa, cucinato, sistemato la tavola come si deve. Era il primo Capodanno che non passavo con la mia famiglia, ma con la donna che amo.

Vivo con Vittoria ormai da tre mesi, a casa sua. Lei è più giovane di me di quindici anni; ha lasciato la casa dei genitori per trasferirsi nel mio piccolo appartamento a Bologna. Non ero certo un bel tipo: la calvizie, il pancione, un carattere difficile, e nemmeno la generosità non era mai stata il mio punto di forza. I soldi, poi, sempre contati; quando cerano, li riservavo per me stesso. Gira voce che a volte bevo troppo, che sono stato già sposato e devo pure dare gli alimenti ogni mese alla mia ex. Ma tutto questo per Vittoria non contava; non capivo davvero come avesse fatto ad innamorarsi di me.

Nei tre mesi insieme, lei si è impegnata a mostrarmi quanto fosse accomodante e brava in casa, forse sperando che le chiedessi di sposarmi. Quante volte le avevo detto: Bisogna stare insieme un po, vedere come te la cavi in casa. Non vorrei che fossi come la mia ex Ma chi sapesse veramente comera la mia ex moglie, neanche io avrei saputo spiegare; non gliene ho mai parlato apertamente.

Vittoria non si lamentava mai: accettava in silenzio quando tornavo tardi e magari un po brillo, preparava da mangiare, lavava, stirava, faceva la spesa di tasca sua. Anche il cenone di Capodanno lha preparato tutto lei, senza chiedermi un euro. E mi ha persino comprato un nuovo cellulare come regalo.

Mentre Vittoria si dava da fare, io beh, mi preparavo a modo mio: sono andato a fare aperitivo con gli amici e ho alzato un po troppo il gomito. A un certo punto, sono tornato a casa allegro come una Pasqua, e le ho comunicato che avremmo avuto ospiti, amici miei che lei nemmeno conosceva.

Mancava solo unora a mezzanotte. Lei aveva preparato tutto con cura, ma ormai latmosfera era rovinata. Pur trattenendosi dal dirmi tutto quello che avrebbe voluto voleva dimostrare di non essere come la mia ex continuava a darsi da fare in silenzio.

Mezzora dopo bussano alla porta: entrano tutti allegri, uomini e donne, già alticci. Li faccio accomodare, la festa può iniziare. Nessuno si accorge nemmeno di Vittoria. Lei passa in sordina, come se non ci fosse. Parlavano e ridevano tra loro. Quando Vittoria ha provato a dire che mancavano due minuti alla mezzanotte e forse era il caso di versare il Prosecco, le hanno rivolto uno sguardo strano, come se fosse una sconosciuta.

«E questa chi è?» chiese, ridacchiando, una tipa con troppi spritz in corpo.
«La coinquilina di letto!» ho scherzato io, e giù tutti a ridere di gusto.
Mangiavano i piatti preparati da Vittoria, e intanto non risparmiavano le battute pesanti su di lei. Allo scoccare della mezzanotte, anziché brindare, la prendevano in giro, dicendo che Vittoria era stata unottima scelta: Hai trovato la cuoca gratis! Nessuno mi aveva mai difeso, e nemmeno quella sera lho fatto anzi, ho riso anchio insieme agli altri.

Vittoria a un certo punto si è alzata dal tavolo senza dire nulla, è andata nella camera, ha raccolto le sue cose e se nè andata senza fare rumore, tornando dai suoi genitori. Non aveva mai passato un Capodanno peggiore di quello.

Sua madre lha accolta con un: «Lo avevo sempre detto!» e suo padre ha tirato un sospiro di sollievo. Dopo aver pianto tutto il dolore e la vergogna, Vittoria ha finalmente tolto gli occhiali rosa.

Una settimana dopo, rimasto senza soldi e con il frigo vuoto, mi sono presentato da lei a casa dei suoi, come se niente fosse.
«Che hai? Sei ancora offesa? Dai, non vorrai mica farmi morire di fame come una misera ratta nel mio frigo In fondo ti stai comportando proprio come la mia ex!»

A quel punto Vittoria ha perso la pazienza. Quante volte aveva provato a pensare cosa dirmi se ne avesse avuto la forza, e ora le mancavano le parole. Lunica cosa che ha fatto è stata chiudermi la porta in faccia, in modo deciso.

Così, da quel Capodanno, la vita di Vittoria ha preso finalmente una nuova strada, e io ho capito anche se troppo tardi che perdere chi ti vuole bene per davvero non è mai solo questione di carattere: a volte basta un po di umiltà e rispetto per non restare da soli.

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