Oreste ha sposato Nadia per ripicca contro la sua ex amata: voleva dimostrarle di non soffrire per essere stato lasciato.

Luca si sposò con Alessia per ripicca verso la sua amata. Voleva dimostrarle che non soffriva per essere stato lasciato. Lui e Maria stavano insieme da quasi due anni. Luca era talmente innamorato di lei da perdere la testa: avrebbe fatto qualsiasi cosa per la sua Mariella. Era convinto che sarebbero arrivati al matrimonio. Anche se mal digeriva quando lei tergiversava:
Ma perché dovremmo sposarci subito? Non ho ancora finito luniversità, tu con lazienda fai fatica ad arrivare a fine mese. Non hai una macchina decente né una casa tua. Clara sarà anche la mia migliore amica, ma incontrarla ogni mattina in cucina, preferirei di no. Se solo non avessi venduto la casa
Quelle parole ferivano un po Luca. Ma Maria aveva ragione: lui viveva insieme alla sorella nellappartamento che era stato dei genitori, e solo da poco aveva preso in mano le redini dellattività di famiglia. Chi poteva immaginare che avrebbe dovuto gestire tutto e studiare contemporaneamente? Luca faceva i salti mortali per tenere a galla lazienda e finire gli studi.
La casa lavevano venduta di comune accordo con Clara. Era più importante salvare il negozio di ferramenta. In sei mesi, prima che ricevessero leredità, i debiti si erano accumulati, e da studenti lui allultimo anno, Clara al terzo non avevano altra scelta. Con i soldi della vendita chiusero i debiti, investirono in merce, e rimasero con un piccolo risparmio.
Ma Maria pensava che bisognasse vivere lattimo, non aspettare un futuro incerto. Facile a dirsi per chi sta bene in famiglia, pensava Luca. Quando invece ti ritrovi improvvisamente a fare da guida e sostegno a tua sorella, la prospettiva cambia. Luca era convinto che, a tempo debito, avrebbero avuto una bella casa, una macchina, persino un giardino.
Nulla faceva presagire il peggio. Un pomeriggio aspettava Maria davanti al cinema di Viareggio, avevano deciso di vedere un film nuovo insieme. Era stata lei a dirgli di non passare a prenderla Maria non amava certo i mezzi pubblici. Luca la cercava con gli occhi tra la folla, ma arrivò su unauto costosa.
Mi dispiace, Luca, ma noi due non possiamo più andare avanti. Mi sposo gli disse, porgendogli un libro a caso, e poi salì subito sulla macchina.
Luca restò immobile, a cercare di capire cosa fosse successo in quei pochi giorni che era stato fuori città.
Clara capì tutto appena vide il volto di suo fratello:
Lo sai, vero?
Lui annuì in silenzio.
Ha trovato un riccone. Il venticinque si sposa. Mi voleva come testimone, ho detto di no. È proprio una traditrice!
Clara scoppiò in lacrime per la rabbia.
Sta tranquilla le carezzò la testa come quando erano piccoli. Che sia felice lei; noi lo saremo ancora di più.
Per quasi un giorno intero si chiuse in camera. Clara bussava dolcemente alla porta:
Almeno mangia qualcosa Ho fatto le crêpes.
La sera uscì con uno sguardo incandescente:
Preparati.
Che hai in mente?
Sposerò la prima ragazza che accetterà di diventare mia moglie rispose secco Luca.
Ma sei matto? cercò di riportarlo alla ragione Clara. Stai giocando anche con la vita di qualcunaltra.
Ma tutto fu inutile.
Se non vieni tu, vado da solo.
Al parco cera tanta gente. Alla prima proposta una ragazza lo prese per pazzo, la seconda si allontanò impaurita, la terza invece guardandolo dritto negli occhi accettò.
E il tuo nome, bellissima?
Alessia rispose la giovane.
Festeggiamo il fidanzamento, disse Luca, e portò lei e la sorella in una trattoria.
Al tavolo si fece un silenzio imbarazzante. Clara non sapeva che dire, Luca pensava solo alla sua vendetta. Aveva già deciso: dovevano sposarsi anche loro il venticinque.
Ci devessere un motivo serio se hai chiesto a una sconosciuta di sposarti, ruppe il silenzio Alessia. Se è stata solo una follia, non mi offendo e me ne vado.
No. Hai dato la tua parola. Domani portiamo la domanda in comune e conosciamo i tuoi genitori.
Luca le fece locchiolino:
Prima, però, passiamo al tu!
Per tutto il mese prima delle nozze si videro ogni giorno, imparando a conoscersi un po di più.
Mi spieghi almeno perché? chiese un giorno Alessia.
Ognuno ha i suoi piccoli segreti Luca tagliò corto.
Basta che non rovinino la nostra vita, sorrise lei.
E tu perché hai accettato?
Ho immaginato di essere una principessa a cui il re padre fa sposare il primo che passa. Nelle fiabe finisce sempre con Vissero felici e contenti. Volevo vedere se è vero.
In realtà la vita di Alessia non era stata facile. Una grande delusione damore, un cuore rotto, qualche risparmio perso. Ma aveva imparato a riconoscere le persone sincere. Gli scrocconi li teneva alla larga in un attimo.
Non cercava per forza lanima gemella, ma desiderava accanto un uomo sveglio, che sapesse prendere decisioni. In Luca aveva colto fermezza e concretezza. Se fosse stato solo con degli amici, non lavrebbe neppure notato, invece quel gesto deciso la incuriosì.
Tu che principessa saresti? chiese Luca ammiccando Biancaneve, Cenerentola o magari la Principessa Ranocchia?
Baciami e lo scoprirai, scherzò lei.
Ma di baci e di altro ancora, niente.
Luca organizzò tutto per il matrimonio. Ad Alessia toccava solo scegliere tra le opzioni che lui proponeva. Persino lacquisto dellabito e del velo fu curato direttamente da Luca.
Sarai la più bella di tutte, ripeteva.
Al municipio di Firenze, in attesa della cerimonia, si incrociarono con Maria e il suo futuro marito. Luca sfoderò un sorriso finto:
Permettimi di farti gli auguri le diede un bacio sulla guancia Sii felice con il tuo portafogli ambulante!
Non fare scenate, rispose nervosa Maria.
Diede uno sguardo pungente ad Alessia. Alta, affascinante, elegante, si muoveva con fierezza. Maria sembrava sbiadire al confronto. La gelosia la rodeva. Felicità non ne provava, anzi, la sensazione daver commesso un errore la perseguitava.
Luca tornò da Alessia:
Va tutto bene, disse forzando il tono.
Possiamo ancora fermarci, sussurrò lei.
No. Giochiamo la nostra partita fino in fondo.
Solo in sala, guardando negli occhi tristi ormai della moglie, Luca capì cosa stava facendo.
Ti renderò felice disse pronunciando la promessa con sincera convinzione.
Poi cominciò la vita di tutti i giorni. Clara e Alessia diventarono amiche: andare daccordo veniva naturale. La vivacità di Clara trovava equilibrio nel temperamento calmo e organizzato di Alessia, che con determinazione e saggezza gestiva ogni cosa.
Essendo una brava ragioniera, esperta in amministrazione e tasse, Alessia mise subito ordine nei conti. Dopo sei mesi avevano già aperto un secondo negozio. Poco dopo, formarono anche una squadra di artigiani: ora non solo vendevano materiali edili, ma offrivano ristrutturazioni chiavi in mano. I guadagni schizzarono alle stelle.
Alessia si rivelò essere la vera mente: con eleganza sapeva suggerire idee che Luca sentiva come sue. Sembrava tutto perfetto, ma a Luca mancava quellebbrezza, quella passione folle che aveva vissuto con Maria. Tutto era troppo regolare, prevedibile, ordinato. Routine, una palude che mi risucchia. Non la amo, e questo dice tutto, pensava.
Grazie ad Alessia, però, raggiunsero grandi traguardi: iniziarono a costruire villette su commissione. E la prima casa fu la loro.
Col migliorare degli affari, crebbero anche i pensieri di Luca verso Maria: Non ha saputo aspettare. Se vedesse la macchina che guido! E la casa: altro che casa, è una villa! Si chiedeva spesso: E se?
Alessia capiva il suo disagio. Cercava in ogni modo di renderlo felice, ma sapeva che il cuore, soprattutto quello degli altri, non si comanda. Non tutte le favole diventano realtà, pensava, ma senza perdere la speranza: il nome lo suggeriva.
Anche Clara notava il malumore del fratello.
Rischi di perdere più di quello che potresti mai trovare, gli disse beccandolo a sbirciare il profilo social di Maria.
Non impicciarti! rispose secco Luca.
Clara lo fissò con occhi oscuri:
Stupido! Alessia ti ama davvero, e tu pensi ancora a giocare?
A tutto mi doveva pensare, tranne che a farmi la morale dalla sorella minore!, sbottò tra sé Luca. Ma il pensiero di Maria lo attirava sempre di più. E così le scrisse.
Maria si lamentò di una vita rovinata. Il marito laveva lasciata senza nulla. Università non finita, nessun lavoro vero, era rimasta a vivere in affitto a Bologna.
Luca esitò per giorni: Vado? Non vado? Poi, con Alessia da una settimana dalla nonna in campagna, la tentazione fu irresistibile.
Decise di incontrare Maria. Viaggiava come in trance, non badando ai limiti di velocità. Il pensiero di lei gli accelerava il cuore.
Ma la realtà fu ben diversa.
Che gran figo sei diventato! lo abbracciò forte Maria.
Il suo odore di sudore lo disgustò. Si scostò a disagio:
Ci stanno guardando, disse piano.
E chi se ne frega! rise, sguaiata.
Vestita male, trucco scadente, profumo troppo forte Era chiaro che Maria non reggeva il paragone con Alessia. È sempre stata così comho fatto a non vederlo prima? pensava guardandola scolarsi una birra dopo laltra.
Dammi un po di soldi, ti faccio vedere quanto ti sono riconoscente ammiccò lei con fare volgare.
Luca voleva solo scappare via.
Scusami, ho degli impegni si alzò.
Allora ci vediamo dopo?
Non credo, accennò a un cameriere. Il conto, per favore.
Io resto ancora un po
Lasci pure che si goda questa cifra, disse lasciando una banconota abbondante.
Il cameriere annuì, capendo la situazione.
Luca guidò verso casa a tutta velocità.
Stupido che sono stato… aveva ragione Clara! Ma dove pensavo di andare? O forse mi è servito?
Non chiamavo mai Alessia con un diminutivo eppure lei è la persona più importante che ho, pensò, frenando di colpo in piena campagna. Si fermò, rimase lì alcuni minuti a riflettere sugli anni vissuti insieme.
Vide mentalmente il volto della moglie, i suoi occhi blu profondi, il sorriso tenero che gli riservava al suo arrivo, le mani affusolate che gli spettinavano dolcemente i capelli.
Le ho promesso che lavrei resa felice, si disse, ripartendo di slancio verso il paese della nonna di Alessia.
Una settimana è troppo lunga. Non sono riuscito a stare senza di te neanche due giorni, le confidò quando lei gli corse incontro fuori casa.
Sei matto, rise tra lacrime di gioia Alessia.
Alessia, amore mio, le sussurrò allorecchio, e anche lui sentiva girare la testa dalla felicità.

Non sempre le scelte prese per orgoglio portano alla felicità: la vera gioia nasce dove trovi rispetto, fiducia e complicità. Bisogna saper riconoscere il valore delle persone che ci stanno accanto ogni giorno.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

2 + 3 =

Oreste ha sposato Nadia per ripicca contro la sua ex amata: voleva dimostrarle di non soffrire per essere stato lasciato.