Diario di Gianni, 15 febbraio Non ci posso credere che sia già il mio compleanno, trentacinque anni compiuti.
Quando ha visto il cane accanto alla panchina, è corso subito da lui. Lo sguardo gli è caduto anche sul
L’inverno aveva coperto il cortile di Andrea con una soffice coltre di neve, ma il suo fedele cane Graf, un gigantesco pastore tedesco, si comportava in modo strano.
Invece di rannicchiarsi nella grande cuccia che Andrea gli aveva costruito con amore l’estate scorsa, insisteva a dormire fuori, sdraiato direttamente sulla neve. Andrea lo osservava dalla finestra e sentiva un nodo al petto: Graf non si era mai comportato così prima.
Ogni mattina, quando usciva da lui, Andrea vedeva Graf che lo fissava teso. Appena si avvicinava alla cuccia, il cane si piazzava tra lui e l’ingresso, ringhiava piano e lo guardava supplicante, come a dire: “Ti prego, non entra lì.” Questo comportamento, così insolito per la loro amicizia di tanti anni, mise Andrea in allarme — cosa nascondeva il suo migliore amico?
Deciso a scoprire la verità, Andrea elaborò un piccolo piano: attirò Graf in cucina con una succulenta bistecca. Mentre il cane, chiuso in casa, abbaiava con tutte le sue forze alla finestra, Andrea si avvicinò alla cuccia e si chinò per guardare dentro. Il cuore gli si fermò appena i suoi occhi si abituarono all’oscurità e vide qualcosa che lo gelò sul posto…
…All’interno, avvolto in una coperta, c’era un gattino minuscolo — sporco, infreddolito e a malapena respirante. Gli occhi si aprivano a fatica e il corpo tremava dal freddo. Graf lo aveva trovato chissà dove e, invece di scacciarlo o lasciarlo lì, l’aveva accolto. Dormiva fuori per non spaventarlo e sorvegliava l’ingresso come se nella cuccia ci fosse un tesoro prezioso.
Andrea trattenne il fiato. Allungò le mani, prese con delicatezza la piccola creatura e la strinse al petto. In quel momento, Graf corse verso di lui e si accucciò vicino alla sua spalla — non ringhiando più, ma premuroso, pronto ad aiutare.
— Sei proprio un bravo cane, Graf… — sussurrò Andrea, stringendo forte il gattino. — Più buono di molte persone.
Da quel giorno, nel cortile non vissero più solo due amici, ma tre. E quella cuccia, costruita con affetto, ritrovò il suo vero scopo: diventare una casa per anime salvate. Linverno aveva trasformato il cortile di Lorenzo întrun manto soffice di neve, ma il suo fedele cane
La telefonata arrivò puntuale a mezzogiorno, tagliando lattesa come un coltello nel burro. Lucia Ferraro
Pensavo che Pietro mi tradisse, ma la realtà si rivelò ben più inquietante. Il cellulare era silenzioso
Ecco che hai tirato fuori di nuovo quel servizio di piatti? Te lho già detto cento volte che preferisco
Ecco che hai tirato fuori di nuovo quel servizio di piatti? Te lho già detto cento volte che preferisco
Zia Rita Ho 47 anni. Sono una donna normalissima. Diciamo pure una tipica donna trasparente.
Una sera dinverno, mentre il crepuscolo avvolgeva il piccolo borgo di SanPietro in Val di Fassa, una
Giovanni rimase immobile: da dietro il tronco di un vecchio ulivo, una cagna dagli occhi malinconici
12 aprile 2025 Diario Oggi mi è tornata in mente la storia di Ginevra, una ragazza del nostro piccolo
Ma che importa chi si è presa cura della nonna! Secondo la legge, quell’appartamento dovrebbe spettare a me! – mia madre litiga con me e minaccia di portarmi in tribunale
La mia stessa madre minaccia di denunciarmi: vuole l’appartamento della nonna che invece è stato lasciato a mia figlia. Secondo mia mamma è un’ingiustizia, perché pensa che l’eredità avrebbe dovuto essere sua. Ma la nonna aveva deciso diversamente, forse perché mio marito ed io le siamo stati accanto e ci siamo presi cura di lei per gli ultimi cinque anni.
Mia madre si è sempre comportata in modo egoista, mettendo i suoi desideri davanti a tutto e tutti. È stata sposata tre volte, ma ha avuto solo due figlie: me e mia sorella minore. Io e mia sorella siamo unite, ma i nostri rapporti con la mamma sono molto tesi.
Non ho mai conosciuto mio padre: divorziò da mia madre quando avevo appena due anni. Fino ai sei anni vivevo con lei e la nonna, che allora mi sembrava severa, forse perché vedevo sempre mia madre piangere. Solo crescendo ho capito quanto in realtà fosse una donna meravigliosa, che cercava solo di aiutare sua figlia a trovare una strada nella vita.
Poi mia madre si risposò e ci trasferimmo a casa del suo nuovo marito, con cui nacque mia sorella. Vissero insieme sette anni, poi un altro divorzio. Invece di andare dalla nonna, rimanemmo nell’appartamento lasciato provvisoriamente dall’ex patrigno. Tre anni dopo mia madre si sposò per la terza volta e noi ci trasferimmo in una nuova casa.
Il nuovo compagno di mia madre mal sopportava la presenza dei figli della moglie, ma almeno non ci ha mai maltrattate; semplicemente ci ignorava. Anche la mamma era troppo concentrata su di lui per occuparsi di noi. Era ossessionata dalla gelosia e spesso faceva scenate.
Una volta al mese minacciava di andarsene, ma veniva sempre convinta dal patrigno a restare. Così io e mia sorella ci siamo abituate a questa situazione, senza darle troppa importanza. Fu così che mi trovai io stessa a prendermi cura della mia sorellina. Fortunatamente avevamo le nostre nonne, che ci davano una grande mano.
Col tempo andai a vivere in un appartamento per studenti, mentre mia sorella si trasferì a casa della nonna, ricevendo l’aiuto di nostro padre. La mamma invece ci chiamava solo per le feste comandate.
Ho accettato mia madre per com’è: assente, indifferente. Mia sorella invece ha sempre sofferto questa situazione, soprattutto quando la mamma non si presentò neanche alla sua festa di diploma.
Siamo cresciute. Mia sorella si è sposata ed è andata a vivere lontano. Io convivevo con il mio ragazzo da anni, senza fretta di sposarmi, e andavo spesso a trovare la nonna. Ero molto legata a lei, ma cercavo di non essere d’intralcio. Poi la nonna si è ammalata e fu ricoverata. I medici mi dissero che aveva bisogno di molta assistenza. Cominciai a occuparmi di lei ogni giorno: facevo la spesa, cucinavo, pulivo la casa e soprattutto mi assicuravo che prendesse sempre le medicine.
Andò avanti così per sei mesi, aiutata dal mio compagno, che si dava da fare con le piccole riparazioni domestiche. Alla fine la nonna ci propose di andare a vivere da lei, così da risparmiare per una casa tutta nostra. Abbiamo accettato volentieri: avevamo un ottimo rapporto e alla nonna piaceva molto anche il mio ragazzo. Sei mesi dopo rimasi incinta, la nonna ne fu felicissima e noi ci sposammo in modo semplice. La mamma non si è fatta vedere né si è nemmeno degnata di farmi gli auguri.
Quando mia figlia aveva solo due mesi, la nonna si ruppe una gamba. Prendersi cura di lei e di un neonato fu durissimo: avevo bisogno dell’aiuto di mia madre, ma lei rifiutò, dicendo che non si sentiva bene. Naturalmente, quella promessa d’aiuto non si è mai concretizzata.
Dopo sei mesi la nonna ebbe un ictus ed è rimasta allettata. Sono stati anni difficili, ma grazie al sostegno di mio marito ce l’abbiamo fatta. Piano piano la nonna si è ripresa abbastanza da camminare e mangiare da sola. È vissuta ancora due anni e mezzo, il tempo di vedere la bisnipotina muovere i primi passi. Quando se n’è andata, nel sonno, per me e mio marito è stato un dolore grandissimo.
La mamma si fece vedere solo al funerale. Poi, a distanza di un mese, tornò per tentare di mandarmi via da casa e appropriarsi dell’appartamento. Dava per scontato che fosse suo, ma ignorava che la nonna l’aveva già lasciato a mia figlia, subito dopo il parto. Così restò a mani vuote.
Ovviamente fu furiosa: mi minacciò, dicendo che dovevo restituirle la casa o mi avrebbe portata in tribunale.
“Guarda che furba sei stata! Hai imbrogliato la vecchia per avere la casa e ora te ne approfitti! Non la passerai liscia! Non importa chi si è presa cura della nonna, quella casa doveva essere mia!”
Ma so per certo che mia madre non avrà nulla, l’ho verificato col notaio e con un avvocato. Noi vivremo nella casa che ci ha lasciato la nonna, e se avremo un’altra bambina, sicuramente le daremo il suo nome. Che importanza ha chi si è preso cura della nonna! Lappartamento, secondo la legge, dovrebbe spettare a me!
Restituirò tutto, lo prometto Donatella, mi dispiace, non posso aiutarti in questa situazione.
Come mio marito manteneva segretamente sua madre mentre io non avevo soldi nemmeno per vestire nostra figlia
Io e mio marito non navighiamo nell’oro: facciamo del nostro meglio per tirare avanti, entrambi lavoriamo, ma gli stipendi sono modesti, anzi, oserei dire, piuttosto bassi. Abbiamo anche una bambina di quattro anni. Capirete che oggi crescere un figlio è molto costoso e con pochi soldi è difficile far quadrare i conti.
In più mio marito ha deciso di aiutare sua madre a pagare l’affitto. Noi fatichiamo ad arrivare a fine mese e lui manda ancora soldi a mia suocera! Tra l’altro, lei sta benissimo e potrebbe tranquillamente trovare un lavoretto part-time. Io non potrei, perché ho la bambina piccola e serve qualcuno che la tenga quando esce dall’asilo. Quante volte ho chiesto a mia suocera di tenerla, si è sempre rifiutata dicendo che non ne ha la forza perché “è fragile”.
Poi ho scoperto che la suocera se n’era andata in vacanza — e non proprio vacanze economiche! L’ho saputo da mio marito, che mi ha avvisata solo per dirmi che avrei dovuto attraversare la città per annaffiare le piante di sua madre mentre lei era via. Ero scioccata: invece che perdere tempo con le sue piante, avrei potuto guadagnare qualche soldo in più.
Ma quello che mi ha veramente stupito è altro: la mia suocera ha cominciato a vivere “alla grande”. Accessori costosi, vestiti di boutique… Continuavo a chiedermi da dove tirasse fuori quei soldi, visto che mio marito si lamentava tanto dei problemi finanziari della madre. Forse ha trovato uno “zio ricco” che la mantiene?
Un giorno ho notato che mio marito portava sempre con sé la stessa borsa pesantissima. Quando è andato in bagno, l’ho aperta e ho visto dentro degli attrezzi e un computer portatile che era di mia amica. L’indomani l’amica mi ha detto che mio marito arrotonda sistemando computer.
Ecco spiegato da dove arrivavano i soldi! E quando gli ho chiesto se dava tutti quei soldi alla madre, mi ha risposto di sì.
“Quindi io e nostra figlia siamo costrette a rattoppare i calzini più volte e non abbiamo abbastanza per vestirci, mentre tu mandi tua madre nei resort e le compri vestiti in boutique.”
“Sono i miei soldi. Ci faccio ciò che voglio.”
Non serve che dica come è finita: coi suoi soldi l’ho mandato io dalla madre. La ama così tanto, che viva con lei. Non ho forse fatto la cosa giusta? Come mio marito aiutava segretamente sua madre, mentre io non avevo nulla da mettere a nostra figlia
Una Bambina Che Non Riusciva a Mangiare: La Notte in Cui Mia Figliastra Ha Parlato e Tutto È Cambiato
Era notte fonda, qualche minuto dopo luna, quando un bimbo di appena sette anni, Luca Bianchi, spalancò
Mia madre e mia sorella mi consideravano solo un portafoglio vivente non si presero mai la briga di interessarsi
Caro diario, La mia mamma è venuta a mancare quando avevo appena otto anni. Mio papà ha iniziato a bere
Dante, ti ho già spiegato cento volte chiude Antonella il portatile e si volta verso il marito.
SENZA UN TETTO Lucia non sa proprio dove andare. Non ha nessun posto… «Posso passare un paio di
Pensiamo che la vita sia già complicata, ma poi la rendiamo ancora più intricata. Fin dai primi anni
Non solo tata Erano anni ormai che ripensavo a quel periodo della mia giovinezza, quando studiavo alluniversità
Dopo 19 anni, mia madre è riapparsa ora vuole soldi e un tetto Avevo dieci anni quando ho capito che
Diario di Mariangela, 3 aprile Oggi sento il bisogno di mettere per iscritto i pensieri che mi affollano la mente.
Un GATTO RANDAGIO si INFILTRÒ nella stanza del miliardario in coma e CIO CHE SUCCESSE FU UN MIRACOLO